ASSOCIAZIONE BACK SCHOOL
 

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AGGIORNAMENTI CULTURALI: COLPO DI FRUSTA CERVICALE

Nei libri:

  • Back School, Neck School, Bone School – Programmazione, organizzazione, conduzione e verifica (testo per insegnanti di educazione fisica e fisioterapisti), Edizioni Edi – Ermes,
  • Back School, Neck School, Bone School – Programmi di lavoro specifici per le patologie del rachide (testo per insegnanti di educazione fisica e fisioterapisti), Edizioni Edi – Ermes,
  • Mal di schiena – Prevenzione e terapia delle algie vertebrali (manuale pratico rivolto agli allievi della Back School e della Neck School, cioè ai soggetti che soffrono di lombalgia e cervicalgia), Edizioni Edi – Ermes, viene esposto il programma di Back School, così come viene svolto presso la palestra MILANINO BACK SCHOOL.

In particolare, nel 9° capitolo del libro Back School, Neck School, Bone School – Programmi di lavoro specifici per le patologie del rachide, viene descritto dettagliatamente il programma specifico di Neck School, proposto ai soggetti che hanno subito un colpo di frusta cervicale.

Il temine colpo di frusta cervicale è stato usato per la prima volta dall’ortopedico americano H. E. Crowe per descrivere il modo in cui la testa si muove quando è sottoposta a forze improvvise di accelerazione/decelerazione che esercitano sul collo un effetto tipo frusta.

La Quebec Task force ha definito il colpo di frusta cervicale nel modo seguente: “il colpo di frusta è un meccanismo di accelerazione e decelerazione con trasferimento di energia al collo. Esso può essere innescato da un incidente automobilistico con tamponamento o urto laterale, ma può verificarsi anche durante tuffi o altri incidenti. L’impatto può provocare lesioni alle ossa o ai tessuti molli (colpo di frusta), che a loro volta possono condurre a svariate manifestazioni cliniche (disturbi associati al colpo di frusta)” (Negrini S.,1999).

Il numero di automobili in circolazione è in continuo aumento e, di conseguenza, aumenta anche il rischio di incidenti. Una recente indagine svolta in Germania ha riscontrato un incremento del 300%  del numero di lesioni cervicali dovute agli incidenti stradali nel periodo dal 1985 al 1997 (Suissa S.,2001).

Ogni anno negli USA oltre 1 milione di persone si rivolgono al pronto soccorso in conseguenza di questo trauma (Stiell IG, 2001).

A causa di questa elevata incidenza il colpo di frusta ha dato origine ad un’enorme richiesta di servizi di riabilitazione e, di conseguenza, costituisce un costo sanitario  significativo e un problema talvolta insoluto: il 20% di queste lesioni sfocia in una cervicalgia cronica con disturbi persistenti e disabilitanti.

Il sistema assicurativo ha un effetto determinante sulla frequenza e sulla durata delle richieste di indennizzo per colpo di frusta. Uno studio recente di Cassidy ha dimostrato che gli infortunati guariscono più in fretta quando non è disponibile alcun risarcimento né per il dolore né per la sofferenza.

 

MECCANICA DEL TRAUMA

Prima dell’introduzione del poggiatesta, sembrava che l’eccessiva estensione (iperestensione) del rachide cervicale fosse la fase più dannosa del trauma.

Ora, la presenza del poggiatesta limita le possibilità di iperestensione ma la cintura di sicurezza, immobilizzando il rachide dorsolombare aumenta le possibilità di iperflessione a livello cervicale durante l’impatto.

Il testo descrive la meccanica del trauma, distinguendo i diversi effetti della fase di iperestensione e della fase di iperflessione del rachide cervicale.

 

SINTOMI E DISTURBI COLLEGATI AL COLPO DI FRUSTA

Nel testo vengono descritti dettagliatamente i sintomi che possono essere numerosissimi e di diversa gravità:

  • dolore e/o rigidità al collo;
  • dolore, parestesie, ipoestesia e debolezza ad un arto superiore nell’area corrispondente all’emergenza del nervo cervicale irritato;
  • dolore o disfunzione all’articolazione temporo-mandibolare.

Inoltre, possono essere insorgere sintomi di concussione cerebrale e sintomi riferibili all’irritazione del sistema simpatico cervicale.

 

CLASSIFICAZIONE DEL COLPO DI FRUSTA

La letteratura riporta diverse classificazioni relative ai disturbi associati al colpo di frusta. Riporto quella proposta dalla Quebec Task Force nel 1995 che costituisce, per ora, il riferimento più importante.

 

Grado       Presentazione clinica

 

0°            Non si lamentano disturbi al collo

                Non ci sono segni fisici

 

1°            Dolore, rigidità o iperestesia del collo

                Non ci sono segni fisici

 

2°            Disturbi al collo e segni a livello muscolo scheletrico:

                articolarità ridotta e punti di iperestesia

 

3°            Disturbi al collo e segni neurologici:

               riflessi tendinei      profondi diminuiti o assenti, debolezza e deficit sensitivo

 

4°            Disturbi al collo e frattura o lussazione

 

 QUANDO è UTILE IL COLLARE?

Il trattamento standard delle lesioni acute da colpo di frusta prevede la prescrizione del collare.

Per i traumi più lievi viene prescritto un collare morbido. Ad un aumento della gravità del trauma corrisponde la prescrizione di un tutore più rigido.

Gli obiettivi del trattamento con il collare sono: ridurre il dolore, sostenere il rachide cervicale mantenendo la fisiologica lordosi e prevenire lo sviluppo di instabilità vertebrale. Tale tutore ortopedico non deve provocare alcuna trazione: esso deve impedire i movimenti di massima ampiezza che possono sollecitare negativamente i legamenti, sottoposti ad un eccessivo stiramento durante il trauma. Siccome sono necessari 18 giorni per la guarigione dei legamenti il collare, per essere efficace, viene prescritto per un periodo di 20 giorni.

È importante sottolineare che il collare va indossato limitatamente per il periodo per cui è stato prescritto. Una immobilizzazione prolungata provoca la formazione di aderenze e di cicatrice proliferativa e impedisce al tessuto fibroso di orientarsi nella giusta direzione per una guarigione ottimale.

La prescrizione del collare ha delle motivazioni valide, dettate dalla prudenza e dalla necessità di prevenire lo sviluppo di instabilità vertebrali; tuttavia, occorre tenere presente che gli studi più recenti dimostrano l’effetto dannoso del riposo e dell’immobilizzazione prolungata e confermano l’utilità di un movimento attivo precoce e di un incoraggiamento a continuare le normali attività (Borchgrevink, McKinney, Mealy, Rosenfeld, Spitzer, Scholten-Peters, Bekkering, Verhagen, van der Windt, Lanser, Hendriks, Oostendorp). Secondo tali ricerche, infatti, i pazienti che in seguito ad un colpo di  frusta sono stati trattati con la mobilizzazione precoce hanno ottenuto risultati migliori rispetto a quelli trattati con il riposo e l’immobilizzazione. Tali autorevoli studiosi raccomandano un trattamento basato sulla rassicurazione, incoraggiamento a continuare le normali attività e semplici esercizi da ripetere a casa più volte al giorno.  

Ne consegue che non appare giustificata la prescrizione del collare quando il trauma è stato lieve (cioè, in presenza di colpo di frusta di grado 0, 1° e 2°); il suo uso resta valido in presenza di lesioni a livello delle strutture del rachide cervicale (in presenza di colpo di frusta di grado 3° e 4°).

 

CINESITERAPIA

Il programma di rieducazione varia in funzione della gravità del trauma e dalla presenza o meno del collare.

 

Piano di lavoro senza collare

Se il trauma è stato lieve (cioè, in presenza di colpo di frusta di grado 0, 1° e 2°) e non è stato prescritto il collare si può procedere  con la valutazione del rachide cervicale così come è stato descritto nel volume Back School, Neck School, Bone School – Programmazione, organizzazione, conduzione e verifica (capitolo 5°) e con gli esercizi esposti nel capitolo dedicato alla Neck School (capitolo 13°).

Le recentissime linee guida olandesi (Scholten-Peters, Bekkering, Verhagen, van der Windt, Lanser, Hendriks, Oostendorp), pubblicate nel 2002 su Spine danno delle indicazioni molto utili riguardanti il trattamento dei pazienti che hanno subito un colpo di frusta di 1° e 2° grado.

 

Le cinque fasi del trattamento

Secondo le linee guida olandesi il trattamento viene programmato in 5 fasi successive.

 

Prima fase (da 0 a 4 giorni successivi al trauma)

Gli obiettivi del trattamento sono: ridurre il dolore e l’eventuale ansia conseguente al dolore, informare il paziente riguardo le possibili conseguenze del colpo di frusta e le strategie da seguire per prevenire la cronicità del dolore.

 

1. Informazione (1° cardine della Neck School)

Il testo elenca le informazioni da dare al paziente che ha subito un colpo di frusta di grado 0, 1° e 2°. Ne riporto alcune.

·        Tranquillizzare il paziente riguardo la natura benigna del suo dolore. I danni permanenti sono rari: molto spesso l’incidente non produce lesioni significative. Solitamente non ne conseguono danni alle strutture del rachide, né alle ossa, né ai dischi, né ai nervi. Le lesioni gravi sono quasi sempre individuate prontamente.

·        Quando i dolori non si presentano subito dopo il trauma, ma un giorno o due dopo, è buon segno: significa che il danno alle strutture del rachide non è grave.

·        Quello che si fa nei primi giorni conseguenti al trauma è molto importante. Stare a riposo totale per più di due giorni, di solito, non aiuta e può prolungare il dolore e la disabilità.

·        Le persone che superano meglio il colpo di frusta sono quelle che restano attive, esercitano il loro collo  e proseguono le loro attività quotidiane nonostante il dolore: queste indicazioni sembrano attualmente il modo migliore per prevenire la cronicità del dolore cervicale.

·        La prima raccomandazione che viene fatta è: “cerchi di comportarsi il più possibile normalmente, come al solito, e di muoversi senza provocare dolore”.

·        È importante precisare che la colonna vertebrale mantiene la sua piena efficienza e funzionalità quando viene usata correttamente: è dannoso non solo l’uso scorretto ma anche il disuso, cioè la mancanza di movimento e l’eccessivo riposo.

·        Il collo è strutturato per il movimento ed è in grado di compiere numerosi movimenti. Quanto prima si riprendono le attività quotidiane e lavorative, tanto prima ci si sentirà meglio. Naturalmente occorre tenere presente che le strutture del rachide funzionano bene se sono usate correttamente, rispettando le curve fisiologiche. Di conseguenza, è importante dare tutte le informazioni utili perché l'allievo impari ad usare bene la sua colonna vertebrale ed eviti di azionare il meccanismo che produce il dolore.

 

2. Educazione posturale

Per un uso corretto è importante acquistare e consolidare la capacità di mantenere le curve fisiologiche, in particolare la lordosi cervicale, nelle posizioni e nei movimenti quotidiani. Di conseguenza sono utili gli esercizi di educazione posturale che, in fase acuta, vanno eseguiti nell’ampiezza di movimento che non provoca dolore (Back School, Neck School, Bone School – Programmazione, organizzazione, conduzione e verifica, capitolo 13°).

 

3. Uso corretto del rachide

Alle informazioni precedentemente esposte, è bene aggiungere le nozioni di ergonomia adattandole alle posizioni ed ai movimenti lavorativi del soggetto.

Per agevolare l’uso corretto chi lavora in posizione seduta deve utilizzare la sedia ergonomica (Back School, Neck School, Bone School – Programmazione, organizzazione, conduzione e verifica, capitolo 15°).

Evitare le posture che mantengono il collo in flessione, in rotazione o in flessione laterale (Back School, Neck School, Bone School – Programmazione, organizzazione, conduzione e verifica, pag. 204, 206, 207 e 208).

Infine, si danno le informazioni sulle posizioni corrette da mantenere durante il riposo notturno: è necessario un cuscino idoneo ed evitare di dormire in posizione prona.

Non si raccomanda di riposare più del necessario né di indossare un collare morbido.

 

4. Tecniche di rilassamento (Tecniche di rilassamento per la Back School, 4 CD audio, Edizioni Edi.Ermes).

Per agevolare il rilassamento e per ridurre l’ansia che spesso si accompagna al dolore acuto, l’insegnante può consegnare il CD per eseguire la seduta di rilassamento a casa. Il rilassamento va eseguito a letto con un cuscino, della giusta altezza, in grado di mantenere la verticalità dello sguardo.

 

5. Farmaci

In fase acuta il medico prescrive farmaci analgesici o antinfiammatori ai pazienti che presentano dolori molto intensi.

 

Seconda fase (da 4 giorni a 3 settimane dopo il trauma)

Gli obiettivi del trattamento sono la riduzione del dolore, la ripresa della funzionalità ed il ritorno precoce alle normali attività.

Per raggiungere questi obiettivi è importante rassicurare il paziente riguardo la natura benigna del dolore e motivarlo con le corrette informazioni.

Per la ripresa della funzionalità del rachide cervicale si eseguono gli esercizi di rilassamento, di mobilizzazione, di stabilizzazione e di propriocettività descritti nel volume Back School, Neck School, Bone School, programmazione, organizzazione, conduzione e verifica, capitolo 13°, Neck School”.

 

Terza fase (da 3 a 6 settimane dopo il trauma)

In questa fase più importante della riduzione del dolore è il miglioramento delle capacità funzionali e della capacità lavorativa perché quando migliorano le qualità fisiche di base diminuisce la percezione del dolore, si accelera il ritorno alle normali attività e si riduce la possibilità di ricadute. È una fase delicata perché se il paziente non ha un atteggiamento positivo e si sottopone solo a terapie passive c’è il rischio che la guarigione sia ritardata e il dolore diventi cronico.

Se il comportamento dovuto al dolore (pain behaviour) non è adeguato, può provocare un comportamento da malato (illness behaviour) e un dolore cronico.

Chi subisce il dolore soffre di più, soffre più a lungo, si indebolisce e si scoraggia, rischia di avere una cervicalgia cronica e diventare disabile a causa del dolore.

Al contrario, è importante educare il paziente a gestire il dolore con l’atteggiamento positivo di chi sa che il dolore, anche se è forte, passerà in fretta e non resteranno conseguenze negative.

 

Quarta fase (da 6 settimane a 3 mesi dopo il trauma)

Normalmente, questo periodo di tempo è sufficiente per la guarigione totale con una piena ripresa delle attività e della funzionalità del rachide.

In questo paragrafo vengono date le indicazioni per prevenire la riacutizzazione del dolore cervicale.

Questa fase è molto delicata per i pazienti che presentano una guarigione ritardata per il rischio che il dolore diventi cronico.

Occorre convincere il paziente a non avere paura del movimento per prevenire la sindrome da decondizionamento. Grazie all’azione educativa della Neck School la paura del movimento deve trasformarsi nella paura delle posture e dei movimenti scorretti. Cioè, occorre fare in modo che ogni movimento, anziché occasione di usura, costituisca un esercizio positivo per la colonna (Back School, Neck School, Bone School – Programmazione, organizzazione, conduzione e verifica, capitolo 15°).

 

Quinta fase (oltre 3 mesi dal trauma)

Queste fasi del trattamento riguardano esclusivamente i pazienti che presentano una guarigione ritardata e il rischio di cervicalgia cronica.

Nel volume Back School, Neck School, Bone School, programmazione, organizzazione, conduzione e verifica, capitolo 18°: “Dolore acuto e cronico”, ho ampiamente descritto tutte le strategie utili per ridurre i fattori di rischio e prevenire i circoli viziosi che rendono il dolore cronico e provocano disabilità.

In particolare può essere utile la scheda per l’automonitoraggio del dolore cronico perché l’allievo prenda coscienza dei propri progressi nell’aumento dell’attività, delle capacità fisiche e nella gestione del dolore.

 

Naturalmente è importante che il medico curante sia informato riguardo i progressi del paziente nelle diverse fasi del trattamento: in particolare, il medico deve essere contattato se i sintomi non si riducono o se non vengono raggiunti gli obiettivi descritti in questo capitolo.

 

Piano di lavoro dopo la rimozione del collare

Se, invece, in conseguenza di un trauma più grave, è stato prescritto il collare la riabilitazione inizia dopo la rimozione del collare e deve essere graduale e progressiva.

Nel momento della rimozione del collare gli effetti negativi della immobilizzazione prolungata, i postumi del trauma subito e la presenza di dolore riducono la funzionalità del rachide cervicale. Ne consegue che è molto importante impostare in modo corretto il programma riabilitativo per eliminare o, almeno, ridurre tale disabilità e prevenire una cervicalgia cronica.

Nel volume Back School, Neck School, Bone School, Programmi di lavoro specifici per le patologie del rachide, capitolo 9°, viene descritto dettagliatamente il programma specifico dopo la rimozione del collare.

 

Benedetto Toso

 


 

Copyright Edi.Ermes, Milano 2003, Benedetto Toso, Back School, Neck School, Bone School – Programmazione, organizzazione, conduzione e verifica (testo per insegnanti di educazione fisica e fisioterapisti).

 

Copyright Edi.Ermes, Milano 1999, Benedetto Toso Mal di schiena – Prevenzione e terapia delle algie vertebrali (manuale pratico rivolto agli allievi della Back School e della Neck School, cioè ai soggetti che soffrono di lombalgia e cervicalgia).

 

Copyright Edi.Ermes, Milano 2003, Benedetto Toso, Back School, Neck School, Bone School – Programmi di lavoro specifici per le patologie del rachide (testo per insegnanti di educazione fisica e fisioterapisti).

 

Per gentile concessione dell’autore e dell’editore; nessuna parte può essere riprodotta senza autorizzazione scritta dell’editore.

 

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