ASSOCIAZIONE BACK SCHOOL
 

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CHE COS'E' LA BACK SCHOOL 

Perché il mal di schiena è così diffuso?

Qual è il meccanismo che produce la lombalgia?

Qual è la funzione del dolore?

Come è possibile prevenirlo?

In presenza di lombalgia, che cosa occorre fare per ridurla?

 

È possibile trovare una risposta alle domande appena elencate, nelle pagine di questo sito che è dedicato ai soggetti che soffrono di mal di schiena,

 

· per rispondere a tutte le domande e ai problemi che possono porsi quotidianamente;

· per comunicare loro, in modo chiaro e completo, le ricerche e gli studi che sono stati eseguiti sulla colonna vertebrale;

· per guidarli nella prevenzione dei dolori attraverso la metodica della Back School (scuola della schiena).

 

 

BACK SCHOOL: SCUOLA DELLA SCHIENA

 

La Back School si basa sull’eziologia della lombalgia, unisce i contributi della medicina, dell’ergonomia, della psicologia e dell’educazione alla salute per prevenire e curare le algie vertebrali.

La Back School si è dimostrata la metodica più efficace e duratura nel trattamento del mal di schiena.

E’ in un certo senso rivoluzionaria, perché rende il soggetto sofferente di dolori vertebrali non più passivo esecutore di cure prescritte dal medico, ma attivo protagonista del suo trattamento. Egli che è la prima persona interessata diventa anche il primo responsabile.

 

Grazie alla Back School è possibile:

acquisire tutte le informazioni utili per imparare ad usare bene la sua colonna vertebrale ed evitare di azionare il meccanismo che produce il dolore;

conoscere gli esercizi utili per prevenire e combattere il dolore;

apprendere le tecniche di rilassamento per raggiungere l'autogestione della propria ansia e delle proprie tensioni;

acquisire un atteggiamento di fiducia con la capacità di autogestire la propria colonna vertebrale attraverso un  impegno personale.

 

 

Messaggio della Back School

 

Le algie vertebrali possono essere in gran parte ridotte, perché le cause che provocano la maggior parte dei dolori possono essere controllate con una adeguata azione educativa e preventiva.

È possibile prevenire le algie usando correttamente la colonna vertebrale.

Quando insorge il dolore è possibile ridurlo riequilibrando le strutture del rachide con gli esercizi specifici di compenso. Tali esercizi non sono uguali per tutti ma variano a seconda delle esigenze individuali. Essi devono essere attentamente programmati in base ai risultati dell’esame della postura e della valutazione funzionale del rachide.

 

Medicina basata sull’evidenza

 

In presenza di dolore acuto la Back School è utile per riequilibrare tempestivamente le strutture della colonna vertebrale e ridurre il dolore.

In presenza di dolore cronico la Back School è fondamentale per agire sulle cause che rendono il dolore persistente.

Per questi motivi la Medicina basata sull’evidenza consiglia la Back School a chi soffre di mal di schiena.

 

 

Programma dell’Associazione Back School

 

Le ricerche hanno dimostrato che solo il 20 % delle lombalgie è dovuto a cause specifiche (patologie del rachide), la maggior parte dei dolori, l’80%,  è dovuta a cause non specifiche quali:  

1. posture e movimenti scorretti;

2. stress psicologici;

3. forma fisica scadente, sovrappeso, obesità e fumo;

4. insufficiente conoscenza della colonna vertebrale.

Si comprende il motivo per cui il mal di schiena è così diffuso non solo nella popolazione adulta ma anche tra gli studenti: i fattori di rischio appena descritti sono caratteristici della vita moderna nei paesi industrializzati.

Per ottenere un’azione efficace non solo nel ridurre il dolore ma anche nel prevenire le ricadute, occorre agire su questi fattori di rischio. Di conseguenza il programma dell’Associazione Back School è articolato su sei cardini.

 

1. Informazione. E’ necessario che ognuno conosca bene com’è fatta la colonna vertebrale, come funziona, qual è il meccanismo che produce il dolore per evitare di azionarlo.

 

2. Ginnastica antalgica e rieducativa. Il programma di lavoro personalizzato comprende:

- esercizi utili per automatizzare una corretta postura;

- esercizi per stabilizzare e proteggere la colonna vertebrale durante gli sforzi;

- esercizi per decomprimere i dischi intervertebrali;

- esercizi di compenso per riequilibrare la colonna vertebrale quando l’attività lavorativa o sportiva costringe a posizioni o movimenti che alterano le curve fisiologiche;

- esercizi di mobilizzazione e di allungamento muscolare.

 

3. Uso corretto della colonna vertebrale. Vengono analizzate le posizioni e i movimenti quotidiani e vengono proposti i consigli e i sussidi ergonomici per agevolare l’uso corretto del rachide nell’attività lavorativa e nel riposo.

 

4. Tecniche di rilassamento. Essendo lo stress, l’ansia, la tensione eccessiva causa importante di dolori vertebrali, le tecniche di rilassamento costituiscono un cardine fondamentale del programma.

 

5. Alimentazione e stile di vita. Questo cardine si prefigge di agire sui fattori di rischio legati al sovrappeso, all’obesità, al fumo e all’abuso di caffeina.

 

6. Consuetudine alle attività motorie. Costituisce il completamento del programma: il soggetto riesce non solo a eliminare il dolore, ma anche le limitazioni conseguenti al dolore che spesso favoriscono abitudini di vita sedentarie. Gli obiettivi che ci prefiggiamo di raggiungere sono:

· la consuetudine ad eseguire gli esercizi di ginnastica quotidianamente, a casa o nelle pause lavorative;

· praticare una idonea attività motoria, ricreativa o sportiva, preferibilmente in ambiente naturale, all’aria aperta.

Il programma di esercizi è utile non solo  per alleviare il dolore, ma serve anche da preparazione atletica per le attività sportive.

Praticare uno sport idoneo è il miglior coronamento della riabilitazione: permette di recuperare il piacere per il movimento e di riscoprire le funzioni di cui il proprio corpo è capace.

 

L’importanza dell’uso corretto del rachide

 

L’analisi dei dati statici evidenzia l’importanza dell’uso corretto del rachide.

In presenza di lombalgia acuta nove pazienti su dieci stanno meglio entro un mese anche senza effettuare nessun trattamento.

 

Questa notizia evidenzia come nella maggior parte dei casi il mal di schiena sia un problema benigno.

Di fronte a questo problema che si genera spesso per il cattivo uso a cui viene sottoposta la colonna vertebrale, il nostro corpo ha la capacità di reagire e guarire senza bisogno di alcuna terapia.

Se il dolore è controllabile, piuttosto che sottoporsi ad una terapia inadeguata, è bene dare il tempo alla natura di seguire il suo corso. Anche quando la lombalgia è molto grave, il paziente viene rassicurato. Dopo quattro settimane dall’esordio del dolore, nella maggior parte dei casi, i sintomi sono completamente risolti o in via di risoluzione.

Più facilmente entrano a far parte di quel 10% che presenta ancora dolore dopo un mese coloro che

hanno un comportamento inadeguato conseguente al dolore,

subiscono il dolore,

si scoraggiano a causa del mal di schiena,

assumono un atteggiamento da malato,

si affidano solo a terapie passive o si sottopongono a trattamenti inadeguati,

hanno paura del movimento,

continuano ad usare scorrettamente la loro colonna.

 

D’altra parte le stesse statistiche mettono in guardia perché coloro che hanno avuto un primo episodio di mal di schiena sono soggetti a ricadute con una percentuale elevata che oscilla tra il 60% e l’85%.

 

Naturalmente subiscono ricadute più frequentemente coloro che sono continuamente esposti agli stessi fattori di rischio, non imparano a difendere la loro colonna vertebrale e non modificano il loro stile di vita.

 

È dannoso non solo l’uso scorretto ma anche il disuso.

 

Fino a pochi anni fa la terapia più frequentemente prescritta in presenza di lombalgia acuta era il riposo a letto accompagnato dai farmaci analgesici e antinfiammatori. Si temeva che mantenere in carico una colonna sofferente rallentasse la guarigione.

Ora la medicina basata sull’evidenza non ritiene più opportuno il riposo a letto perché è stato dimostrato che diminuire ogni attività rallenta la guarigione.

L’inattività prolungata produce effetti negativi su tutte le strutture del rachide e sulle capacità fisiche: i muscoli si indeboliscono, le ossa vanno incontro ad osteoporosi, i legamenti diventano fragili, le cartilagini degenerano e la nutrizione del disco è scarsa.

 

Per questi motivi le indicazioni più utili in presenza di lombalgia e cervicalgia acuta sono:

“stai in attività”,

“continua le normali attività quotidiane”,

“cerca di comportarti il più possibile  normalmente e di muoverti senza provocare dolore”.

 

Le strutture del rachide sono fatte per il movimento e hanno bisogno di movimento per mantenere la loro piena efficienza e funzionalità.

 

Ma che cosa significa stare in attività?

Significa svolgere le normali attività motorie quotidiane, lavorative, del tempo libero, ricreative e sportive.

Tuttavia, occorre fare attenzione perché i movimenti quotidiani eseguiti scorrettamente, aumentano il mal di schiena. Infatti, in fase acuta, in presenza di un blocco antalgico, i movimenti scorretti diventano impossibili.

Pertanto, è fondamentale precisare che occorre stare in attività con un uso corretto del rachide: le strutture del rachide mantengono la loro piena efficienza e funzionalità quando la colonna vertebrale viene usata correttamente.

 

Pertanto se è vero che in presenza di lombalgia acuta è importante stare in attività e che l’uso scorretto e tra le cause più importanti di algie vertebrali: ne consegue che il miglior modo di prevenire e curare la lombalgia è stare in attività usando correttamente la colonna vertebrale.

 

L’uso corretto permette a chi non possiede una colonna vertebrale perfetta, in presenza di scoliosi, ipercifosi, spondilolistesi, artrosi ecc. di condurre una vita pressoché normale senza alcun dolore.   

Talvolta la presenza simultanea di diverse patologie del rachide (stenosi, spondilolistesi, ernia discale) ostacola la riduzione della lombalgia cronica e diventa difficile programmare una strategia efficace. In questi casi la miglior soluzione è l’uso corretto del rachide.

 

Uso corretto significa:  

- mantenere le curve fisiologiche della colonna vertebrale nelle posture e soprattutto durante gli sforzi;

- scegliere sempre le posizioni e i movimenti che provocano minore pressione sui dischi;

- evitare di mantenere a lungo posture statiche e cambiare frequentemente posizione;

- acquistare la consuetudine a svolgere attività motorie.

 

Chi ha mal di schiena e non ama fare ginnastica può essere tranquillizzato.  

Per ridurre la lombalgia non è necessario fare ginnastica; è sufficiente stare in attività usando correttamente la colonna vertebrale. Occorre, cioè, fare in modo che ogni movimento quotidiano sia occasione di esercizio e non di usura o di astensione per paura.   

 

Le indicazioni relative all’uso corretto non devono essere limitate all’attività lavorativa, ma devono essere estese a tutte le 24 ore della giornata, cioè anche alle attività del tempo libero, alle attività sportive e al riposo.   

 

 

 

Indicazioni del passato e moderna Back School  

La moderna Back School trae origine dalla sintesi delle diverse Back School: svedese, americana e neozelandese. I metodi tradizionali di rieducazione proposti da Williams, Cailliet e Charrière, vengono  completati con l’apporto dei moderni metodi di cinesiterapia: terapia meccanica di Mckenzie, metodo Feldenkrais, metodo Mézières, Rieducazione posturale globale di Souchard, metodo Alexander, metodo dei riflessi posturali,  Recupero Funzionale, Work Hardening, Verrouillage, Stabilizzazione della colonna dorsolombare, Meccanismo protettivo lombare, Rieducazione propriocettiva, Bioenergetica.

La moderna Back School non si affida solo ad un metodo, ma lo sceglie secondo l’obiettivo da raggiungere o le necessità del soggetto. Al primo posto non deve essere il metodo, ma il benessere dell’allievo della Back School: la sua capacità di gestire il dolore con un atteggiamento di fiducia e con un impegno personale, grazie alla preparazione psicofisica acquisita.

L’apporto dei moderni metodi di cinesiterapia e i risultati degli studi più recenti hanno permesso di comprendere come alcune indicazioni che in passato sembravano fondamentali sono invece inutili e anacronistiche; le descrivo brevemente.

 

 

A) Indicazione del passato: Riposo a letto in fase acuta

Moderna Back School: Stare in attività con un uso corretto

 

Fino a pochi anni fa la terapia più frequentemente prescritta in fase acuta era il riposo a letto accompagnato dai farmaci analgesici e antinfiammatori. Il riposo a letto viene definito anche terapia dello scarico perché la colonna vertebrale, in posizione orizzontale, è in assenza di gravità e la pressione sui dischi intervertebrali è ridotta al minimo.

In caso di lombalgia acuta, centrale, senza irradiazione agli arti inferiori venivano prescritti due giorni di riposo a letto; se la situazione era più grave, cioè in caso di lombosciatalgia, la prescrizione era di rimanere a letto più a lungo per sette, dieci fino ad un massimo di quindici giorni.

Ora la maggior parte degli autori non ritiene più opportuno il riposo a letto o lo limita ad un periodo brevissimo in fase acuta.

Numerosissimi studi hanno dimostrato che un riposo a letto prolungato (da quattro a sette giorni) non procura alcun vantaggio rispetto ad un riposo breve o nullo (da zero a due giorni).

Quanto prima si riprendono le attività quotidiane e lavorative, tanto prima ci si sentirà meglio. Naturalmente occorre tenere presente che le strutture del rachide funzionano bene se sono usate correttamente, rispettando le curve fisiologiche.

Gli esercizi specifici eseguiti correttamente, non aumentano la lombalgia ma hanno un ruolo importante nel trattamento immediato del dolore acuto, garantendo l’integrità del sistema muscolo-scheletrico. Gli esercizi guidati da uno specialista della riabilitazione ben preparato costituiscono il trattamento ottimale per la lombalgia acuta oltre che in fase sub acuta e cronica.

È stato dimostrato che è possibile ottenere rapide, significative e durature riduzioni dei sintomi utilizzando un programma di esercizi mirati fin dall’inizio della fase acuta.

Il trattamento attivo, basato sull’educazione del paziente, sugli esercizi di mobilizzazione, di trofismo e di allenamento al lavoro, dà risultati migliori, consente risparmi sostanziali nel numero di giorni di assenza dal lavoro e nelle spese previdenziali (per ulteriori approfondimenti vedi aggiornamenti culturali).

 

 

B) Indicazione del passato: dolore ostacolo per il movimento

Moderna Back School: dolore guida per il movimento

 

Il dolore fino a pochi anni fa era visto come un ostacolo per il movimento; infatti, la prima fase del trattamento dei pazienti con algie vertebrali prevedeva riposo a letto e terapie passive, farmaci, massaggi, elettroterapia, ecc.

Ora il dolore è diventato il migliore alleato della rieducazione: infatti, è molto più facile educare un soggetto che soffre di mal di schiena a sedersi e muoversi correttamente, quando, in fase acuta, i movimenti scorretti provocano dolore. Allo stesso modo è più facile convincerlo ad eseguire regolarmente gli esercizi, quando si accorge che con la loro ripetizione può ridurre il suo dolore (per ulteriori approfondimenti vedi aggiornamenti culturali).

 

 

C) Indicazione del passato: esercizi per il mal di schiena

Moderna Back School: esercizi specifici per la tua schiena

 

Fino a pochi anni fa veniva proposto lo stesso programma di esercizi a tutti i soggetti lombalgici.

Per la moderna Back School gli esercizi non sono uguali per tutti ma variano a seconda delle esigenze individuali. Essi vengono attentamente programmati in base ai risultati dell’esame della postura e della valutazione funzionale del rachide.

Pertanto chi ha mal di schiena non deve fare la ginnastica per il mal di schiena ma è bene che esegua gli esercizi specifici per la sua schiena (per ulteriori approfondimenti vedi aggiornamenti culturali).

 

 

D) Indicazione del passato: “Ridurre la lordosi lombare”

Moderna Back School: “Mantenere la lordosi lombare”

 

La vecchia Back School proponeva un programma di esercizi finalizzato a ridurre e rettificare la lordosi lombare: esercizi di retroversione del bacino, esercizi di mobilizzazione in flessione del rachide lombare, esercizi di allungamento dei muscoli paravertebrali lombari, esercizi di allungamento dello psoas iliaco ed esercizi di potenziamento dei muscoli addominali.

La moderna Back School ha come cardine il mantenimento della fisiologica lordosi lombare: essa permette di distribuire uniformemente le pressioni sul pilastro anteriore (disco e corpo vertebrale) e sul pilastro posteriore (faccette articolari). In questo modo la colonna è più solida, capace di sopportare senza problemi, pressioni anche elevate (per ulteriori approfondimenti vedi aggiornamenti culturali).

 

 

E) Indicazione del passato: “Tieni la schiena diritta”

Moderna Back School: “Mantieni le giuste curve”

 

La presenza delle curve del rachide (lordosi lombare, cifosi dorsale e lordosi cervicale) aumenta la resistenza della colonna alle sollecitazioni di compressione assiale. Le ricerche di bioingegneria hanno dimostrato che la resistenza di una colonna è uguale al quadrato del numero delle sue curve più uno.

Nel caso di una colonna diritta, senza cifosi né lordosi, la resistenza è uguale ad uno. La colonna con le tre curve fisiologiche ha una resistenza dieci volte maggiore.

Le curve fisiologiche sono pertanto benefiche per la colonna vertebrale, le conferiscono una maggiore capacità di ammortizzare le pressioni e le sollecitazioni.

E’ normale avere un certo grado di lordosi e di cifosi, non è normale che aumentino (iperlordosi e ipercifosi), ma non è positivo neppure che si riducano.

Attraverso gli esercizi di educazione posturale l’allievo prende coscienza della propria colonna vertebrale, delle sue curve fisiologiche e impara a mantenerle prima nelle posture, poi nei movimenti quotidiani.

 

 

F) Indicazione del passato in presenza di ernia discale: “Intervento chirurgico”

Moderna Back School: “Trattamento conservativo”

 

In passato la maggior parte degli studi sull’ernia del disco hanno riguardato l’intervento chirurgico a causa della concezione erronea che l’ernia del disco fosse una patologia di competenza del solo chirurgo.

Le ricerche hanno evidenziato che l'ernia del disco:

·          è un fenomeno comune, è presente in oltre il 20% della popolazione adulta e la sua presenza talvolta non provoca alcun dolore;

·          ha una prognosi favorevole nella maggior parte dei casi: oltre il 90% dei pazienti con ernia discale guarisce con cura conservativa.

Di fronte a questo problema che si genera spesso per il cattivo uso a cui viene sottoposta la colonna vertebrale, il nostro corpo ha la capacità di reagire e guarire senza bisogno di intervento cruento.

Pertanto occorre evitare interventi chirurgici non indispensabili e potenzialmente lesivi attraverso una migliore valutazione prognostica dei pazienti.

Nella maggior parte dei casi non c’è bisogno di intervenire chirurgicamente per asportare il disco erniato quando già il nostro organismo sta provvedendo al suo riassorbimento (l'intervento chirurgico è indicato solo per circa il 2 - 4% dei pazienti con ernia del disco).

Ne consegue naturalmente che è compito di chi si occupa di pazienti affetti da ernia discale e sofferenti di lombosciatalgia, rispettare questa capacità di riassorbimento. Se il dolore è controllabile è bene dare il tempo alla natura di seguire il suo corso. Anche quando la sciatalgia è molto grave, il paziente viene rassicurato. Dopo dieci settimane dall’inizio della lombosciatalgia, nella maggior parte dei casi, i sintomi sono completamente risolti o in via di risoluzione (per ulteriori approfondimenti vedi aggiornamenti culturali).

 

 

G) Altre indicazioni del passato: “Letto duro, dormire senza cuscino”

 

La presenza in passato di reti troppo morbide e cedevoli ha portato all’erronea convinzione che più si dorme sul duro più si guadagna in salute.

Tutti coloro che, non ben informati, acquistano un materasso molto duro, quello definito ortopedico perché super rigido, lusingati dal termine con cui impropriamente tale materasso viene chiamato, sperimentano una sensazione molto spiacevole quando la sera si distendono sul nuovo materasso, che solitamente viene adagiato su assi di legno molto rigide montate su una intelaiatura metallica.

Il materasso duro, quando si dorme in posizione supina, provoca eccessiva pressione sui talloni, polpacci, glutei, dorso, nuca e gomiti: essendo ostacolata la circolazione, si avverte lo stimolo a cambiare spesso posizione.

Per ottenere i migliori risultati, il materasso deve accordarsi perfettamente al telaio che lo sostiene, in modo da adattarsi alle curve fisiologiche a da opporre ai rilievi del corpo la giusta controspinta.

Il materasso in lattice, essendo di spessore limitato, si adatta molto bene al telaio costituito da doghe flessibili; ne sfrutta le caratteristiche conformandosi alle curve del corpo, avvolgendolo completamente. Ogni parte del corpo è sostenuta e avvolta, ricevendo la giusta spinta uguale al suo peso: non vi sono più zone soggette a maggior pressione ma essa è distribuita su tutta la superficie.

 

La funzione del cuscino è molto importante perché costituisce il supporto della parte più delicata della colonna vertebrale, la regione cervicale: deve sostenere le vertebre cervicali mantenendo la fisiologica lordosi.

L’altezza del cuscino deve essere adeguata alle caratteristiche della colonna del soggetto. Chi ha una colonna ben mobile, senza alterazione delle curve fisiologiche, può fare a meno del cuscino o tenerne uno molto basso. Chi, invece, ha la cifosi rigida o un po’ accentuata (dorso curvo), è bene che usi un cuscino più alto, per evitare che, in posizione supina, la testa cada all’indietro accentuando la lordosi cervicale.

Il criterio per valutare se il nostro cuscino ha il giusto spessore è la verticalità dello sguardo: quando siamo distesi e rilassati e la testa si trova sul prolungamento del rachide, gli occhi devono guardare avanti, verso il soffitto.

Appare evidente che il cuscino definito anatomico, per essere veramente tale, deve avere diverse misure, in modo che ognuno possa scegliere la giusta altezza per le caratteristiche della propria colonna.

 

Nonostante le Back School siano sorte da più di trent’anni, i dolori vertebrali sono in continuo aumento. Questo è dovuto al fatto che le scuole della schiena  non sono ancora conosciute da tutti: obiettivo dell’Associazione è diffondere in modo capillare i principi della Back School.

 

 

Benedetto Toso