ASSOCIAZIONE BACK SCHOOL
 

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GLI STRUMENTI UTILI PER ATTUARE LA BACK SCHOOL, LA  NECK SCHOOL E LA BONE SCHOOL



Davide Snidero

Possibilità di prenotare gli attrezzi Chinesport presso la Milanino Back School

Ormai da 10 anni è iniziata una proficua collaborazione del professor Toso con la Chinesport. È l’azienda più prestigiosa e qualificata sul territorio nazionale che produce gli attrezzi utili per la cinesiterapia delle algie e patologie vertebrali (nella foto: Prof. Toso e Davide Snidero, responsabile della Chinesport).
Grazie a questa collaborazione sono stati progettati e diffusi nuovi strumenti molto utili come il cilindropropriocettivo, il lettino MITO, la poltrona Ortomedika, il dondolo antalgico.
A partire dal mese di aprile 2008 questa collaborazione è diventata ancora più stretta con la possibilità non solo di provare ma anche di prenotare gli attrezzi Chinesport presso la palestra Milanino Back School. Per i soci dell’Associazione Back School sono state stabilite speciali agevolazioni.
I soci interessati possono consultare direttamente la segreteria della Milanino Back School (026196588).

 

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ELENCO DEGLI STRUMENTI

Il reparto attrezzi della palestra in cui si attua la Back School non deve limitarsi agli strumenti del fitness e del body building né solo a quelli della ginnastica correttiva. Gli attrezzi presenti in palestra devono essere in grado di agire sulle cause e sui fattori di rischio che provocano le algie vertebrali.

STRUMENTI PER L’ESAME DELLA POSTURA E PER LA VALUTAZIONE FUNZIONALE DEL RACHIDE
G. P. S. - Global Postural System, Analizzatore posturale, Filo a piombo, Inclinometro d’Osualdo, Podoscopio, Negativoscopio, Mediclino, Bilancia e statimetro, Lettino.


Le foto evidenziano l'utilità dell'inclinometro zenitale (mediclino)
per misurare il valore angolare della lordosi lombare

STRUMENTI PER L’INFORMAZIONE
L’informazione è il cardine fondamentale della Back School, della Neck School e della Bone School.
Per imparare ad usare correttamente la colonna vertebrale occorre prima conoscerla  bene.
Per attuare questo primo cardine è  utile la presenza in palestra di  strumenti didattici, quali poster, tavole anatomiche e modelli della colonna vertebrale.

Colonna vertebrale
Tavole anatomiche, Riproduzioni della colonna vertebrale e di ogni singola vertebra, Simulatore vertebrale, Riproduzioni del bacino, del cranio, del piede e dello scheletro completo. Poster didattici per l’osteoporosi e la struttura ossea.


Le foto evidenziano la validità didattica del simulatore vertebrale:
a. assenza di carico; b. pressione ben distribuita; c. pressione mal distribuita

ATTREZZI PER LA PALESTRA

A) Materassini da ginnastica

B) Attrezzi per l’educazione posturale
Il fattore di rischio più importante nel determinare l’insorgenza del mal di schiena è rappresentato dalle posture e dai movimenti scorretti. Ne consegue la necessità di provare in palestra le posizioni e i movimenti quotidiani. A questo scopo sono indispensabili gli specchi che, sapientemente posizionati, permettono di prendere coscienza della propria postura e di imparare a controllarla.

C) Attrezzi per decomprimere i dischi e per le trazioni
Può essere causa di dolore l’aumento di pressione sui dischi intervertebrali. E’ bene, allora, che siano presenti attrezzi utili per decomprimere i dischi.
Spalliera, Set lombar traction, Apollo gravitazionale, Bac – trac,   Pronex II.


Set lombar traction


Pronex

D) Attrezzi per agevolare gli esercizi di mobilizzazione e di allungamento muscolare
Mobilizzazione del rachide lombare in estensione
Cuneo, cilindri propriocettivi, Set lombar traction.


Mobilizzazione in estensione del rachide lombare

Il lettino MITO: consente, in presenza di lombalgia acuta, di assumere passivamente la postura antalgica che permette di riequilibrare le strutture del rachide e ridurre il dolore.
Le sue caratteristiche rendono la sua presenza preziosa sia negli studi professionali sia nelle palestre.


Lettino MITO

Mobilizzazione del rachide dorsale e allungamento dei muscoli pettorali
Bastone di legno, Scala ortopedica convessa, Cilindro propriocettivo, Spalliera.


Mobilizzazione della cifosi dorsale su cilindro

Allungamento dei muscoli ischiocrurali e della catena posteriore
Il lettino MITO: costituisce uno strumento utile per eseguire in modo efficace e analitico, gli esercizi di allungamento muscolare eliminando i possibili compensi.


Lettino MITO

E) Stabilizzazione del rachide e allenamento della forza
Polsini e cavigliere, Manubri, Poliercolina, Rep band                

F) Allenamento della resistenza
Cyclette, Step, Tapis roulant

G) Equilibrio e propriocettività
palloni propriocettivi, cilindro propriocettivo, piani instabili e oscillanti, dondolo antalgico

ERGONOMIA E USO CORRETTO DEL RACHIDE

Supporto lordosi
È stato ideato per mantenere la lordosi cervicale e lombare in palestra, sia durante l’esecuzione degli esercizi sia durante il rilassamento. Può essere utilizzato anche come supporto lombare sulle sedie normali ed in auto.

Poltrone anatomiche: poltrona Ortomedika
La poltrona Ortomedika è stata progettata con uno schienale capace di adattarsi alle curve fisiologiche del rachide:
- ha una convessità in corrispondenza della regione lombare che serve per mantenere e sostenere la fisiologica lordosi;
- ha una concavità in corrispondenza della regione dorsale che serve per accogliere e sostenere la fisiologica cifosi;
- ha una convessità in corrispondenza della regione cervicale che serve per mantenere e sostenere la fisiologica lordosi.
In questo modo si riduce la pressione sui dischi, la colonna vertebrale e la testa vengono sostenute, mantenendo le curve fisiologiche: si favorisce, così, il completo abbandono e il rilassamento mentale.
Variando l’inclinazione dello schienale si ottiene la posizione ottimale per leggere, guardare la televisione o semplicemente per rilassarsi.


Poltrona Ortomedika

 

ALTRI STRUMENTI

 

BACKLIFT

Con piacere vi annuncio che l’azienda Donati S.r.l di Vicopisano (PI) nel 2011 ha iniziato a collaborare con l’Associazione Back School producendo un attrezzo molto valido, che ho chiamato Backlift.


Utilizzo del Backlift
Il Backlift consente di decomprimere i dischi intervertebrali in modo naturale con l’inversione di gravità. Essa provoca una trazione naturale che preserva dai rischi di una trazione eccessiva.
Le immagini evidenziano le modalità di utilizzo e l’efficacia dell’attrezzo.

  • Il soggetto si distende in posizione supina in “posizione psoas”, utilizzando, se utile per il suo dolore, un apposito supporto lombare. Poi, viene fissato il bacino con una fascia pelvica regolabili e con una ulteriore cintura di sicurezza vengono fissati gli arti inferiori.
  • Premendo un pulsante viene azionato un motore molto silenzioso che gradualmente inclina il piano di sostegno fino all’inclinazione desiderata (non superiore ai 30°).
  • Il soggetto resta rilassato in questa posizione per un tempo che varia da 5 a 10 minuti.

Quando è utile decomprimere i dischi intervertebrali
I dischi intervertebrali sono molto importanti nel determinare mal schiena. Essi quotidianamente ricevono sollecitazioni che provocano una lieve riduzione del loro spessore; al termine della giornata si ha una diminuzione della statura da 1 a 2 cm.
Normalmente è sufficiente il riposo notturno per permettere ai dischi di reidratarsi e di riacquistare il loro spessore originale.
Questa alternanza di carico e scarico è salutare per i dischi intervertebrali.
Essi, non essendo dotati di irrorazione propria, hanno bisogno di movimento per trarre nutrimento dalle strutture circostanti.
Pertanto, stare in attività, sollecitare la colonna vertebrale con carichi controllati e non eccessivi è positivo per i dischi intervertebrali. Gli sforzi e i carichi diventano potenzialmente nocivi quando vengono applicati con posture o movimenti che alterano le curve fisiologiche. In questi casi non è tanto necessario eseguire trazioni ma è sufficiente riequilibrare il rachide con i giusti movimenti di compenso.
Tuttavia, nell’attività lavorativa e sportiva si verificano spesso posture o movimenti che sottopongono a elevata pressione i dischi intervertebrali. In tal caso diventa importante eseguire gli esercizi che decomprimono i dischi.
Inoltre, tali eserci sono utili in presenza di

  • lombosciatalgia o lombocruralgia da ernia o protrusione discale,
  • sintomi radicolari e deficit neurologici,
  • derangement non riducibili,  cioè, quando non si ottiene la centralizzazione dei sintomi con gli esercizi di estensione.

  
Raccomandazioni per il corretto utilizzo
Utilizzo con il supporto lombare
Quando i sintomi sono dovuti a: 

  • protrusione o ernia discale;
  • riduzione o rettificazione della lordosi lombare;
  • cifosi lombare;
  • riduzione della mobilità in estensione;
  • postumi di frattura del corpo vertebrale.

Utilizzo senza supporto lombare
Quando la lombalgia è dovuta a:

  • iperlordosi lombare
  • spondilolisi o spondilolistesi;
  • stenosi del canale spinale;
  • riduzione della mobilità in flessione.

Intensità della forza traente
L’intensità della forza traente varia in funzione dell’inclinazione del lettino: aumenta quanto più si inclina il piano d’appoggio.
L’esercizio deve iniziare in modo dolce e progressivo: nelle prime sedute è bene utilizzare una leggera inclinazione; poi, se viene ben tollerata, si può aumentare senza mai superare i 30°.
Se il soggetto che esegue l’esercizio non è più giovane occorre tener presente che le strutture del rachide si allungano più lentamente rispetto al giovane.  Ne consegue che è preferibile usare piccole forze di trazione per una durata maggiore controllando attentamente le reazioni all’esercizio.

Rilassamento
Prerogativa del Backlift è il fatto che permette di acquisire una efficace posizione di rilassamento. Infatti, è importante che il soggetto sia rilassato e viva positivamente l’esercizio, consapevole di quello che si realizza a livello della colonna vertebrale. Nachemson, misurando le variazioni di pressione sui dischi intervertebrali durante la trazione, ha dimostrato che essa è efficace solo se il soggetto è rilassato. Se, invece, resta teso, i muscoli contratti mantengono elevata la pressione anche quando ci si sottopone ad una forza che dovrebbe diminuirla.
È importante, allora, che l’operatore guidi in modo preciso l’esecuzione della trazione e che controlli che la posizione raggiunta sia confortevole e non provochi dolore, ma permetta il massimo rilassamento.

Ritorno in carico
Al termine dell’esercizio è bene non deve alzarsi subito ma restare qualche minuto distesi e rilassati. Passando bruscamente dalla posizione orizzontale in scarico a quella verticale in carico c’è il rischio che si riacutizzi il dolore. È bene, allora, eseguire alcuni esercizi di antero-retroversione per riabituare al movimento il rachide lombare e interrompere la fissità della trazione.
Per rialzarsi ruotare lentamente sul fianco e, mentre le gambe si abbassano fuori dal letto, ci si alza con l’aiuto degli arti superiori senza far compiere né flessioni né rotazioni alla colonna vertebrale.

Controindicazioni
La trazione è controindicata nei soggetti che presentano:

  • lesioni tumorali o infezioni;
  • osteoporosi o osteomalacia;
  • artrite reumatoide;
  • sinostosi (fusione di due corpi vertebrali);
  • instabilità vertebrale o lassità legamentosa;
  • claustrofobia.

Inoltre questo strumento è controindicato nei pazienti ipertesi e nei pazienti che presentano ernia iatale.

Precisazione
Occorre sottolineare che, l’uso di questo attrezzo da solo non è sufficiente ma va abbinato agli esercizi attivi di cinesiterapia adattati alle esigenze del soggetto. Per stare bene con la schiena è fondamentale usare correttamente la colonna vertebrale nelle posture, nei movimenti quotidiani e durante il riposo notturno.

 

MY BACK

La stessa azienda Donati S.r.l ha prodotto un altro strumento utile per le palestre dove si attua le Back School.
Il My Back è stato modificato con la mia consulenza; partendo dalla posizione psoas, è azionato da un telecomando e permette di acquisire una valida posizione antalgica sia in flessione, sia in estensione.

Le immagini evidenziano le modalità di utilizzo e l’efficacia dell’attrezzo.

  • Il soggetto si distende in posizione supina e assume la “posizione psoas”, appoggiando le gambe su di un apposito e confortevole sostegno. Utilizzando, se utile per il suo dolore, un apposito supporto lombare.
  • Premendo un pulsante viene azionato un motore molto silenzioso che gradualmente solleva il bacino dal piano di appoggio.
  • Il soggetto resta rilassato in questa posizione per un tempo che varia da 5 a 10 minuti.

 

Raccomandazioni per il corretto utilizzo

Utilizzo senza supporto lombare
Sollevando gradualmente il bacino dal piano di appoggio si ottiene una valida posizione antalgica in flessione che riduce la pressione sulle faccette articolari.
Essa è utile quando la lombalgia è dovuta a:

  • iperlordosi lombare
  • spondilolisi o spondilolistesi;
  • stenosi del canale spinale;
  • riduzione della mobilità in flessione.

Utilizzo con il supporto lombare
Il sostegno lombare permette di acquisire una valida posizione antalgica in estensione che riduce la pressione sui dischi intervertebrali.
Tale accorgimento è utile quando i sintomi sono dovuti a:

  • protrusione o ernia discale;
  • riduzione o rettificazione della lordosi lombare;
  • cifosi lombare;
  • riduzione della mobilità in estensione;
  • postumi di frattura del corpo vertebrale.