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BACK LIFT



Il Backlift consente di decomprimere i dischi intervertebrali in modo naturale con l’inversione di gravità. Essa provoca una trazione naturale che preserva dai rischi di una trazione eccessiva.
Il soggetto si distende in posizione supina in “posizione psoas”, utilizzando un apposito supporto lombare. Poi, viene fissato il bacino con una fascia pelvica regolabile e con una ulteriore cintura di sicurezza vengono fissati gli arti inferiori.
• Premendo un pulsante viene azionato un motore che gradualmente inclina il piano di sostegno fino all’inclinazione desiderata (non superiore ai 30°).
• Il soggetto resta rilassato in questa posizione per un tempo che varia da 5 a 10 minuti.

L’intensità della forza traente varia in funzione dell’inclinazione del lettino: aumenta quanto più si inclina il piano d’appoggio.
L’esercizio deve iniziare in modo dolce e progressivo: nelle prime sedute è bene utilizzare una leggera inclinazione; poi, se viene ben tollerata, si può aumentare senza mai superare i 30°.
Se il soggetto che esegue l’esercizio non è più giovane occorre tener presente che le strutture del rachide si allungano più lentamente rispetto al giovane.  Ne consegue che è preferibile usare piccole forze di trazione per una durata maggiore controllando attentamente le reazioni all’esercizio.



Rilassamento
Prerogativa del Backlift è il fatto che permette di acquisire una efficace posizione di rilassamento. Infatti, è importante che il soggetto sia rilassato e viva positivamente l’esercizio, consapevole di quello che si realizza a livello della colonna vertebrale. Nachemson, misurando le variazioni di pressione sui dischi intervertebrali durante la trazione, ha dimostrato che essa è efficace solo se il soggetto è rilassato. Se, invece, resta teso, i muscoli contratti mantengono elevata la pressione anche quando ci si sottopone ad una forza che dovrebbe diminuirla.
È importante, allora, che l’operatore guidi in modo preciso l’esecuzione della trazione e che controlli che la posizione raggiunta sia confortevole e non provochi dolore, ma permetta il massimo rilassamento.

Ritorno in carico
Al termine dell’esercizio è bene non deve alzarsi subito ma restare qualche minuto distesi e rilassati. Passando bruscamente dalla posizione orizzontale in scarico a quella verticale in carico c’è il rischio che si riacutizzi il dolore. È bene, allora, eseguire alcuni esercizi di antero-retroversione per riabituare al movimento il rachide lombare e interrompere la fissità della trazione.
Per rialzarsi ruotare lentamente sul fianco e, mentre le gambe si abbassano fuori dal letto, ci si alza con l’aiuto degli arti superiori senza far compiere né flessioni né rotazioni alla colonna vertebrale.

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