Vai ai contenuti

24 gennaio 2016

Dolore localizzato a livello dorsale (dorsalgia)
Domanda

È da circa un anno che a volte ho un fastidio nella zona dorsale, sui muscoli paravertebrali.
Passo molte ore seduto davanti al PC per lavoro e faccio sport, sala pesi.
Non so se una coincidenza ma il fastidio è cominciato dopo qualche giorno da una manovra osteopata per distensione della colonna, sa quella che fa scricchiolare le vertebre.
Grazie ancora e buon weekend

Risposta
Il dolore localizzato a livello dorsale (dorsalgia) è meno diffuso rispetto alla lombalgia e alla cervicalgia ed ha anche meno conseguenze negative perché la presenza di protrusioni e ernie discali a livello dorsale provoca solo un disturbo localizzato a livello del rachide dorsale mentre a livello cervicale e lombare può produrre conseguenze negative, rispettivamente agli arti superiori e inferiori.
Normalmente per ridurre la dorsalgia occorre conoscere la colonna dorsale, sapere che a questo livello la colonna presenta una curva a convessità posteriore, la cifosi dorsale: è una curva benefica che rende la colonna dorsale elastica e resistente, capace di sopportare senza problemi le sollecitazioni quotidiane; serve, inoltre, a dar spazio ai nostri polmoni e, pertanto, a mantenere una buona funzionalità respiratoria.
Conoscere la colonna dorsale permette di usarla bene nelle posture e nei movimenti quotidiani.
Per ridurre il suo dolore deve fare pochi e semplici esercizi mirati di mobilizzazione e di rilassamento della colonna dorsale.
Talvolta, la dorsalgia è dovuta all’ansia, cioè ad un blocco del diaframma. Pertanto, è bene che verifichi se la sua respirazione è corretta: il diaframma svolge pienamente la sua funzione quando, durante l’inspirazione, il respiro arriva fino a sollecitare l’addome, gonfiandolo leggermente.
Infine, è importante praticare attività motorie per evitare l’accumulo di tensione statica dovuto al suo lavoro sedentario.
La passeggiata a passo svelto è l’attività motoria più semplice che può essere svolta, senza difficoltà, dalla maggior parte dei soggetti anche quando le capacità fisiche sono ridotte. Perché sia efficace, il passo deve essere regolare e il ritmo abbastanza sostenuto. I suoi benefici sono numerosi, in particolare, camminando si riformano le curve fisiologiche della colonna vertebrale; pertanto, costituisce un efficace esercizio antalgico per riequilibrare il rachide e ridurre la lombalgia, la dorsalgia e la cervicalgia, quando questi sintomi sono insorti in conseguenza della postura seduta scorretta e prolungata. L’oscillazione degli arti superiori è un movimento utile per neutralizzare la tensione accumulata sulle spalle durante la giornata. Naturalmente perché questo avvenga è meglio fare la passeggiata senza alcuna borsa in mano, in modo che le braccia siano libere di muoversi. Infatti, quando si cammina gli arti superiori oscillano alternativamente per equilibrare il movimento degli arti inferiori.
Quando camminare diventa difficile per la presenza di sovrappeso, obesità, gonartrosi e coxartrosi diventa utile aiutarsi con i bastoncini proposti dal Nordic Walking.
Chi riesce a camminare a passo svelto per almeno un’ora, se non è in sovrappeso e non soffre di lombalgia, può iniziare a correre con gradualità.
Cordiali saluti
Benedetto Toso

23 gennaio 2016


Ipercifosi dorsale a 67 anni
Domanda

Gent. dott. Toso,
le scrivo per l’ipercifosi dorsale di mio marito, anni 67, ingegnere. Premetto che non è mai stato tanto diritto neppure da giovane, però da circa 2-3 anni è nettamente peggiorato, nel senso che sta sempre più gobbo, con la testa in avanti e la schiena curva. Penso che una causa importante sia il suo lavoro sedentario, che lo ha portato per decenni e decenni a stare ore e ore curvo alla scrivania o al computer, con la  testa piegata in avanti.
Inoltre, nonostante le mie frequenti sollecitazioni, lui non fa proprio nulla per correggersi,dato che non lo considera un problema! Io invece sono molto preoccupata non solo per l'aspetto estetico,nettamente peggiorato, ma anche per i futuri  possibili danni alla salute. Mio marito è stato in alcuni centri fisioterapici ma purtroppo, invece di migliorare, è peggiorato. Secondo il medico curante, più che fare ginnastica di potenziamento muscolare, deve fare esercizi di allungamento!
Vorrei sapere se voi questa patologia è di vostra pertinenza e in che modo la curate e intervenite, cioè
qual è il percorso di cura che dovrebbe iniziare e se può essere  veramente efficace per migliorare un po' la situazione o, almeno, non farla ulteriormente peggiorare!
E' per me importante sapere che efficacia avrà la cura e quale impegno comporterà, perché devo motivare mio marito e convincerlo a curarsi!  
Penso  che sia molto importante che mio marito parli con un medico che gli dia la motivazione necessaria per avviare questo percorso curativo, facendogli capire i rischi , i danni, le conseguenze negative a cui va incontro se non si cura! Si deciderà a curarsi se diventerà consapevole (adesso non lo è!) di quello che potrà succedergli in futuro, per es. la cifosi potrebbe peggiorare e la schiena incurvarsi sempre di più, la gabbia toracica potrebbe essere sempre più compressa, potrebbero insorgere problemi respiratori, cardiaci ecc. …..
Quindi, io fisserei una visita con Lei, pregandola vivamente di motivare e convincere mio marito, rendendolo pienamente consapevole delle conseguenza a cui va incontro se non inizia un percorso curativo adeguato. Mi faccia sapere, per favore, se è d’accordo.
Se il caso non fosse di sua pertinenza specifica, la prego di indicarmi dei validi nominativi.
In attesa di una sua gentile risposta, La ringrazio molto Le invio cordiali saluti.

Risposta
Gentile signora rispondo alla sua domanda:
Vorrei sapere se voi questa patologia è di vostra pertinenza e in che modo la curate e intervenite, cioè qual è il percorso di cura che dovrebbe iniziare e se può essere  veramente efficace per migliorare un po' la situazione o, almeno, non farla ulteriormente peggiorare!
Il miglior modo di curare questa patologia è quello di impostare un programma personalizzato di Back School e di Bone School al più presto.
Il percorso è:
1) prendere coscienza della propria colonna vertebrale, della eventuale riduzione di funzionalità,
2) eseguire esercizi mirati a rafforzare la capacità di controllo e l’energia antigravitari, esercizi per ripristinare la mobilità in estensione del rachide, esercizi di potenziamento dei muscoli antigravitari,
3) usare correttamente la colonna vertebrale nelle posture, nei movimenti quotidiani e nel riposo notturno (gli esercizi di ginnastica non sono sufficienti se si usa scorrettamente la colonna vertebrale),
stare meno seduto e meglio seduto,
4) camminare tutti i giorni un po’ di più,
5) compilare quotidianamente un diario, riportando il numero di esercizi eseguiti, l’uso corretto della colonna, i minuti o metri percorsi camminando, il punteggio dell’eventuale dolore.

Cordiali saluti
Benedetto Toso

04 novembre 2013

Ipercifosi dorsale e morbo di Scheuermann: che cosa fare?
Domanda
Ho 37 anni sono alto 178 peso 75 kg e ho il dorso curvo, forse congenito o morbo di Scheuermann.
Nonostante il mio problema (x me grande  problema solamente estetico) tengo a precisare che non ho alcun dolore.
Ho praticato sedute di Mezieres, Pilates e ginnastica correttiva ma senza alcun risultato e cosi ho interrotto e ho iniziato il nuoto.
Volevo chiederle se posso continuare a nuotare  a dorso e a stile libero?
Il nuoto può aggravare la situazione?
Potrebbe consigliarmi un'alternativa al nuoto?
Alla mia età (37 anni) posso ancora sperare in qualche  miglioramento?

Risposta
Pur in presenza di ipercifosi dorsale è possibile condurre una vita del tutto normale. L'importante è che Lei sappia tutto quello può e deve fare e anche quello che deve evitare. In questo modo potrà gestire il suo problema senza conseguenze negative.
Gli studi hanno rilevato la presenza di dorsalgia in una ridotta percentuale di adolescenti con  morbo di Scheuermann e ancor più ridotta di adulti, con un dolore che è stato definito "leggero e non invalidante". Ulteriore motivo di rassicurazione è la notizia che nella maggioranza dei casi nell’età
adulta la colonna si irrigidisce e si stabilizza: il rischio di progressione della deformità è minimo, riguarda di più le ipercifosi molto gravi, superiori a 80°.
Tuttavia, occorre ricordare che la presenza di ipercifosi dorsale è un fattore di rischio che può provocare lombalgia e cervicalgia; è importante seguire le
indicazioni per una adeguata prevenzione.
Inoltre, occorre ricordare anche gli altri fattori di rischio legati all’ uso  scorretto, al sovrappeso, al fumo, alla forma fisica scadente, agli stress  psicologici. È  un fattore di rischio anche  l’atteggiamento psicologico negativo di chi si scoraggia, di chi teme un peggioramento, di chi teme per il suo futuro e assume un atteggiamento da malato. L’insoddisfazione, la
depressione, la paura, la preoccupazione, l’intolleranza e lo scoraggiamento sono atteggiamenti negativi che diminuiscono le endorfine e che non solo agevolano l’insorgenza del dolore, ma  ostacolano la sua riduzione: possono provocare  dolore cronico e disabilità.
L’azione della Back School, in presenza di ipercifosi, si prefigge di instaurare nell’allievo un atteggiamento positivo di fiducia con la capacità di gestire e difendere la propria colonna vertebrale con  un  impegno personale.
Eseguire con regolarità un programma specifico di esercizi permette di acquisire un senso di sicurezza e di fiducia nelle proprie possibilità oltre che prevenire o ridurre il dolore vertebrale.
Conoscere la colonna vertebrale, aver imparato a controllarla, a proteggerla, permettono di usarla correttamente per prevenire il dolore e l’aggravamento dell'ipercifosi dorsale.
Per ottenere buoni risultati, in presenza di ipercifosi dorsale, occorre abbinare l’educazione posturale agli esercizi di mobilizzazione e di stabilizzazione.
Non basta insegnare la posizione corretta se la rigidità impedisce al rachide dorsale di estendersi.
Allo stesso modo non è sufficiente imparare la postura corretta se non si ha l’energia per mantenerla.
Per cercare di ridurre il più possibile la rigidità del rachide dorsale viene dato molto spazio agli esercizi di mobilizzazione che devono essere eseguiti sia in estensione, sia in rotazione, sia in flessione laterale, evitando, naturalmente, gli esercizi di flessione.
Occorre eseguire gli esercizi in modo dolce, ben localizzato, neutralizzando i possibili compensi.
Inoltre, occorre compensare con una piena mobilità delle anche e delle spalle le ridotte possibilità del rachide dorsale. Di conseguenza si insiste sugli esercizi di mobilizzazione per le spalle e per le anche.
È fondamentale che impari ad utilizzare correttamente la colonna vertebrale nelle posture, nei movimenti e soprattutto durante gli sforzi. In questo modo potrà condurre una vita normale senza alcun dolore alla schiena.
Le aggiungo poi le indicazioni relative alle attività sportive.
In presenza di lievi ipercifosi non esiste alcuna limitazione si possono praticare tutti gli sport anche a livello agonistico.
In presenza di una ipercifosi  più marcata e rigida è opportuno avere alcune precauzioni e svolgere l’attività sportiva in modo non agonistico per  trarne il massimo giovamento e prevenire possibili conseguenze negative.
In particolare, occorre limitare:
gli sport che sollecitano la colonna vertebrale in flessione aumentando ulteriormente la cifosi dorsale come ad esempio la posizione aerodinamica del corridore ciclista e di chi fa pattinaggio di velocità su ghiaccio;
gli sport che provocano sovraccarichi sul rachide, sollevamento pesi, sci nautico, tuffi;
gli sport che sollecitano in iperestensione il rachide, la ginnastica artistica, il tennis, salto in alto stile Fosboury, lancio del giavellotto. La rigidità del tratto dorsale costringe come compenso ad un estensione eccessiva il tratto lombare e cervicale della colonna;
il potenziamento eccessivo dei muscoli pettorali come avviene nel body building e nelle nuotate a crawl, rana e delfino. Questi muscoli, infatti, nei soggetti ipercifotici sono retratti e anteriorizzano le spalle, arrotondando ulteriormente il dorso già curvo.
Pertanto il ciclismo è consigliato a condizione che non si usi il manubrio da corsa ma quello da passeggio.
Il tennis può essere praticato facendo attenzione a non forzare il rachide lombare nel servizio e nella schiacciata.
Nel nuoto è bene alternare la nuotata a crawl con il dorso.
Utile la pratica della pallavolo (con le stesse limitazioni descritte per il tennis), la pallacanestro, lo sci, la corsa.
Cordiali saluti

22 maggio 2008

Back School per chi ha ipercifosi dorsale e Morbo di Scheuermann
Domanda
E' da anni che soffro di problemi alla schiena e dolori perenni sempre a quest'ultima. Facendo varie visite da ortopedici di tutta Italia mi sono stati riscontrati diversi problemi alla colonna vertebrale.
Diagnosi: dorso curvo giovanile con vertebre a cuneo (morbo Scheuermann) dorsalgia cronica e lombalgia, con ipercifosi dorsale severa e lieve scoliosi dorsale.
Dopo varie ricerche su internet sono riuscito a trovare il suo sito, che a mio avviso è il migliore ed il più approfondito in materia di tutti quelli che ho visto, e ho trovato esposti molti dei problemi che mi "perseguitano..." da anni.
Volevo sapere, se è possibile farmi visitare da lei, previo appuntamento naturalmente, in modo da avere un quadro ben preciso di tutto quello che posso e devo fare per risolvere questo mio problema che mi assilla "tortura" da anni.
Aspetto con ansia una sua RISPOSTA e la ringrazio anticipatamente per il tempo dedicatomi.
Cordiali saluti

Risposta
Come lei stesso ha precisato è importante che Lei sappia tutto quello può e deve fare e anche quello che deve evitare. In questo modo potrà gestire il suo problema senza conseguenze negative; cioè potrà condurre una vita normale senza dolore.
Gli studi hanno rilevato la presenza di dorsalgia in una ridotta percentuale di adolescenti con  morbo di Scheuermann e ancor più ridotta di adulti, con un dolore che è stato definito "leggero e non invalidante". Ulteriore motivo di rassicurazione è la notizia che nella maggioranza dei casi nell’età adulta la colonna si irrigidisce e si stabilizza: il rischio di progressione della deformità è minimo, riguarda di più le ipercifosi molto gravi, superiori a 80°.
Tuttavia, occorre ricordare che la presenza di ipercifosi dorsale è un fattore di rischio che può provocare lombalgia e cervicalgia; è importante seguire le indicazioni per una adeguata prevenzione.
Inoltre, occorre ricordare anche gli altri fattori di rischio legati all’uso scorretto, al sovrappeso, al fumo, alla forma fisica scadente, agli stress psicologici. È  un fattore di rischio anche l’atteggiamento psicologico negativo di chi si scoraggia, di chi teme un peggioramento, di chi teme per il suo futuro e assume un atteggiamento da malato. L’insoddisfazione, la depressione, la paura, la preoccupazione, l’intolleranza e lo scoraggiamento sono atteggiamenti negativi che diminuiscono le endorfine e che non solo agevolano l’insorgenza del dolore, ma ostacolano la sua riduzione: possono provocare  dolore cronico e disabilità.  
L’azione della Back School, in presenza di ipercifosi, si prefigge di instaurare nell’allievo un atteggiamento positivo di fiducia con la capacità di gestire e difendere la propria colonna vertebrale con  un  impegno personale.
Eseguire con regolarità un programma specifico di esercizi permette di acquisire un senso di sicurezza e di fiducia nelle proprie possibilità oltre che prevenire o ridurre il dolore vertebrale.
Conoscere la colonna vertebrale, aver imparato a controllarla, a proteggerla, permettono di usare correttamente la colonna vertebrale per prevenire il dolore e l’aggravamento dell'ipercifosi dorsale.
Può fissare un appuntamento con me telefonando al n. 026196588. Se lei abita lontano da Cusano Milanino, lo segnali alla segretaria in modo che le riservi il tempo di 2 appuntamenti.
A presto.

22 maggio 2008

Esercizi per chi ha ipercifosi dorsale
Domanda
Salve professore,sono una donna che soffre di ipercifosi dorsale, mi chiedevo che esercizi devo fare e quali evitare in palestra.
Cordialmente.

Risposta

Per ottenere buoni risultati, in presenza di ipercifosi dorsale, occorre abbinare l’educazione posturale agli esercizi di mobilizzazione e di stabilizzazione.
Non basta insegnare la posizione corretta se la rigidità impedisce al rachide dorsale di estendersi.
Allo stesso modo non è sufficiente imparare la postura corretta se non si ha l’energia per mantenerla.
Per cercare di ridurre il più possibile la rigidità del rachide dorsale viene dato molto spazio agli esercizi di mobilizzazione che devono essere eseguiti sia in estensione, sia in rotazione, sia in flessione laterale, evitando, naturalmente, gli esercizi di flessione.
Occorre eseguire gli esercizi in modo dolce, ben localizzato, neutralizzando i possibili compensi.
Inoltre, occorre compensare con una piena mobilità delle anche e delle spalle le ridotte possibilità del rachide dorsale. Di conseguenza si insiste sugli esercizi di mobilizzazione per le spalle e per le anche.
è fondamentale che impari ad utilizzare correttamente c la colonna vertebrale nelle posture, nei movimenti e soprattutto durante gli sforzi. In questo modo potrà condurre una vita normale senza alcun dolore alla schiena.
Le aggiungo poi le indicazioni relative alle attività sportive.
In presenza di lievi ipercifosi non esiste alcuna limitazione si possono praticare tutti gli sport anche a livello agonistico.
In presenza di una ipercifosi  più marcata e rigida è opportuno avere alcune precauzioni e svolgere l’attività sportiva in modo non agonistico per trarne il massimo giovamento e prevenire possibili conseguenze negative.
In particolare, occorre limitare:
gli sport che sollecitano la colonna vertebrale in flessione aumentando ulteriormente la cifosi dorsale come ad esempio la posizione aerodinamica del corridore ciclista e di chi fa pattinaggio di velocità su ghiaccio;
 gli sport che provocano sovraccarichi sul rachide: sollevamento pesi, sci nautico, tuffi;
 gli sport che sollecitano in iperestensione il rachide: la ginnastica artistica, il tennis, salto in alto stile Fosboury, lancio del giavellotto. La rigidità del tratto dorsale costringe come compenso ad un estensione eccessiva il tratto lombare e cervicale della colonna;
 il potenziamento eccessivo dei muscoli pettorali come avviene nel body building e nelle nuotate a crawl, rana e delfino. Questi muscoli, infatti, nei soggetti ipercifotici sono retratti e anteriorizzano le spalle, arrotondando ulteriormente il dorso già curvo.
Pertanto il ciclismo è consigliato a condizione che non si usi il manubrio da corsa ma quello da passeggio.
Il tennis può essere praticato facendo attenzione a non forzare il rachide lombare nel servizio e nella schiacciata.
Nel nuoto è bene alternare la nuotata a crawl con il dorso.
Utile la pratica della pallavolo (con le stesse limitazioni descritte per il tennis), la pallacanestro, lo sci, la corsa.
Cordiali saluti.

Torna ai contenuti