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DOMANDE E RISPOSTE - LOMBALGIA


Indice

Dolore lombare notturno

Richiesta di aiuto di una mamma preoccupata

Scoraggiamento per dolore cronico

Protrusione discale lombare

Dolore muscolare a metà schiena sulla destra

Protrusioni discali lombo-sacrali, utilità del corsetto
Frattura vertebra L1, ernia, protrusione
Osteoporosi ed ernia del disco
lombalgia senza miglioramenti
Consigli per lombalgia
Lombalgia e cervicalgia cronica da riduzione delle lordosi lombare e cervicale
Morbo di Scheuermann
Difficoltà nel ridurre il dolore
Strategie da attuare per la lombalgia cronica
Presenza simultanea di spondilolistesi e ernia del disco
Protrusioni discali plurime
Sedia d’ufficio e lombalgia
Scheuermann lombare atipico
Iperlordosi lombare
Lombalgia cronica, rettificazione della lordosi lombare, ernie intraspongiose
Lombosciatalgia cronica
Autogestione del mal di schiena
Esercizi per iperlordosi lombare
Mal di schiena e sciatalgia
Lombalgia cronica: strategie per combatterla
Difficoltà nell’eseguire gli esercizi di estensione per chi ha ridotto la sua lordosi lombare
Non sempre l’ernia del disco provoca dolore
Lombocruralgia
Lombalgia e corsetto
Quando il mal di schiena si ripresenta in modo ripetuto
Ernia del disco, riposo a letto, farmaci e altre terapie passive
Mal di schiena persistente da tre anni
Coxartrosi e ciclismo
Frattura vertebrale e riposo notturno
Esercizi che riducono la lordosi lombare
Lombalgia cronica
Lombalgia in esiti di intervento chirurgico per ernia
I metodi per curare il mal di schiena
Lombalgia cronica e terapie passive
Allungamento degli ischiocrurali in caso di ernia del disco
Rettificazione delle curve fisiologiche
Inversione di gravità

7 febbraio 2016

Domanda - Dolore lombare notturno
Gentile dottore..avendo dei dolori sulla zona lombosacrale …ma solo la notte quando vado a dormire…che continuano in qualsiasi posizione assumo durante il riposo, ma che scendono sino ad esaurirsi la mattina appena mi alzo,ho voluto fare dei rx con questa diagnosi:
1 Rettificata si presenta la lordosi lombare,
2 diffusi segni di discopatia,
3 ridotti in altezza gli spazi discali compresi tra D11_ D12_L1..
La ringrazio

Risposta
Il dolore che avverte durante la notte non dipende da quello che lei fa la notte ma da come usa la sua colonna vertebrale durante la giornata.
Le spiego il significato di ciò che ha letto sul referto della sua radiografia, cioè, cosa significa rettificazione della lordosi lombare.
La maggior parte dei dolori localizzati a livello del rachide lombare è dovuta alla riduzione o rettificazione della lordosi che è la curva fisiologica, a concavità posteriore, normalmente presente a livello lombare. Tale curva aumenta la resistenza della colonna alle sollecitazioni di compressione assiale. Essa è pertanto benefica per la colonna vertebrale, le conferisce la capacità di ammortizzare le pressioni e le sollecitazioni e, quindi, permette alla schiena di star bene giorno e notte.
E’ normale avere un certo grado di lordosi: non è normale che aumenti (iperlordosi), ma neppure che si riduca.
Quando è presente la giusta lordosi la pressione si distribuisce uniformemente sul pilastro anteriore (disco e corpo vertebrale) e sul pilastro posteriore (faccette articolari). In questo modo la colonna è più solida, capace di sopportare senza problemi, pressioni anche elevate.
La rettificazione della lordosi normalmente è conseguenza delle posture statiche scorrette prolungate. È quello che  avviene a coloro che conducono una vita sedentaria e non svolgono una adeguata attività motoria di compenso: soggetti che mantengono la flessione del rachide non solo otto ore in ufficio ma altre ore nel tempo libero e, spesso, anche durante il riposo notturno.
La mancanza della lordosi rappresenta una condizione che rende il rachide lombare più delicato, instabile, meno resistente, meno capace di sopportare le pressioni quotidiane.
Fatte queste premesse Lei può comprendere che occorre fare fondamentalmente due cose:
1° evitare, il più possibile, le posture e i movimenti che costringono il rachide in flessione;
2° eseguire con dolcezza e gradualità gli esercizi utili che mobilizzano il rachide in estensione.
Per ridurre il suo dolore è importante che lei prenda coscienza della sua lordosi lombare e impari a mantenerla nelle posture e nei movimenti quotidiani e durante il riposo notturno.
Riposo notturno. Come prima cosa è importante verificare se il suo letto è idoneo: un telaio con doghe di legno flessibili e un materasso in lattice o in schiuma viscoelastica.
È meglio dormire in posizione supina (sul dorso); se non ha un materasso in lattice, formi un rotolo avvolgendo un asciugamano e lo ponga tra le vertebre lombari e il materasso.
Lavoro: se lavora seduto utilizzi una sedia ergonomica dotata di supporto lombare e cerchi di lavorare mantenendo la lordosi lombare.
Tempo libero: deve imparare a fare anche i più semplici movimenti quotidiani come lavarsi e vestirsi senza curvare la schiena.
Sport: è bene che tutti i giorni faccia una lunga passeggiata a passo svelto. Riporti su di un diario quanti minuti cammina tutti i giorni in modo da verificare un graduale aumento della durata della passeggiata.
Esercizi di ginnastica: deve eseguire tutti i giorni ogni 2 ore, finché il mal di schiena notturno non passa, gli esercizi che mobilizzano e rilassano la colonna lombare in lordosi, per ripristinare la funzionalità della sua colonna in estensione.

28 dicembre 2015

Richiesta di aiuto di una mamma preoccupata
Domanda

Buongiorno,
sono la mamma di una ragazzina di 13 anni. Premetto che la bambina è sempre stata in sovrappeso. Ha frequentato la pallavolo per tre anni, poi la corsa e da settembre 2014 il karate.
Ha una piccola cifosi di 3/4 gradi, per la quale  l'ortopedico ci consigliò gli  esercizi d posturologia che ha fatto per tre due anni.
Da circa due anni ha accusato sporadicamente dolori alla schiena specie dopo le attività sportive scolastiche e non (corsa e pallavolo) e  quando tornava da scuola con lo zaino pesantissimo che la costringevano a camminare curvata.
Quest'anno in seguito ad un trauma (era seduta a terra accovacciata quando l'amica all'improvviso le è saltata addosso) si è bloccata dal dolore tanto da restare al letto per due gg.
Da circa cinque mesi sta bene non accusa più nessun dolore (non porta più lo zaino pesantissimo della scuola, è calata molto di peso e le ho fatto momentaneamente sospendere  qualunque attività sportiva).
L'ho fatta controllare da numerosi specialisti, secondo i quali la causa era riconducibile alla crescita e i problemi dovevano terminare con la stessa.
Da indagini diagnostiche effettuate di mia iniziativa risulta invece quanto segue:
a) RM rachide cervicale-dorsale e lombosacrale (2015) :
• ridotta la fisiologica lordosi cervicale;
• a livello degli spazi intersomatici L3-L4 ed L4-L5 si osservano due piccole protrusioni mediane che improntano la banda sub-racnoidea anteriore;
• protrusione discale posteriore mediana e paramediana bilaterale a livello dello spazio intersomatico l5-S1 che impronta i sacco durale.
In seguito a questo risultato l'ho fatta controllare da:
• un neurochirurgo che ha riferito che le protrusioni erano dovute alla postura sbagliata causa anche della cifosi e che la ragazzina doveva solo praticare nuoto a dorso per rafforzare la sua muscolatura in modo da assumere la posizione corretta;
• l'ennesimo specialista ortopedico che invece ci informati che la ragazzina era affetta da discopatia degenerativa congenita, di avere la schiena di una donna di 30 anni e che la cosa sarebbe peggiorata nel tempo senza che potessimo intervenire in alcun modo.
Gentilissimo professore, è possibile diagnosticare la discopatia degenerativa congenita solo guardando la RM o ci sono ulteriori indagini da effettuare?
Le domande sono tante visto la giovane età. Come faccio a capire quale patologia potrebbe avere mia figlia,  e quale stile di vita deve adottare oltre ad una sana dieta (fare nuoto, solo a dorso o meno, continuare con il karate, stare a riposo, non prendere pesi, interventi chirurgici ecc.).
Potrebbe aiutare un mamma preoccupata?
Infinite grazie

Risposta
Gent. Signora
Sua figlia non ha niente di grave ma rischia di soffrire di mal di schiena cronico se non mette in atto tutto quello che serve perché la colonna vertebrale funzioni bene e cioè:
• deve conoscere la colonna vertebrale,
• usarla bene nelle posture e nei movimenti quotidiani e nel riposo notturno,
• trasportare quotidianamente lo zaino dopo aver imparato a movimentarlo correttamente,
• camminare tutti i giorni per almeno mezz’ora,
• ricercare e mantenere il peso forma con una adeguata alimentazione e con il movimento,
• controllare l’ansia conseguente al dolore imparando e automatizzando la respirazione diaframmatica.

Cordiali saluti
Benedetto Toso

26 marzo 2015


Scoraggiamento per dolore cronico
Domanda

Buonasera, la contatto, perché avrei piacere ad avere un appuntamento con lei, però prima, vorrei spiegargli brevemente il problema, in maniera che lei possa dirmi se effettivamente può darmi una mano o meno.
Ho 25 anni, e soffro di mal di schiena da 13, ho una Scoliosi dorso lombare, accompagnata da contratture lombari e dorsali croniche. Ho effettuato terapie di chinesi, tecar, massoterapia, ozonoterapia, pancafit, osteopatia e mille altri che non sto ad elencare. A livello strutturale, osteopaticamente parlando, non c è nulla di cosi sostanziale, (parlo di osteopatia, perché sn laureato isef e iscritto al 4° anno di una scuola di osteopatia di Torino). Il problema è che qste contratture ci sono, e pur trattandole con massoterapia, tornano dopo poche ore.
La mia domanda è, vista la sua esperienza in questo campo, potrebbe esserci una soluzione? O devo rassegnarmi all' idea di soffrire di mal di schiena per tutta la vita?
Scusi lo sfogo.
La ringrazio in anticipo.
Cordiali saluti.

Risposta
Come Lei ha sperimentato, in presenza di dolore cronico, le terapie passive per quanto valide non sono sufficienti a risolvere il problema.
Il programma multidisciplinare della Back School è efficace perché agisce sui fattori di rischio che rendono il dolore persistente e provocano una riduzione della funzionalità del rachide. Si avvale di 2 strumenti fondamentali la scheda per valutare la funzionalità del rachide e il diario per l’automonitoraggio del dolore
Dal mio ultimo libro le riporto alcune frasi riguardanti le differenze tra dolore acuto e cronico.
Il dolore acuto a livello del rachide è un segnale d’allarme, una reazione di difesa, uno stimolo a cambiare posizione; ha un ruolo protettivo e adattativo, serve a impedire i movimenti che possono danneggiare ulteriormente la colonna vertebrale.
Il dolore cronico, non ha una funzione protettiva diventa autonomo e nocivo, riduce la funzionalità del rachide e favorisce la disabilità. Il dolore cronico acquista valore di malattia: il paziente appare "malato di dolore".
Il dolore cronico spesso non si limita a essere causa di sofferenza, ma può provocare altri problemi come affaticamento, insonnia, dipendenza da farmaci, perdita di efficienza fisica e depressione.
Back School in presenza di dolore cronico
Chi soffre di dolore cronico per riacquistare la salute deve cambiare il suo atteggiamento ed il suo comportamento, effettuando uno sforzo per pensare ed agire in termini più sani. Per migliorare gradualmente le capacità fisiche di base, deve essere motivato ed allenarsi oltre che fisicamente anche mentalmente per controllare l’ansia, lo stress e riuscire a ridurre le abitudini nocive.
L'approccio migliore consiste nel seguire in modo capillare il programma della Back School, il cui obiettivo, illustrato in questo libro, è dare le tutte le indicazioni utili affrontare il dolore acuto con un comportamento adeguato e, inoltre, guidare i pazienti che presentano una lombalgia persistente a mettere in atto tutte le strategie utili per ridurre i fattori di rischio che rendono il dolore cronico e provocano disabilità.
Per eliminare o, almeno ridurre, il dolore cronico non è sufficiente dire "voglio stare bene" oppure "voglio eliminare il dolore", ma: "desidero sviluppare abitudini di vita sane e attuare tutti gli accorgimenti che permettono alla mia colonna vertebrale di funzionare bene"; o meglio "se io faccio tutti i giorni quello che serve per la mia schiena, gradualmente funzionerà meglio e si ridurrà la lombalgia".

Cordiali saluti
Benedetto Toso

9 febbraio 2015

Protrusione discale lombare
Domanda
Buongiorno! Sono una ragazza di 23 anni. A seguito di dolore ripetuto lombare, sono stata invitata a fare raggi e successivamente risonanza magnetica, dalla quale è emersa una lieve protrusione lombare tra L4-L5.
La mia domanda è: quale attività fisica è fortemente sconsigliata e quale consigliata? La ringrazio!

Risposta
Numerose attività quotidiane costringono in modo ripetuto e prolungato il rachide lombare in flessione, nel lavoro, nel tempo libero e nel riposo: le continue sollecitazioni che spingono indietro il nucleo discale possono impedire il suo riposizionamento in avanti, determinando uno  spostamento persistente che può essere solo una sporgenza (protrusione) o una vera e propria estrusione (ernia).
La presenza di protrusione discale può provocare determina un dolore lombare (lombalgia).
Per ridurre la protrusione e il dolore è importante fare due cose:
1° evitare di spingere ulteriormente fuori quel disco che sta sporgendo;
2° fare tutto quello che serve per farlo rientrare.
Per evitare di spingerlo ulteriormente fuori occorre evitare le posture e i movimenti scorretti in flessione e mantenere la fisiologica lordosi lombare nelle posture e nei movimenti quotidiani.
Normalmente è possibile farlo rientrare eseguendo gli esercizi di compenso in estensione.
Fatte queste premesse è evidente che anche facendo ginnastica occorre evitare gli esercizi che comportano flessioni e flessioni abbinate a rotazione, come avviene negli esercizi per gli addominali e di stretching..
Lo stesso vale per le attività sportive; in presenza di dolore lombare da protrusione discale, l’attività motoria più indicata è la passeggiata a passo svelto: essa mantiene le curve fisiologiche del rachide, costituendo un efficace compenso per chi lavora tutto il giorno in posizione seduta. Può essere svolta, senza difficoltà, dalla maggior parte dei soggetti anche quando le capacità fisiche sono ridotte. Perché sia efficace, occorre camminare a passo svelto e prolungarla.

11 giugno 2014

Dolore muscolare a metà schiena sulla destra
Domanda
Ho 48 anni, da ormai un paio d'anni ho un dolore circa a metà schiena destra, è un dolore come se fosse muscolare secondo me, se sto seduta al pc ce l'ho se stiro la schiena un po’ mi passa e scompare completamente quando mi sdraio, infatti è come se mi venisse stando seduta. Premetto che a destra io ho una emiparesi e ho avuto anche una brutta periartrite alla spalla. ma non so se questo c'entri. Cosa posso fare dei massaggi decontratturanti? ero intenzionata ad andare da un fisioterapista perchè ormai è quotidiano il dolore. Ho iniziato a fare Pilates e lì per lì sto bene ma poi appena mi siedo e ricomincia questo dolore che trova appunto sollievo stirando la schiena e sdraiando per quello che penso sia un dolore muscolare.
Grazie mille.

Risposta
Perché lei possa comprendere il motivo per cui insorge il suo dolore, le spiego brevemente come è fatta la colonna vertebrale e come funziona. Vista lateralmente la colonna vertebrale non è diritta ma presenta delle curve armoniose che le conferiscono maggiore resistenza e la capacità di ammortizzare i numerosi carichi che essa riceve quotidianamente.
Esse si chiamano lordosi lombare, cifosi dorsale e lordosi cervicale. Tali curve essendo normali vengono definite curve fisiologiche. È, pertanto, normale avere un certo grado di lordosi e di cifosi, non è normale che aumentino (iperlordosi e ipercifosi), ma non è positivo neppure che si riducano.
Quando si hanno le giuste curve la pressione si distribuisce uniformemente sulle strutture anteriori (disco e corpo vertebrale) e posteriori (faccette articolari). In questo modo la colonna è più solida, capace di sopportare senza problemi, pressioni anche elevate.
La posizione in cui la colonna conserva le curve fisiologiche viene definita anche posizione neutra perché costituisce la posizione intermedia di equilibrio tra la flessione e l’estensione. Il nucleo polposo del disco non viene spinto né posteriormente, come avviene nella flessione né anteriormente, come avviene nell’estensione.
Una immagine che ci aiuta a comprendere il comportamento del nucleo polposo nei movimenti del rachide è quella di una saponetta bagnata posta tra le mani. Solo quando le mani sono perfettamente parallele tra di loro la saponetta è stabile; si può esercitare anche una certa pressione ed essa non scivola. Basta una piccola divergenza a farla scivolare verso l’apertura. Lo stesso avviene per il nucleo polposo quando i piatti vertebrali che lo racchiudono non restano paralleli. Ebbene i piatti vertebrali sono, a due a due, paralleli tra loro quando la colonna mantiene le curve fisiologiche.
Numerose attività quotidiane costringono in modo ripetuto e prolungato la colonna in flessione; in particolare, quando stiamo seduti, senza preoccuparci di proteggere la colonna, la colonna si flette, a livello lombare e cervicale, si perde la fisiologica lordosi e a livello dorsale aumenta la cifosi.  Si ha una cattiva distribuzione della pressione: aumenta la pressione sul pilastro anteriore, sul corpo vertebrale e sui dischi intervertebrali. Lo spazio tra i corpi si riduce anteriormente e aumenta posteriormente, il nucleo polposo viene spinto all’indietro mettendo in tensione le fibre posteriori dell’anello fibroso.
In questa  posizione di alterato equilibrio la colonna è più instabile, meno resistente, meno capace di sopportare pressioni.
Tale posizione viene definita scorretta perché altera le curve fisiologiche.
Quando  le posizioni scorrette vengono mantenute per brevi periodi non provocano danni né dolori. Se, al contrario, vengono mantenute per tempi prolungati possono scatenare lombalgia o dorsalgia o cervicalgia. Il dolore non è altro che un messaggio intelligente, un segnale di allarme della colonna vertebrale che cerca di far capire il suo maltrattamento ed esprime il bisogno di cambiare posizione. Infatti è sufficiente cambiare posizione per eliminare il dolore.
Meglio ancora, correggere la postura scorretta: in questo modo non solo si elimina il dolore ma si fa in modo che non ritorni.
Di solito, il soggetto che soffre di algia posturale non presenta alcuna alterazione ne deformità a livello del rachide; pertanto, è sufficiente che, attraverso gli esercizi di educazione posturale, prenda coscienza delle posture scorrette e impari ad usare correttamente la colonna vertebrale nelle posizioni e nei movimenti quotidiani.  

10 maggio 2014

Protrusioni discali lombo-sacrali, utilità del corsetto
Domanda

Egregio professore, sono una ragazza di 30 anni, e da alcuni anni ho delle modeste protrusioni discali, a livello di L3-L4,L4-L5,e L5-S1.
Eseguo nuoto e esercizi posturali, mi sento meglio, anche se ciclicamente i dolori lombari, pur se non forti, si ripresentano.
Volevo chiederle, poiché come lavoro faccio la collaboratrice domestica, posso aiutarmi indossando un corsetto limitatamente alle ore di lavoro?
Se si, può consigliarmi qualche modello?
In attesa di una risposta, porgo distinti saluti.

Risposta
Nei casi in cui la lombalgia è particolarmente intensa e il soggetto deve sostenere degli sforzi, può essere utile il corsetto. Ne esistono diversi modelli, più o meno rigidi, cinture, fasce, corsetti; essi hanno  le seguenti funzioni:

- proteggere passivamente la colonna mantenendo la fisiologica lordosi lombare;
- ridurre il carico meccanico sui dischi intervertebrali;
- limitare la mobilità del rachide lombare e, in particolare, ostacolare il movimento dannoso di flessione.

Per questi motivi può essere utile l’uso del corsetto per un periodo limitato, soprattutto per i soggetti in cui la lombalgia è sorta come conseguenza di un abituale uso scorretto del rachide. Il corsetto migliora passivamente il controllo neuromotorio e permette di eseguire i movimenti con più sicurezza durante la riabilitazione.
Va precisato che l’uso del corsetto va limitato alla fase acuta ed è bene che non venga protratto per lunghi periodi. Appena il dolore diminuisce, man mano che i muscoli addominali e dorsali  riprendono il loro trofismo, è importante abbandonare gradualmente tale sostegno passivo, per evitare i suoi effetti dannosi: lesioni della pelle, disturbi gastrointestinali, aumento della pressione sanguigna e della frequenza cardiaca. Inoltre, il suo uso prolungato provoca debolezza muscolare, decalcificazione della colonna vertebrale e rigidità articolare.
Infine, a chi indossa il corsetto occorre ricordare che alla sua rimozione dovrà muoversi come se lo avesse ancora, proteggendo la sua colonna non passivamente con un tutore ortopedico, ma attivamente, cioè con un corsetto muscolare.
Fatte queste premesse, lei comprende come la miglior soluzione sia, non usare il corsetto ma conoscere la colonna vertebrale, imparare a usarla bene nelle posture e nei movimenti quotidiani; occorre, cioè, fare in modo che ogni movimento quotidiano sia occasione di esercizio e non di usura o di astensione per paura.  
La sua attività professionale costituisce un fattore di rischio per colonna vertebrale perché porta a curvare spesso la schiena. Le aggiungo qualche consiglio specifico.
Innanzitutto deve conoscere la sua lordosi lombare: stando in piedi, di fianco ad uno specchio, può osservare che a livello lombare la colonna non è diritta ma presenta una concavità definita lordosi lombare. Per usare correttamente la colonna deve mantenere tale curva nelle posture, nei movimenti e soprattutto durante gli sforzi.
Se lei non presta attenzione il suo lavoro la porta a curvarsi spesso in avanti; di conseguenza deve utilizzare i seguenti accorgimenti.
Per fare le pulizie usi una scopa con un manico sufficientemente lungo: essa permette di lavorare senza curvare la schiena.
La tecnica dell’affondo anteriore permette di mantenere la lordosi lombare e di distribuire bene lo sforzo sugli arti inferiori durante l’uso dell’aspirapolvere.
Naturalmente la soluzione migliore per evitare di flettere il rachide è quella di utilizzare un piano di lavoro della giusta altezza, cioè poco più basso dei gomiti.
Quando il piano di lavoro è troppo basso e non è possibile alzarlo, per non curvare la schiena occorre piegare leggermente gli arti inferiori e inclinarsi facendo perno sulle anche. È un accorgimento che possiamo utilizzare, ad esempio, per lavarci. In questo caso, come ulteriore difesa per ridurre la contrazione muscolare possiamo appoggiare gli avambracci sul lavabo.
Quando il piano di lavoro è troppo basso e si ha un arto superiore libero, è possibile utilizzarlo come appoggio per ridurre lo sforzo e per mantenere le curve fisiologiche assumendo la posizione di affondo anteriore. È un accorgimento da utilizzare, ad esempio, per lavarsi i denti.
Se invece tutti e due gli arti superiori sono impegnati e non è possibile far forza su di essi, è bene appoggiare il bacino e le cosce anteriormente al lavabo: è una soluzione valida per l’uomo che si fa la barba e per la donna che si trucca e per chi lava i piatti.
Per altre attività è utile appoggiare il bacino posteriormente alla parete: è un accorgimento che permettere di evitare la flessione del rachide localizzando la flessione a livello delle anche. Ad esempio, può mettere in pratica questo consiglio per stirare.
La soluzione migliore per abbassarsi è sempre piegare gli arti inferiori: può utilizzarla per fare il letto, per aprire un cassetto basso, per fare giardinaggio, per caricare la lavastoviglie o la lavatrice.
Vediamo i diversi accorgimenti validi per fare il letto: spostare un piede in avanti e piegare gli arti inferiori fino ad appoggiare un ginocchio a terra nella posizione del cavalier servente; piegare gli arti inferiori.
Per indossare le calze è bene sedersi e flettere l’arto inferiore. Nella stessa posizione possiamo allacciarci le scarpe. Oppure, possiamo scegliere tra altre due soluzioni: piegare gli arti inferiori appoggiando un ginocchio a terra oppure, stando in piedi, appoggiare il piede su di uno sgabello.

4 ottobre 2013

Frattura vertebra L1, ernia, protrusione
Domanda
Buon giorno, mia madre ha 60 anni, è in ospedale all'estero dove e' stata portata con il pronto soccorso. Ha una frattura vertebra L1, il medico ha trovato anche ernia dei dischi posteriori centrali  L4-L5, L5 - S1, protrusione discale posteriore L3-L4. In ospedale non ha alcun tipo di trattamento: sta sdraiata, va a mangiare. La sua gamba destra è intorpedita, forte dolore nella colonna lombare. La chiedo un consiglio che tipo di trattamento puo' essere adatto per lei, deve fare gli esercizi, trattamenti fisioterapeutici, come evitare il dolore? Penso di portarla in un altro ospedale ma prima vorrei essere sicura del trattamento che si deve fare.
Grazie in anticipo

Risposta
Nel caso di una frattura recente viene prescritto il riposo a letto oppure il corsetto o il gesso secondo il giudizio del medico.
• Nei pazienti relativamente giovani (fino a 50-55 anni), con gravi cedimenti di uno o più corpi vertebrali, di solito viene prescritto un riposo a letto più prolungato (fino a 30 giorni).
• Nei soggetti più anziani con lievi cuneizzazioni, viene prescritto un periodo di riposo a letto  più breve e viene consentito di alzarsi, con la protezione di un corsetto per andare ai servizi.
Durante il periodo di riposo a letto prolungato è importante il mantenimento di posture che conservino le curve fisiologiche e imparare le tecniche corrette per cambiare posizione, per alzarsi e distendersi senza dolore.
In particolare, per sua madre, è importante che stia distesa in posizione supina con un piccolo cuscino o con un ascigamano arrotolato dietro la regione lombare, in modo che mantenga la benefica lordosi (tale supporto deve essere posto in corrispondenza dell'ombelico)
Inoltre, è importante alimentarsi in modo leggero e appropriato e controllare la regolarità della funzione intestinale. Stando distesi a letto è importante eseguire con costanza i primi esercizi che permettono di ridurre gli effetti dannosi dell’inattività prolungata:
- movimenti lenti degli arti superiori e inferiori che stimolano la circolazione;
- contrazioni isometriche dei muscoli degli arti inferiori per mantenere il loro trofismo;
- esercizi di ginnastica respiratoria, abbinati ai movimenti degli arti.
Trascorso il periodo di riposo a letto è indispensabile l’utilizzo di un corsetto ortopedico. Viene prescritto un corsetto rigido in presenza di dolore intenso e quando i cedimenti vertebrali sono più gravi.
Invece, può essere sufficiente un corsetto semirigido, quando, in età più avanzata, le deformazioni e i dolori non sono gravi.
Ritornare in piedi è molto importante perché permette di eliminare il fattore di rischio più importante per l’osteoporosi che è l’assenza di carico. Infatti, le ricerche hanno evidenziato che nel riposo a letto prolungato gli esercizi a letto anche se eseguiti regolarmente non riescono a contenere la perdità di massa ossea: alzarsi da letto, sottoponendo il corpo al carico gravitario, permette di fermare il processo di demineralizzazione a cui si era costretti per la riparazione della frattura ma dannoso per la perdita di massa ossea.
Di conseguenza il corsetto in questa fase è molto importante, perché permette il ritorno in carico sostenendo e proteggendo la colonna vertebrale nella graduale ripresa delle attività quotidiane.
È che il paziente conosca le funzioni del corsetto:  
- proteggere passivamente la colonna mantenendo la curve fisiologiche;
- ridurre il carico meccanico sui corpi vertebrali per favorire la completa riparazione della frattura;
- ridurre la presione sui dischi intervertebrali e ridurre il dolore;
- migliorare passivamente il controllo neuromotorio e permettere di eseguire i movimenti quotidiani con più sicurezza;
- limitare la mobilità del rachide e, in particolare, ostacolare i movimenti dannosi di flessione e rotazione.
Naturalmente va precisato che l’uso del corsetto è utile per un periodo limitato: il suo uso prolungato provoca debolezza muscolare, aggravamento dell’osteoporosi e rigidità articolare.
Inoltre, occorre ricordare che alla rimozione del corsetto dovrà muoversi come se lo avesse ancora, proteggendo la sua colonna attivamente, cioè con un corsetto muscolare.
Alla rimozione del corsetto, nel periodo in cui viene abbandonato gradualmente, è fondamentale un buon programma di rieducazione funzionale per permettere al soggetto di ridurre il dolore, stabilizzare attivamente il rachide con un corsetto muscolare ed eliminare completamente il tutore ortopedico.
Il programma rieducativo nei postumi di frattura, deve evitare i carichi sul rachide e, di conseguenza, viene eseguito esclusivamente in scarico.
Occorre evitare la mobilizzazione del rachide dorsolombare in flessione, in rotazione e in flessione laterale e privilegiare posture che mantengono una lieve estensione.
Sono fondamentali gli esercizi di educazione posturale per acquistare la capacità di mantenere le curve  fisiologiche  nelle posizioni e nei movimenti quotidiani.
Una volta raggiunta la capacità di mantenere il rachide in posizione neutra eseguire gli esercizi per imparare a stabilizzare la colonna attivamente, in modo da poter rimuovere il corsetto senza problemi.
Quando il corsetto è stato rimosso completamente e i dolori si sono attenuati si intensifica il programma rieducativo, inserendo anche gli esercizi in carico.
Si inizia a mobilizzare dolcemente la colonna vertebrale per prevenire la sindrome da disfunzione che è tipica di chi ha subito una frattura ed è rimasto a lungo immobilizzato.
Da quello che le ho descritto dettagliatamente Lei può comprendere come in questo periodo, per sua madre, il riposo a letto è importante per la presenza della frattura vertebrale.
Seguendo i consigli che le ho indicato dovrebbero ridursi anche i sintomi dell'ernia del disco.
Cordiali saluti.
Benedetto Toso

19 ottobre 2012

Osteoporosi ed ernia del disco
Domanda
Gentilissimo prof. le chiedo scusa per il disturbo. Ho 56 anni , mi curo per osteoporosi ed ho un’ernia al disco. Non vorrei operarmi, abito in Garbagnate Milanese, cosa posso fare? E dove? Le premetto che io lavoro di notte . Rimango in attesa di una sua risposta, ringraziando le porgo cordiali saluti.

Risposta
Garbaganate non è molto lontano da Cusano Milanino; le consiglio di venire almeno una volta da me per attuare una strategia efficace per ridurre il suo dolore.
Oltre il 90% dei soggetti che soffrono di ernia discale riducono i sintomi entro 10 settimane dalla loro insorgenza.
Solo il 2/4% di coloro che hanno l'ernia del disco ha bisogno dell'intervento chirurgico: non penso che lei ne abbia bisogno. Occorre, però che lei impari al più presto quello che deve fare e quello che deve evitare.

26 gennaio 2012

Lombalgia senza miglioramenti
Domanda
Sono venuto a conoscenza della vostra scuola, soffro da diverso tempo di lombalgia saltuaria, attualmente la situazione è aggravata, impossibilità di piegarmi e dolore alla gamba sx , la rm riscontra protrusioni L5/S1. Mi sono sottoposto a varie manipolazioni chiropratiche - osteopatiche, ozono terapia ma senza miglioramento; sto valutando l’intervento chirurgico, ma sono disposto a provare terapia alternativa.
Attendo sua risposta, grazie.

Risposta

L'impossibilità che lei avverte nell'eseguire i movimenti di flessione le fa capire che tale movimento è nocivo perché aggrava le protrusioni discali.
Le descrivo quello che deve fare per il benessere della sua colonna vertebrale.
Informazione: deve conoscere la sua colonna vertebrale, in particolare le sue benefiche curve fisiologiche. In particolare, per stare bene deve imparare a mantenere la benefica lordosi lombare nelle posture, nei movimenti, negli sforzi, nelle attività sportive e nel riposo.
Riposo notturno: eviti di dormire sul fianco in posizione fetale; è bene dormire in posizione supina (sul dorso); se non ha un materasso in lattice, formi un rotolo avvolgendo un asciugamano e lo ponga tra le vertebre lombari e il materasso.
Lavoro: se lavora seduto utilizzi bene una sedia ergonomica dotata di supporto lombare e cerchi di lavorare mantenendo la lordosi lombare.
Tempo libero: deve imparare a fare anche i più semplici movimenti quotidiani come lavarsi e vestirsi senza curvare la schiena. Cammini tutti i giorni a passo svelto per almeno mezz'ora.
Esercizi di ginnastica: deve eseguire tutti i giorni ogni 2 ore, finché la lombalgia non passa, gli esercizi che mobilizzano e rilassano la colonna lombare in estensione.
Cordiali saluti

12 gennaio 2012

Consigli per lombalgia
Domanda
Salve, ho trovato il suo sito, vagando sul web, in cerca di informazioni riguardo la mia nuova patologia riscontrata a novembre: lombalgia dovuta a mal postura con iperlordosi L/S e sindrome delle faccette articolari. (Ho anche una cifosi accentuata).
Dopo lezioni di FKT e ginnastica a casa, la situazione è migliorata molto, perché non ho avuto più episodi di blocco, ma ho ancora dolori ai glutei e irrigidimento alle ginocchia.
Inizierò a breve, un corso di ginnastica posturale presso il paese dove abito, ma è mia intenzione comprare il suo libro "Back School" e vorrei se possibile, avere dei consigli.
Volevo farle sapere che da tre anni faccio  ballo liscio/caraibico/country a livello amatoriale 4 ore/sett.; E’ controindicato? Per ora purtroppo ho sospeso.
La ringrazio in anticipo.
Cordialmente

Risposta

le descrivo quello che deve fare per il benessere della sua colonna vertebrale.
Informazione: deve conoscere la sua colonna vertebrale, in particolare le sue benefiche curve fisiologiche. In particolare, per stare bene deve imparare a mantenere la benefica lordosi lombare nelle posture, nei movimenti, negli sforzi, nelle attività sportive e nel riposo.
Riposo notturno: eviti di dormire sul fianco in posizione fetale; è bene dormire in posizione supina (sul dorso); se non ha un materasso in lattice, formi un rotolo avvolgendo un asciugamano e lo ponga tra le vertebre lombari e il materasso.
Lavoro: se lavora seduta utilizzi una sedia ergonomica dotata di supporto lombare e cerchi di lavorare mantenendo la lordosi lombare.
Tempo libero: deve imparare a fare anche i più semplici movimenti quotidiani come lavarsi e vestirsi senza curvare la schiena. cammini tutti i giorni a passo svelto per almeno mezz'ora.
Facendo tutto questo il dolore si ridurrà e potrà ballare tranquillamente.
Cordiali saluti.

12 gennaio 2012

Lombalgia e cervicalgia cronica da riduzione delle lordosi lombare e cervicale
Domanda
Ho ernia al disco L4-L5 diagnosticata da circa 2 anni con varie discopatie e protrusioni varie dopo una carriera di 20 anni di Pallacanestro.
Vari luminari di Milano mi hanno consigliato di non operarmi.
Faccio sempre molti esercizi di Stretching e l’unica cosa che riesco a fare senza avere particolari problemi è il nuoto (ho eliminato la corsa) anche se negli ultimi mesi ho forti fastidi nella parte alta a dx nella zona della scapola e nella zona del collo.
Quale libro potrei comprare per fare ulteriori esercizi per la schiena? E dove lo posso acquistare?
Secondo lei l’agopuntura mi può dare dei benefici?
Diciamo che il fastidio lombare lo sto sopportando ma quello cervicale e nella zona della scapola inizia a preoccuparmi.
Grazie

Risposta

quando la lombalgia e la cervicalgia durano da più di 3 mesi il dolore viene definito cronico. Questo non vuol dire che non passeranno mai, ma il dolore si ridurrà solo quando Lei farà tutti i giorni quello che serve per il benessere della sua colonna vertebrale; glielo descrivo brevemente.
Informazione: deve conoscere la sua colonna vertebrale, in particolare le sue benefiche curve fisiologiche. Per stare bene deve imparare a mantenere le benefiche lordosi lombare e cervicale nelle posture, nei movimenti, negli sforzi, nelle attività sportive e nel riposo.
Riposo notturno: deve dormire in posizione supina (sul dorso) con un cuscino della giusta altezza in modo che la direzione del suo sguardo sia verticale verso il soffitto; se non ha un materasso in lattice, formi un rotolo avvolgendo un asciugamano e lo ponga tra le vertebre lombari e il materasso.
Lavoro: se lavora seduto utilizzi una sedia ergonomica dotata di supporto lombare e cerchi di lavorare mantenendo le lordosi, lombare e cervicale.
Tempo libero: deve imparare a fare anche i più semplici movimenti quotidiani come lavarsi e vestirsi senza curvare la schiena.
Sport: finché ha mal di schiena è bene fare lunghe passeggiate a passo svelto. Il nuoto non serve più di tanto: per stare bene con la schiena non basta fare attività in scarico ma occorre rafforzare l'energia antigravitaria per imparare a usare correttamente la colonna nelle posture, nei movimenti e negli sforzi.
Esercizi di ginnastica: deve eseguire tutti i giorni ogni 2 ore, finché la cervicalgia non passa, gli esercizi che mobilizzano e rilassano la colonna lombare e cervicale in estensione.
Inoltre, è importante che esegua correttamente gli esercizi di stretching evitando quelli che comportano una flessione del rachide.
Per attuare questo programma sarebbe bene essere all'inizio guidato da me o da un insegnante preparato (vedi sito  www.backschool.it , pagina Back School in Italia).
Per la cervicalgia, le consiglio di acquistare il mio libro: La Neck School, un programma completo per prevenire e curare la cervicalgia, Edizioni RED. Lo può trovare o far arrivare in qualsiasi libreria nella sua città.
Per la lombalgia le consiglio di acquistare il mio libro: Back School, un programma completo per prevenire e curare le algie vertebrali, Edizioni RED.
Sul libro troverà descritto in modo dettagliato tutto quello che le ho proposto. In particolare, nel capitolo dedicato al dolore cronico, troverà un diario che lei deve utilizzare per verificare i miglioramenti. Tale diario va compilato per almeno sei settimane, che sono normalmente il tempo necessario per ridurre il dolore.
Non si scoraggi se avverte dolore nell'esecuzione degli esercizi; tali dolori scompariranno man mano che la colonna cervicale riprende la sua funzionalità.
Se sarà necessario potremo incontrarci. Può fissare un appuntamento con me telefonando al n. 026196588.
L'agopuntura può darle dei benefici solo parziali e momentanei; finché Lei non si preoccupa di riformare le sue lordosi, lombare e cervicale (che sono ridotte) la sua colonna è delicata, meno capace di sopportare le sollecitazioni quotidiane.
Restando a disposizione per ulteriori informazioni e chiarimenti la saluto cordialmente.

5 dicembre 2011

Morbo di Scheuermann
Domanda
Mio figlio di 16 anni, alto 1,86, presenta morbo di Scheuermann, patologia di media entità, ma prescritto un corsetto.
Poiché è entrato completamente in crisi, vorrei sapere se Lei può aiutarci.
Grazie

Risposta
In presenza di Morbo di Scheuermann viene prescritto il corsetto quando l'ipercifosi dorsale raggiunge o supera un valore angolare di 60° (misurati sulle radiografie).
Quando c'è la prescrizione del corsetto diventa fondamentale prepararsi con un adeguato programma di esercizi di ginnastica e, poi, indossando tale tutore ortopedico è importante eseguire i giusti esercizi per valorizzare le spinte del corsetto e per prevenire i danni che il suo uso può provocare.
Quando il valore angolare della cifosi è inferiore a 60° e non si indossa il corsetto è fondamentale eseguire quotidianamente i giusti esercizi e usare correttamente la colonna vertebrale per prevenire il dolore e l'aggravamento della curva.
Fissi un appuntamento al più presto telefonando al n. 026196588, per attuare le giuste strategie e per dare a suo figlio le motivazioni e il giusto sostegno psicologico in questo momento difficile.

8 maggio 2011

Difficoltà nel ridurre il dolore
Domanda
Ho 29 anni e due ernie al disco. Ho iniziato a fare piscina per un mese; verso la fine sentivo arrivato a sera una pesantezza alla parte alta della schiena ma con il riposo passava. Poi ho iniziato la Back School; adesso ho sempre questa pesantezza con una tensione nella parte alta dell’addome fino a non poter stare in piedi perché sento il desiderio di andare a letto; solo cosi mi calma per poi iniziare non appena mi rialzo. Mi saprebbe dire che devo fare.

Risposta
Se Lei ha seguito i corsi di Back School dovrebbe gradualmente ridurre i sintomi
ripetendo tutti i giorni a casa e nelle pause di lavoro gli esercizi che le hanno insegnato
usando correttamente la colonna vertebrale nelle posture, nei movimenti quotidiani e durante il riposo.
L'insegnante responsabile della Back School dovrebbe darle un diario su cui lei riporta quotidianamente i risultati ottenuti.
Dopo 4/6 settimane di diario i sintomi normalmente si attenuano.
Cordiali saluti.
Benedetto Toso

15 gennaio 2011

Strategie da attuare per la lombalgia cronica
Domanda
Ho eseguito il corso individuale di Back School ieri.
Cortesemente, mi potrebbe indicare nuovamente per gli esercizi, il numero delle ripetizioni giornaliere, e la durata di ogni singolo esercizio.
Nella fretta e nella tensione che ci circonda non abbiamo memorizzato tutto.
La ringraziamo anticipatamente per la sua pazienza.

Risposta
Nel capitolo ottavo del mio libro "back School", a pag. 146, potete leggere come compilare il diario.
In particolare, è importante, per ridurre il dolore e ripristinare la funzionalità della colonna vertebrale, che lei esegua ogni 2 ore uno dei seguenti esercizi (i primi 4 segnati sul diario) e cioè:
1. In posizione prona la respirazione addominale (pag. 44, figura 34a, b).
Dopo essersi rilassata per una durata dai 2 ai 5 minuti proverà ad assumere la posizione della sfinge, cioè, il 2° esercizio.
2. Sfinge (pag. 44, figura 35a, b). Manterrà tale posizione per un tempo gradualmente crescente da un minimo di 1 minuto (nei primi giorni) a un massimo di 15 minuti (tra 2 settimane). Potrà utilizzare tale posizione per leggere. Ma sicuramente il più efficace per ridurre il dolore e ripristinare la funzionalità del rachide è il n. 3.
3. Bacino fuori dal letto (pag. 45, figura 36a, b); è quello più efficace ed è sufficiente mantenere la posizione per un minuto, facendo attenzione ad alzarsi lentamente senza movimenti bruschi.
Essendo l'esercizio più efficace, può eseguirlo al mattino prima di andare a lavorare; poi, lo ripeterà prima dei pasti e prima di andare a letto. Sabato e domenica, stando a casa, lo ripeterà ogni 2 ore.
4. Sul lavoro, ogni ora, si alzerà ed eseguirà per il tempo di 3/4 respiri o con una espirazione lenta e prolungata l'estensione in piedi (pag. 46, figura 37b).
Gli altri esercizi che le ho prescritto possono essere eseguiti anche solo una volta e servono per automatizzare l'uso corretto della colonna.
Mi raccomando la cura consiste:
- nell'eseguire con continuità gli esercizi
- nell'usare correttamente la colonna nel riposo, nei movimenti e nelle posture quotidiane
- nel camminare tutti i giorni per un tempo gradualmente crescente (da un minimo di 10 minuti fino ad arrivare a più di mezz'ora)
- nel recuperare gradualmente le sue capacità fisiche che si sono ridotte a causa della lunga persistenza del dolore (es. pag. 62 e 63).
- nell'acquisire la capacità di controllare l'ansia con il respiro e con l'esercizio del grounding (pag. 38, figura 30a, b, c).
La costanza nel seguire questo programma per almeno 6 settimane, la porterà ad acquisire fiducia, a ridurre il dolore e a superare questo periodo difficile.
Per verificare i miglioramenti è bene che compili ora e, poi, ogni 2 settimane la scala Oswestry che le ho consegnato (pag. 144).
Se riesce, mi faccia avere il diario almeno ogni 15 giorni.
Restando a disposizione la saluto con affetto
Benedetto Toso

27 dicembre 2010

Presenza simultanea di spondilolistesi e ernia del disco
Domanda
Buongiorno.
E' da circa 3 anni che soffro di dolori nella zona lombare. La sequenza degli eventi e' stata la seguente:
1. Raggi X dal quale e' risultata una spondilolistesi, che, oltre a curare con antidolorifici, ho cercato di curare (su consiglio del medico di famiglia) con esercizi di rafforzamento dei muscoli della schiena e di postura presso un centro specializzato.
2. Per un bel po' di tempo non ho avuto particolari problemi, se non saltuari mal di schiena, tant'e che ho continuato a fa sport non agonistico (jogging e mountain-bike). Non ho fatto nessuna visita specialistica (ortopedico o neurochirurgo).
3. Da Aprile del 2010, il problema si e' ripresentato in una forma piu' violenta. A questo punto ho fatto una seconda seie di raggi X e per ultimo una Risonanza Magnetica che ha dato i seguenti risultati:
a. Conservata la fisiologia lordosi con somi vertebrali di regolare ampiezza,
b. Ernia di Schmorl a livello della limitante somatica inferiore di L4,
c. Bulging postero-laterale del disco a livello di D12-L1,
d. Bulging posteriore del disco con minimo impegno intraforaminale bilaterale a carico di L2-L3,
e. Ernia foraminale dx a livello di L3-L4,
f. Bulging posteriore del disco con minimo impegno intraforaminale bilaterale a carico di L4-L5 ed L5-S1,
g. Canale vertebrale di regolare ampiezza,
h. Non alterazioni di segnale a carico del cono midollare,
i. Minime alterazioni di segnale a carico dei dischi come da fenomeni disidrativo-degenerativi.
L'ortopedico che mi ha in cura mi ha parlato subito di intervento per risolvere l'ernia foraminale che attualmente mi provoca una sciatica (intorpidimento della gamba dx fino al ginocchio) che ormai mi perseguita da piu' di 1 mese. L'ortopedico pero' mi ha anche detto che prima di provare con l'intervento, si puo' provare con una cura a base di cortisone e Muscoril (15 gg), per poi passare, se la cura non dovesse produrre effetti benefici, con l'ozono-terapia. Nel frattempo ho interrotto qualsiasi attivita' sportiva, e di non iniziare il nuoto (che mi hanno detto avere effetti benefici).
Ho prenotato in libreria un suo libro dal titolo ‘Back School. Un programma completo per prevenire le algie vertebrali’. Quali sono le pagine del libro che dovrei leggere per il mio problema?
Dopo la cura farmacologica che ha prodotto buoni risultati (ho solo un formicolio alla gamba dx, abbastanza localizzato, quando sono seduto), l’ortopedico mi ha presctitto 10 sedute di ultrasuoni, infrarossi, magneto, tens e massaggi, per poi passare ad esercizi posturali ed al nuoto (anche se quest’ultimo avrei voluto iniziarlo da subito). Cosa ne pensa?

Risposta

La sua condizione è complessa per la presenza simultanea di spondilolistesi e di ernia del disco.
Leggendo il mio libro può rendersi conto che per la spondilolistesi sono indicati gli esercizi che riducono la lordosi lombare mentre per fare rientrare le ernie e protrusione occorre riformare la benefica lordosi.
In ogni caso io confido sempre nella mirabile di capacità di autoguarigione e di adattamento che il nostro corpo ha; nel frattempo, per ripristinare la funzionalità del rachide è fondamentale usare correttamente la colonna vertebrale nelle posture e nei movimenti quotidiani (a questo riguardo segua le indicazioni contenute sul libro).
Sul mio libro, riguardo all'ernia, può trovare le seguenti indicazioni.  
- L'ernia del disco è un fenomeno comune. La risonanza magnetica rivela la presenza di un'ernia del disco in circa il 20/40% dei pazienti di età inferiore a 60 anni che non presentano sintomi.
- Più del 90% dei pazienti con ernia discale migliora con cura conservativa.
- Per circa il 2-4% dei pazienti con ernia del disco è indicato  l'intervento chirurgico.

Per quel che riguarda la spondilolistesi è importante valutare l'entità dello scivolamento.
Se è insorta in conseguenza di un trauma recente o se invece se ne è accorto ora facendo le indagini diagnostiche (probabilmente era già presente prima dell'inizio dei sintomi e il dolore è insorto quando alla listesi si sono aggiunte le protrusioni e l'ernia).
Le segnalo le pagine del libro più utili per Lei:
- esercizi pag. 37, 41, 44 (solo fig. 34),
- uso corretto del rachide da pag.83 a pag. 101.
- come evitare che lo sport provochi lombalgia da pag. 121 a 129,
- strategie per il dolore cronico da pag. 142 a 148.
Per verificare i miglioramenti utilizzi il diario per l'automonitoraggio del dolore a pag. 147.
Restando a disposizione la saluto cordialmente.
Benedetto Toso

22 dicembre 2010

Protrusioni discali plurime
Domanda
Egregio Professore, mi permetto di inviarle l'esito della Ris. Magnetica recentissima, la prima della mia vita.  Ho 66 anni. Come terapia, da due giorni sto osservando un ciclo di dieci iniezioni di Bentelan da 1,5. Di più non potrò perché tale farmaco può alzare la pressione oculare, essendo io affetta da glaucoma. Altro prodotto per via orale ( trenta giorni) è Alasod; non posso assumere antiinfiammatori poiché sono allergica o intollerante... da qualche anno. Il mio problema è il dolore che anche se non forte, va a giorni e a ore secondo la giornata e  mi tormenta.
Desidererei un suo parere, gentile professor Toso, sulla terapia che sto seguendo e ci terrei molto a leggere i suoi testi. Sono totalmente ignorante sul comportamento fisico da tenere per stare meglio. Escludo interventi chirurgici e infiltrazioni locali di sorta.
Ho cercato i suoi libri Back school...per la schiena della RED, sia l'edizione da 96 pagine, sia l'edizione da 180. Le due librerie di Milano a cui mi sono rivolta li danno esauriti. Mi può far sapere quando saranno di nuovo in commercio?  Abito in zona Lagosta/Centrale e non ho trovato indirizzi di specialisti  della back...da lei indicati nelle sue liste, nelle vicinanze di casa mia.
Le sarò molto grata di una gentile risposta e in attesa le auguro di trascorrere serenamente le prossime feste.

Risposta

Considerato che abita a Milano, Le consiglio di venire almeno da me perché io possa spiegarle e insegnarle tutto quello che serve per stare meglio.
Quotidianamente si rivolgono a me soggetti che soffrono di lombalgia o lombosciatalgia in conseguenza di protrusione o ernia del disco e spesso mi presentano la loro risonanza magnetica, che evidenzia la presenza di uno o più dischi che sporgono dalla loro sede. Allora io utilizzo le immagini RMN per spiegare quel che è successo e che cosa è importante fare per risolvere il problema.
Spiego sinteticamente le funzioni del rachide e mi soffermo in particolare sui dischi intervertebrali usando pressappoco le seguenti parole.
"Immagini di avere una saponetta bagnata tra le mani. Solo quando i palmi sono perfettamente parallele tra di loro la saponetta è stabile: posso esercitare anche una certa pressione ed essa non scivola. Se, invece, c’è una piccola divergenza essa scivola verso l’apertura. Lo stesso avviene per il nucleo polposo del disco quando i piatti vertebrali che lo racchiudono non restano paralleli. In particolare, quando il rachide lombare si flette, il nucleo polposo viene spinto all’indietro e quando si estende, il nucleo polposo viene spinto in avanti.
Numerose attività quotidiane costringono in modo ripetuto e prolungato il rachide lombare in flessione, nel lavoro, nel tempo libero e nel riposo: le continue sollecitazioni che spingono indietro il nucleo discale possono impedire il suo riposizionamento in avanti, determinando uno  spostamento persistente che può essere solo una sporgenza (protrusione) o una vera e propria estrusione (ernia).
Ora osservi sulle immagini RMN i corpi vertebrali, i dischi: è evidente la sporgenza del materiale discale dalla sua sede e il suo conseguente effetto compressivo sulle strutture nervose che si trovano posteriormente al disco.
Ebbene ora lei sa di avere dei dischi che, sporgendo dalla loro sede, comprimono le strutture nervose e sono responsabili del suo dolore; di conseguenza, lei comprende come non sia sufficiente preoccuparsi di ridurre il dolore con farmaci, massaggi o altre terapie passive. Ma è importante fare due cose:
1° evitare di spingere ulteriormente fuori quei dischi che stanno sporgendo;
2° fare tutto quello che serve per farli rientrare.
Per evitare di spingerli ulteriormente fuori deve evitare le posture e i movimenti scorretti in flessione.
Per farli rientrare deve mantenere la fisiologica lordosi lombare e eseguire gli esercizi di mobilizzazione e rilassamento del rachide lombare in estensione.
Torniamo all’immagine della saponetta bagnata posta tra le mani. Solo quando le palme sono perfettamente parallele tra di loro la saponetta è stabile: lo stesso avviene per il nucleo polposo. Occorre, allora, fare in modo che i piatti vertebrali che lo racchiudono restino paralleli. Ebbene i piatti vertebrali sono, a due a due, paralleli tra loro quando il rachide cervicale mantiene la lordosi fisiologica".
Il dolore si ridurrà quando Lei farà tutti i giorni quello che serve per il benessere della sua colonna vertebrale; glielo descrivo brevemente.
Informazione: deve conoscere la sua colonna vertebrale, in particolare le sue benefiche curve fisiologiche. In particolare, per stare bene deve imparare a mantenere la benefica lordosi lombare nelle posture, nei movimenti, negli sforzi, nelle attività sportive e nel riposo.
Riposo notturno: deve dormire in posizione supina (sul dorso); se non ha un materasso in lattice, formi un rotolo avvolgendo un asciugamano e lo ponga tra le vertebre lombari e il materasso.
Lavoro: se lavora seduto utilizzi una sedia ergonomica dotata di supporto lombare e cerchi di lavorare mantenendo la lordosi lombare.
Tempo libero: deve imparare a fare anche i più semplici movimenti quotidiani come lavarsi e vestirsi senza curvare la schiena.
Esercizi di ginnastica: deve eseguire tutti i giorni ogni 2 ore, finché la lombalgia non passa, gli esercizi che mobilizzano e rilassano la colonna lombare in estensione.
Le consiglio di acquistare il mio libro: Back School, un programma completo per prevenire e curare le algie vertebrali, Edizioni RED. Lo può trovare o far arrivare in qualsiasi libreria nella sua città.
Sul libro troverà descritto in modo dettagliato tutto quello che le ho proposto.
Non si scoraggi se avverte dolore nell’esecuzione degli esercizi; tali dolori scompariranno man mano che la colonna riprende la sua funzionalità.
Restando a disposizione per ulteriori informazioni e chiarimenti la saluto cordialmente.
Benedetto Toso

10 dicembre 2010

Sedia d’ufficio e lombalgia
Domanda
Egregio Prof. Toso,
ho potuto apprezzare attraverso il sito internet www.backschool.it la Sua ultra qualificata competenza professionale in tema di posturologia ed attività motoria.
Spero che attraverso le Sue approfondite competenze possa essermi di aiuto per cercare di risolvere una problematica fisica che mi affligge da ormai alcuni mesi e che nonostante il mio peregrinare da diversi specialisti di differenti branche della medicina (urologi, ortopedici, osteopati, fisiatri...) non sono ancora riuscito a contrastare efficacemente.
Mi perdonerà se utilizzerò di seguito impropriamente alcune terminologie mediche ma essendo laureato in giurisprudenza, la medicina e le scienze motorie non sono esattamente il mio campo di applicazione.
Da qualche mese a questa parte sono afflitto da una serie disturbi molto fastidiosi che interessano la regione del sacro e del pube.
Nello specifico l'insorgenza di questi fastidi è collocabile all'incirca nel mese di luglio u.s. quando alla guida dello scooter con cui mi recavo al lavoro e stando seduto sulla poltrona d'ufficio ho iniziato ad avvertire un senso di affaticamento/pesantezza della muscolatura sovrapubica.
Col passare dei giorni tale disturbo è andato intensificandosi, soprattutto nelle ore passate in ufficio da seduto, associandosi anche a degli sporadici dolori lombari.
Solamente stando in piedi, camminando e stando disteso a letto i disturbi si affievolivano o addirittura svanivano.
Ad agosto, durante il periodo delle ferie, i disturbi sono come per magia svaniti: conducendo in quel lasso di tempo una vita meno sedentaria, camminando molto, probabilmente la muscolatura ha ripreso tono e anche con la maggior vascolarizzazione dei tessuti i fastidi che avvertivo stando tante ore seduto sono scomparsi.
Tornato a lavorare a settembre nel giro di pochi giorni i disturbi sono però ricomparsi prepotentemente.
Col passare dei giorni le cose sono decisamente peggiorate: se inizialmente nel week end riuscivo a recuperare fisicamente nell'ultimo periodo purtroppo non trovo grande sollievo.
Ogni mattina dopo essermi alzato dal letto, a distanza di 10-15 minuti dal risveglio, iniziano a manifestarsi dei dolori mialgici alle fasce muscolari che derivano dalla zona sacrale, lungo le anche ed in generale in tutta la regione del bacino. Il senso di rigidità generale di tutta la muscolatura pelvica crea poi in fase di piegamento in avanti o stando seduto una sorta di irradiamento anche alla muscolatura della vescica inducendo una sorta di iperstimolazione della stessa.
Il problema più grosso è rappresentato dalla poltrona d'ufficio dove ormai non riesco più assolutamente a stare seduto dal momento che, pur essendo di nuova generazione e certificata, ha una struttura particolare (a mio giudizio scorretta) che induce una postura errata dal momento che la muscolatura lombare e addominale è praticamente sempre sottoposta a continua tensione/sforzo.
Come Le premettevo sopra, in questi mesi mi sono recato per dei consulti medici da diversi specialisti: in particolare da più urologi credendo che il disturbo alla vescica potesse essere originato dalla prostata. I riscontri sono stati sempre negativi. Sono così stato indirizzato da un ortopedico specialista della colonna vertebrale che mi ha prescritto RX e RM del tratto lombo sacrale, i cui referti non avrebbero evidenziato nè ernie nè protrusioni o altre note di rilievo ad eccezione di una lieve riduzione dello spazio L5-S1. L'ortopedico a seguito della visita, trovandomi fortemente contratto in tutta la muscolatura del tronco ha ritenuto pertanto di indirizzarmi da un fisiatra per intraprendere un percorso "riabilitativo" a livello muscolare.
Cosa che ho prontamente fatto: a seguito di visita fisiatrica mi è stato suggerito di effettuare un ciclo di 10 sedute di fisioterapia con metodo Mezieres, che non ho ancora effettuato.
Ho però effettuato alcune manipolazioni da una osteopata che sostiene che la mia zona sacrale è fortemente contratta e che da lì si originino i miei problemi.
Io in tutto questo periodo mi sono francamente convinto che i problemi sopra descritti siano stati causati fondamentalmente dalla postura errata indotta dalla poltrona d'ufficio.
Sicuramente il mio stile di vita molto sedentario degli ultimi anni, l'essere un po' in sovrappeso ed in generale lo stress causato dalla via quotidiana non aiutano di certo.
In questi giorni ho provato a cambiare poltrona in ufficio, utilizzandone una con una seduta più rigida  e debbo dire che le cose sono migliorate.
L'azienda per cui lavoro, informata dei miei disagi fisici, per autorizzarmi a sostituire la poltrona vuole però prima farmi visitare dal medico fiduciario dell'azienda stessa.
Essendo Lei uno "specialista" in materia di postura, volevo domandarLe se ritiene plausibile la mia teoria in merito ai disagi fisici probabilmente indotti dalla poltrona d'ufficio e soprattutto se è eventualmente disponibile ad un incontro di persona per valutare meglio la mia situazione e le possibili soluzioni (mediante fisioterapia mirata/ginnastica antalgica, etc.) ai miei problemi che stanno ormai diventando condizionanti sia dal punto di vista fisico che psicologico.
RingraziandoLa anticipatamente per l'attenzione che vorrà dedicarmi, l'occasione mi è gradita per porgerLe i miei più cordiali saluti.

Risposta

Mi ha descritto in modo dettagliato la storia dei Suoi problemi alla schiena e dei sintomi connessi.
Non è la soluzione migliore una sedia rigida ma occorre una valida sedia ergonomica. Dal mio libro le descrivo quali caratteristiche deve avere.
Sedia ergonomica
La soluzione ottimale per chi lavora in posizione seduta è la sedia ergonomica. Essa ha le seguenti caratteristiche.
Il piano del sedile è regolabile in altezza in modo che le cosce siano orizzontali e di conseguenza sia retto l’angolo tra le cosce ed il tronco e tra le gambe e le cosce; inoltre, ha una leggera rientranza per accogliere i glutei, in modo che il soggetto si sieda ben in fondo e non sulla punta della sedia.
Lo schienale è regolabile in altezza in modo che il supporto lombare mantenga la lordosi e arrivi a sostenere anche la regione dorsale.
Seduta dinamica
Lo schienale inclinabile fino a 110° riduce la pressione sui dischi intervertebrali e permette una seduta dinamica.
Infatti, per prevenire i rischi della fissità prolungata occorre trasformare la seduta da statica in dinamica, alternando l’inclinazione dello schienale all’indietro con l’inclinazione del busto in avanti. L’appoggio dei gomiti sul tavolo permette di stirarsi e di eseguire l’anteroversione del bacino riformando la lordosi lombare e riducendo la pressione discale.
Lo stesso appoggio dei gomiti permette di difendere il rachide quando si scrive: come si vede dalla foto, facendo perno sulle anche ci si inclina fino ad appoggiare non solo i gomiti ma anche il torace al tavolo; in questo modo è possibile scrivere mantenendo, non solo la lordosi lombare ma anche quella cervicale.
Queste correzioni posturali possono sembrare un po’ forzate e non naturali ma costituiscono accorgimenti indispensabili per prevenire i danni provocati dallo star seduti a lungo.
Il tavolo di lavoro
Non è sufficiente avere a disposizione una sedia ergonomica se non la si usa in modo corretto. Inoltre, se il tavolo è troppo basso e poco profondo provoca, oltre che l’alterazione delle curve fisiologiche e l’aumento di pressione sui dischi, anche una tensione continua delle spalle perché si è costretti a digitare senza appoggiare gli avambracci. Lo schema evidenzia l’aumento e la cattiva distribuzione della pressione.
La foto mostra la posizione di lavoro corretta con sedia ergonomica, tavolo della giusta altezza e profondità, monitor collocato frontalmente alla giusta altezza e distanza dal viso.
Evitare la fissità prolungata
La regola fondamentale per chi lavora seduto è quella si alzarsi spesso, almeno ogni mezz’ora, anche per pochi istanti, per ricostruire le fisiologiche lordosi lombare e cervicale e per ridurre i rischi della fissità prolungata.
Quando ci si alza, talvolta, istintivamente si esegue un movimento di estensione: è utile per realizzare un’efficace azione di compenso sulle strutture del rachide che, in posizione seduta, vengono sollecitate in flessione.
Quando la lombalgia dura da più di 3 mesi viene definita cronica. Questo non vuol dire che non passerà mai, ma il dolore si ridurrà solo quando Lei farà tutti i giorni quello che serve per il benessere della sua colonna vertebrale; glielo descrivo.
Informazione: deve conoscere la sua colonna vertebrale, in particolare le sue benefiche curve fisiologiche. La presenza di tali curve aumenta la resistenza della colonna alle sollecitazioni di compressione assiale. La lordosi è pertanto benefica per la colonna vertebrale, le conferisce una maggiore capacità di ammortizzare le pressioni e le sollecitazioni quotidiane.
E’ normale avere un certo grado di lordosi, non è normale che aumenti (iperlordosi), ma non è positivo neppure che si riduca.
Quando è presente la giusta lordosi la pressione si distribuisce uniformemente sul pilastro anteriore (disco e corpo vertebrale) e sul pilastro posteriore (faccette articolari). In questo modo la colonna è più solida, capace di sopportare senza problemi, pressioni anche elevate.
Molto probabilmente, da quello che mi ha descritto la sua lordosi lombare si è ridotta. La riduzione della lordosi normalmente è conseguenza delle posture statiche scorrette prolungate. È quello che avviene a coloro che conducono una vita sedentaria e non svolgono una adeguata attività motoria di compenso: soggetti che mantengono la flessione del rachide non solo otto ore in ufficio ma altre ore nel tempo libero e, spesso, anche durante il riposo notturno.
La mancanza della lordosi rappresenta una condizione che rende il rachide più delicato, instabile, meno resistente, meno capace di sopportare le pressioni quotidiane.
Fatte queste premesse Lei può comprendere come non sia sufficiente preoccuparsi di ridurre il dolore con farmaci, massaggi o altre terapie passive. Ma occorre fare fondamentalmente due cose:
1° evitare, il più possibile, le posture e i movimenti che costringono il rachide in flessione;
2° eseguire con dolcezza e gradualità gli esercizi utili che mobilizzano il rachide in estensione.
Finché il dolore è sopportabile è meglio evitare di assumere farmaci perché essi sono in grado di ridurre solo i sintomi dolorosi ma non la causa della lombalgia. Il dolore è una guida: aumenta nelle posture e nei movimenti che danneggiano la schiena e, al contrario, si riduce nelle posture e nei movimenti corretti.
Per ridurre il suo dolore è importante che lei prenda coscienza della sua lordosi lombare e impari a mantenerla nelle posture e nei movimenti quotidiani e durante il riposo notturno.
Riposo notturno: deve dormire in posizione supina (sul dorso); se non ha un materasso in lattice, formi un rotolo avvolgendo un asciugamano e lo ponga tra le vertebre lombari e il materasso.
Lavoro: se lavora seduto utilizzi una sedia ergonomica dotata di supporto lombare e cerchi di lavorare mantenendo la lordosi lombare.
Tempo libero: deve imparare a fare anche i più semplici movimenti quotidiani come lavarsi e vestirsi senza curvare la schiena.
Sport: è bene che tutti i giorni faccia una lunga passeggiata a passo svelto. Riporti su di un diario quanti minuti cammina tutti i giorni in modo da verificare un graduale aumento della durata della passeggiata.
Esercizi di ginnastica: deve eseguire tutti i giorni ogni 2 ore, finché il mal di schiena non passa, gli esercizi che mobilizzano e rilassano la colonna lombare in estensione.
Le consiglio di acquistare il mio libro: Back School, un programma completo per prevenire e curare le algie vertebrali, edizioni RED. Lo può trovare o far arrivare in qualsiasi libreria nella sua città.
Sul libro troverà descritto in modo dettagliato tutto quello che le ho proposto. In particolare, nel capitolo dedicato al dolore cronico, troverà un diario che lei deve utilizzare per verificare i miglioramenti. Tale diario va compilato per almeno sei settimane, che sono normalmente il tempo necessario per ridurre il dolore.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti e la saluto cordialmente.
Benedetto Toso

22 novembre 2010

Scheuermann lombare atipico
Domanda
Gentile prof. Toso è stata riscontrata a mia figlia di 15 anni una lieve osteocondrosi vertebrale lombare alta, che si manifesta durante gli esercizi addominali a terra con un lieve rigonfiamento.
Lei pratica la pallavolo volevo gentilmente sapere se può continuare a praticare questo sport e cosa magari è da evitare o fare di più!!!
La ringrazio infinitamente.

Risposta

Il problema di sua figlia è una varietà poco conosciuta del morbo di Scheuermann che si manifesta con una cifosi localizzata a livello del passaggio dorso-lombare, con le tipiche alterazioni vertebrali radiografiche del morbo di Scheuermann: viene definito Scheuermann lombare atipico.
Di solito è poco appariscente per il coinvolgimento di solo una o due vertebre; tuttavia, può essere riconosciuto dalla sporgenza delle apofisi spinose nel passaggio dorso-lombare.
È caratterizzato da lombalgia alta che insorge con il mantenimento prolungato della posizione seduta scorretta in cifosi. Addirittura con il tempo possono evidenziarsi sulla pelle dei segni in corrispondenza delle apofisi spinose delle vertebre interessate: la pelle diventa più scura o più ruvida per il contatto con lo schienale di legno della sedia scolastica.
Le descrivo brevemente quello che sua figlia deve fare per il benessere della sua colonna vertebrale.
Informazione: deve conoscere la sua colonna vertebrale, in particolare le sue benefiche curve fisiologiche. In particolare, per stare bene deve imparare a mantenere la benefica lordosi lombare nelle posture, nei movimenti, negli sforzi, nelle attività sportive e nel riposo.
Riposo notturno: deve evitare di dormire sul fianco in posizione fetale ma deve dormire in posizione supina (sul dorso); se non ha un materasso in lattice, formi un rotolo avvolgendo un asciugamano e lo ponga tra le vertebre lombari e il materasso.
Posizione seduta: è fondamentale correggere la posizione seduta insegnando a riformare la lordosi lombare sia attivamente con la seduta sugli ischi sia passivamente con un supporto lombare.
Inoltre, occorre ridurre le ore trascorse in posizione seduta e incrementare le attività in stazione eretta (di conseguenza, va benissimo giocare a pallavolo).
Quando legge o studia può distendersi in posizione prona e assumere la posizione della sfinge, in appoggio sugli avambracci.
Tempo libero: deve imparare a fare anche i più semplici movimenti quotidiani come lavarsi e vestirsi senza curvare la schiena.

Esercizi di ginnastica: sono fondamentali gli esercizi di educazione posturale e di stabilizzazione; tra gli esercizi di mobilizzazione occorre privilegiare quelli in estensione ed evitare quelli in flessione. Pertanto deve eseguire gli esercizi per i muscoli addominali senza flettere la colonna vertebrale.
Le consiglio di acquistare il mio libro "Back School per gli studenti: programma per prevenire e curare il mal di schiena e le patologie vertebrali", Back School Programma Toso, Milano, 2009 (http://www.backschool.it/librostudenti.htm). Può richiederlo alla segreteria della Back School Programma Toso telefonando al n. 026196588.
Restando a disposizione saluto Lei e sua figlia cordialmente.
Benedetto Toso

13 maggio 2010

Iperlordosi lombare
Domanda
Buongiorno, mio figlio, 10 anni, ha problemi di postura. Affetto da iperlordosi come diagnosticato da ortopedico ha seguito 10 sedute di fisio-souchard ed ora sta effettuando sedute presso un'osteopata. Entrambi i professionisti sostengono che la situazione si risolverà entro il periodo della formazione del ragazzo. Ho letto l'articolo relativo alla back-school e sono interessato ad una sua consulenza, se ciò rientra nell'ambito delle sue mansioni.
Abitiamo a Milano. Lascio e-mail e cellulare per eventuale contatto.

Risposta
Per iperlordosi si intende l'aumento della fisiologica lordosi lombare che costituisce una curva benefica per la colonna vertebrale; le conferisce la capacità di ammortizzare le pressioni e le sollecitazioni quotidiane.
E’ normale avere un certo grado di lordosi, non è normale che aumenti (iperlordosi), ma non è positivo neppure che si riduca.
Quando è presente la giusta lordosi la pressione si distribuisce uniformemente sul pilastro anteriore (disco e corpo vertebrale) e sul pilastro posteriore (faccette articolari). In questo modo la colonna è più solida, capace di sopportare senza problemi, pressioni anche elevate.
L'aumento della lordosi normalmente è conseguenza della debolezza dei muscoli addominali e della retrazione dei muscoli ileopsoas. Di conseguenza è importante che suo figlio esegua un programma personalizzato di esercizi mirato a
- prendere coscienza della sua colonna vertebrale,
- imparare a controllare la colonna, prima nelle posture, poi nei movimenti e soprattutto durante gli sforzi;
- allungare il muscolo ileopsoas,
- tonificare i muscoli stabilizzatori del rachide.
Il programma della Back School è molto utile in presenza di alterazioni posturali perché è articolato sui diversi cardini che permettono al soggetto conoscere la sua colonna, imparare a controllarla e a usarla correttamente.
Può fissare un appuntamento con me telefonando al n. 026196588.
Il mio studio si trova a Cusano Milanino. Se la sua abitazione è lontana, quando fisserà l'appuntamento con me richieda alla mia segretaria che le riservi il tempo di 2 appuntamenti. In questo modo avrò il tempo di  
- valutare le esigenze del figlio,
- spiegarvi tutto quello che occorre fare,
- provare gli esercizi,
- consegnare al figlio un diario su cui riporterà quotidianamente gli esercizi eseguiti e permetterà di ottenere risultati efficaci.
In attesa di incontrarLa La saluto cordialmente.
Benedetto Toso

24 aprile 2010

Lombalgia cronica, rettificazione della lordosi lombare, ernie intraspongiose
Domanda
Girando su internet alla ricerca di qualche risposta per il mio problema sono arrivata al Vostro sito e allora colgo l'occasione per porVi una domanda, ma prima di ciò vorrei raccontarVi prima il mio problema; ho 22anni e circa 5-6 mesi fa ho incominciato ad avvertire dolori alla schiena, allora verso fine febbraio ho fatto la radiografia e l'esito e stato questo: "Perdita della fisiologica lordosi. Presenza di piccole ernie intraspongiose della limitante somatica craniale dei corpi della L1 ed L2. prontamente sono andata da un fisioterapista che mi ha consigliato di fare un ciclo di 10 massaggi, 10 tens e ginnastica posturale. Tutto questo l'ho fatto, ma invece di provare sollievo mi accorgo che la situazione peggiora giorno dopo giorno, perché il dolore è aumentato e mi accorgo che alcuni movimenti e alcune posizioni che prima assumevo tranquillamente oggi riesco a farle con molta molta fatica ... Ora la mia domanda è questa: c'è una soluzione al mio problema? cosa devo fare? a chi mi devo rivolgere?
Attendo con ansia una Vostra risposta, intanto colgo l'occasione per porVi distinti saluti.

Risposta
Quello che le è successo molto spesso è la conseguenza di una posizione seduta scorretta prolungata non compensata da un adeguato programma di movimento.
La maggior parte dei dolori localizzati a livello del rachide lombare e cervicale è dovuta alla riduzione o rettificazione delle lordosi che sono le curva fisiologiche, benefiche, normalmente presenti a livello lombare e cervicale.
La presenza di tali curve aumenta la resistenza della colonna alle sollecitazioni di compressione assiale. Esse sono pertanto benefiche per la colonna vertebrale, le conferiscono una maggiore capacità di ammortizzare le pressioni e le sollecitazioni.
E’ normale avere un certo grado di lordosi e di cifosi, non è normale che aumentino (iperlordosi e ipercifosi), ma non è positivo neppure che si riducano.
Quando sono presenti le giuste lordosi la pressione si distribuisce uniformemente sul pilastro anteriore (disco e corpo vertebrale) e sul pilastro posteriore (faccette articolari). In questo modo la colonna è più solida, capace di sopportare senza problemi, pressioni anche elevate.
La rettificazione delle lordosi normalmente è conseguenza delle posture statiche scorrette prolungate. È quello che  avviene a coloro che conducono una vita sedentaria e non svolgono una adeguata attività motoria di compenso: soggetti che mantengono la flessione del rachide non solo otto ore in ufficio ma altre ore nel tempo libero e, spesso, anche durante il riposo notturno.
La mancanza delle lordosi rappresenta una condizione che rende il rachide lombare più delicato, instabile, meno resistente, meno capace di sopportare le pressioni quotidiane.
Fatte queste premesse Lei può comprendere come non sia sufficiente preoccuparsi di ridurre il dolore con farmaci, massaggi o altre terapie passive. Ma occorre fare fondamentalmente due cose:
1° evitare, il più possibile, le posture e i movimenti che costringono il rachide in flessione;
2° eseguire con dolcezza e gradualità gli esercizi utili che mobilizzano il rachide in estensione.
Finché il dolore è sopportabile è meglio evitare di assumere farmaci perché essi sono in grado di ridurre solo i sintomi dolorosi ma non la causa della lombalgia. Il dolore è una guida: aumenta nelle posture e nei movimenti che danneggiano la schiena e, al contrario, si riduce nelle posture e nei movimenti corretti.
Per ridurre il suo dolore è importante che lei prenda coscienza della sua lordosi lombare e impari a mantenerla nelle posture e nei movimenti quotidiani e durante il riposo notturno.
Riposo notturno: deve dormire in posizione supina (sul dorso); se non ha un materasso in lattice, formi un rotolo avvolgendo un asciugamano e lo ponga tra le vertebre lombari e il materasso.
Lavoro: se lavora seduto utilizzi una sedia ergonomica dotata di supporto lombare e cerchi di lavorare mantenendo la lordosi lombare.
Tempo libero: deve imparare a fare anche i più semplici movimenti quotidiani come lavarsi e vestirsi senza curvare la schiena.
Sport: è bene che tutti i giorni faccia una lunga passeggiata a passo svelto. Riporti su di un diario quanti minuti cammina tutti i giorni in modo da verificare un graduale aumento della durata della passeggiata.
Esercizi di ginnastica: deve eseguire tutti i giorni ogni 2 ore, finché il mal di schiena non passa, gli esercizi che mobilizzano e rilassano la colonna lombare in estensione.
Per attuare questo programma sarebbe bene essere all'inizio guidato da me o da un insegnante preparato (vedi sito www.backschool.it, pagina Back School in Italia).
Le consiglio di acquistare il mio libro: Back School, un programma completo per prevenire e curare le algie vertebrali, edizioni RED. Lo può trovare o far arrivare in qualsiasi libreria nella sua città.
Sul libro troverà descritto in modo dettagliato tutto quello che le ho proposto. In particolare, nel capitolo dedicato al dolore cronico, troverà un diario che lei deve utilizzare per verificare i miglioramenti. Tale diario va compilato per almeno sei settimane, che sono normalmente il tempo necessario per ridurre il dolore.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti e la saluto cordialmente.

10 febbraio 2010

Lombosciatalgia cronica
Domanda
Ho 21 anni e mezzo e Vi ringrazio anticipatamente per la Vostra risposta a tutti i chiarimenti ai miei due quesiti.
SCHIENA: Circa da quando avevo 16 anni soffro nella parte lombosacrale sinistra della schiena, con dolore che si estende al gluteo sinistro. Inizialmente il dolore mi è stato associato ad un problema urologico, che doveva sparire dopo un'operazione (5 anni fa) di orchidofissazione e varicocele: ma cosi non è stato.
Da alcuni mesi sto frequentando un'accademia di pugilato e ora che sto per fare questo sport a livello agonistico è per me importante conoscere il mio organismo e risolverne i suoi problemi, così che ho deciso di fare una RM lombosacrale per capire di cosa si tratta, e l'esame ha evidenziato:
A livello dello spazio intersomatico L5-S1 protrusione discale posteriore mediana che impronta il sacco durale. Irregolarità marginali di tipo artrosico delle faccette articolari.
Regolare aspetto degli altri dischi intersomatici.
Cono midollare di morfologia e segnale nella norma.
Canale vertebrale di ampiezza conservata.
E solo ora ho capito che il dolore e di tipo ortopedico e non urologico.
GINOCCHIO: Circa 8 mesi fa ho avuto una lesione al menisco laterale destro del ginocchio destro, ed ho subito l'intervento in artoscopia dell'esportazione della parte lesionata del menisco, tutt'ora ho dei fastidi: "clic" nel ginocchio, dolore nella parte sottostante alla rotula, scatti/movimenti della rotula durante l'estensione della gamba, dolore al tendine femoro rotuleo, ma credo che molti di questi problemi siano legati al fatto che dopo l'intervento ho avuto un lungo periodo di inattività, ed ho perso forza e volume al quadricipite, cosi che faccio forza sul tibiale che mi da dolore.
Dottore, mi può spiegare:
Cosa sono la protrusione discale, il sacco durale, l'irregolarità artrosica delle faccette articolari?
A cosa sono dovute?
Come posso alleviare il dolore farmacologicamente?
Quali esercizi di ginnastica e attrezzi ginnici devo fare, me li può elencare?
E riguardo al ginocchio, cyclette a sella alta, pressa e sedia romana?
E per limitare i movimenti rotulei vorrei acquistare una ginocchiera, quale tipologia e adatta a me, quale modello, mi può indicare il nome o il tipo?
Ribadisco che faccio pugilato ed ho bisogno di molleggiare sulle gambe, di torsioni e piegamenti col busto, e quindi spiegandole i problemi e facendole capire l'obbiettivo sono sicuro che lei illumini le mie domande. Volevo però sapere su dove e come devo cercare le risposte sul sito, certo di una Vostra risposta e chiarimenti anche sul mio indirizzo e-mail.
Vi porgo i miei saluti. GRAZIE

Risposta

Rispondo alle sue domande.
Cosa sono la protrusione discale, il sacco durale?
La protrusione è la sporgenza del disco che può comprimere le strutture nervose posteriori (sacco durale). Di solito, in presenza di protrusione discale o di ernia contenuta il materiale discale si limita a raggiungere il legamento longitudinale posteriore e la messa in tensione delle fibre nervose di quest’ultimo determina un dolore lombare (lombalgia centrale). Se, invece, l’ernia è più invasiva  comprime un nervo rachideo e diventa causa di algia radicolare. Quanto più grave è l’erniazione tanto maggiore è l’effetto compressivo sul nervo rachideo e tanto più estese sono le zone interessate dal dolore radicolare; oltre al dolore, la presenza dell’ernia discale può provocare alterazioni dei riflessi, della forza, della sensibilità.
La protrusione o l’ernia discale si verificano più frequentemente tra la quinta vertebra lombare e il sacro. Quest’ultimo disco è soggetto a maggiore usura sia perché sopporta il peso di tutta la parte superiore del corpo sia perché si trova a livello della cerniera lombosacrale, dove la parte mobile della colonna si unisce a quella rigida, l’osso sacro. In questo caso la lesione discale può provocare una lombosciatalgia; se, invece l’ernia si verifica a livello del 3° disco lombare, tra la 3° e la 4° vertebra, si ha una lombocruralgia.
Pertanto, la sola presenza della protrusione normalmente non è sufficiente a determinare il dolore al gluteo.
Che cos'è l'irregolarità artrosica delle faccette articolari? a cosa sono dovute?
L'artrosi delle articolazioni della colonna vertebrale è il processo di usura della vertebra caratterizzato non solo dall’usura e dall’ipertrofia delle faccette articolari ma anche dalla degenerazione del disco intervertebrale (discopatia), riduzione della rima articolare, formazione degli osteofiti e addensamento osseo.
La sua lieve irregolarità non dovrebbe avere nessuna importanza nel determinare i sintomi.
Come posso alleviare il dolore farmacologicamente?
I farmaci non aiutano in alcun modo la guarigione.
Il dolore acuto a livello del rachide è un segnale d’allarme, una reazione di difesa, uno stimolo a cambiare posizione; ha un ruolo protettivo e adattativo, serve a impedire i movimenti che possono danneggiare ulteriormente la colonna vertebrale. Riducendo il dolore con i farmaci viene a mancare La funzione positiva del dolore. Non basta ridurre il dolore ma occorre eliminare la causa.
Quali esercizi di ginnastica e attrezzi ginnici devo fare, me li può elencare?
Le descrivo quello che serve per il benessere della sua colonna vertebrale.
Informazione: deve conoscere la sua colonna vertebrale, in particolare le sue benefiche curve fisiologiche. In particolare, per stare bene deve imparare a mantenere la benefica lordosi lombare nelle posture, nei movimenti, negli sforzi, nelle attività sportive e nel riposo.
Riposo notturno: deve dormire in posizione supina (sul dorso); se non ha un materasso in lattice, formi un rotolo avvolgendo un asciugamano e lo ponga tra le vertebre lombari e il materasso.
Lavoro: se lavora seduto utilizzi una sedia ergonomica dotata di supporto lombare e cerchi di lavorare mantenendo la lordosi lombare. Lo stesso vale per il viaggio in auto: è bene che utilizzi un cuscino lombare oppure lo stesso asciugamano arrotolato, usato a letto. Se il viaggio è lungo faccia delle soste ed uscendo dall'auto esegua l'esercizio di estensione in stazione eretta.
Tempo libero: deve imparare a fare anche i più semplici movimenti quotidiani come lavarsi e vestirsi senza curvare la schiena.
Esercizi di ginnastica
Sono fondamentali gli esercizi di educazione posturale e di stabilizzazione; tra gli esercizi di mobilizzazione occorre privilegiare quelli in estensione ed evitare quelli in flessione. Conferma della corretta impostazione del programma rieducativo è la centralizzazione del dolore: cioè, il dolore percepito lateralmente (fianco destro o sinistro) o distalmente dal centro della colonna vertebrale (arto inferiore) si sposta in una posizione più centrale o comunque più vicina alla colonna vertebrale. Ad esempio un dolore che prima viene percepito sulla regione posteriore della coscia destra e poi si sposta sulla natica omolaterale.
La riduzione della lombosciatalgia è più facile che si realizzi in un tempo breve quando la funzionalità del disco non è compromessa, quando, cioè, l’anello fibroso è intatto e lo spostamento del nucleo è limitato ad una protrusione o ad una ernia contenuta: di solito, in questi casi il dolore non scende al di sotto del ginocchio.
Al contrario la riduzione del dolore avviene in un periodo di tempo più prolungato in presenza di ernia del disco, quando il nucleo polposo non è più contenuto dall’anello fibroso e si ha una vera e propria espulsione. È quello che avviene più frequentemente tra i pazienti che presentano un dolore radicolare che scende al di sotto del ginocchio.
In questi casi occorre fare attenzione che non si verifichino situazioni che favoriscono l’instaurarsi di invalidità e cronicità del dolore e, cioè, l’affidarsi solamente a terapie passive, l’inattività prolungata con scoraggiamento, depressione, paura e insoddisfazione.
Se il dolore è controllabile è bene dare il tempo alla natura di seguire il suo corso. Anche quando la sciatalgia è molto grave, il paziente viene rassicurato. Dopo dieci settimane dall’inizio della lombosciatalgia, nella maggior parte dei casi, i sintomi sono completamente risolti o in via di risoluzione.
Nell’attesa di questo miglioramento, occorre insistere sull’uso corretto del rachide e di conseguenza è importante eseguire la progressione d’esercizi di educazione posturale e la progressione d’esercizi per l’apprendimento della stabilizzazione del rachide.
Per attuare nel migliore dei modi questo programma sarebbe bene che almeno una volta lei fissi un appuntamento con me. Le consiglio di acquistare il mio libro: Back School, un programma completo per prevenire e curare le algie vertebrali, Edizioni RED. Lo può trovare o far arrivare in qualsiasi libreria nella sua città.
Sul libro troverà descritto in modo dettagliato tutto quello che le ho proposto.
Non si scoraggi se avverte dolore nell’esecuzione degli esercizi; tali dolori scompariranno man mano che la colonna riprende la sua funzionalità. Segno di miglioramento sarà il fatto che lei non sentirà più alcun dolore alla natica senza assumere alcun farmaco.
Restando a disposizione per ulteriori informazioni e chiarimenti la saluto cordialmente.

03 febbraio 2010

Autogestione del mal di schiena
Domanda
Soffro di mal di schiena da diversi anni. Tempo fa sentii parlare di corsi di "back school". Mi incuriosì il fatto che si potesse "imparare" a gestire il dolore e, soprattutto, prevenirlo.
Periodicamente, così come ora, mi ritrovo a penare per il mal di schiena. Nell’ultima RMN (2 sett. fa) si conferma ciò che già sapevo, e cioè  protrusioni discali in L1-L2, L2-L3, L4-L5 e una piccola ernia in L5-S1.
All’inizio della "crisi" (poco prima di Natale) mi hanno prescritto iniezioni di Voltaren e Muscoril.
Dopo 10 giorni, constatando l’inefficacia, ho smesso. Per 1 settimana ho preso Sirdalud; inefficace anche questo.
A differenza di altre volte non ho interessamento alla gamba. Il dolore rimane nella parte destra della zona lombare (dolore stabile alternato a stilettate micidiali). Ho grossissime difficoltà soprattutto nel dormire e nello stare seduto, mentre camminare mi da parziale sollievo.
Sto valutando l'ipotesi di venire in palestra da voi per poter stare meglio e per imparare a gestire questa problematica.

Risposta
Quando i risultati della RMN evidenziano la presenza di numerose protrusioni discali e ernia significa che il soggetto abitualmente mantiene posture o esegue movimenti di flessione del rachide.
Per eliminare il dolore occorre imparare a mantenere la fisiologica lordosi lombare nelle posture e nei movimenti quotidiani.
Per questo motivo è bene che la veda al più presto per conoscerla, capire perché è insorto il dolore e spiegarle tutto quello che deve fare per stare bene.
Cordiali saluti

23 gennaio 2010

Esercizi per iperlordosi lombare
Domanda
Ho frequentato il suo corso l'anno in università e sarò suo studente l'anno prossimo alla specialistica.
Ricordo che ci aveva detto che avremmo potuto scriverle in caso di dubbi tecnici ed io avrei appunto una domanda da porle.
Come si procede con una persona in iperlordosi, ma che però lavora tutto il giorno seduta in flessione?
Grazie!

Risposta
Innanzitutto occorre verificare se veramente c'è l'iperlordosi lombare, perché molto spesso la persona convinta di avere una iperlordosi presenta una lordosi normale o addirittura ridotta.
Se effettivamente c'è l'iperlordosi non è necessariamente causa di dolore; sono molto più numerosi i pazienti lombalgici che presentano una riduzione della lordosi rispetto a quelli con iperlordosi.
Il criterio per stabilire quali sono i giusti esercizi antalgici non è la presenza di iperlordosi ma il comprendere se l'iperlordosi è la causa del dolore.
Cordiali saluti.

06 ottobre 2009

Mal di schiena e sciatalgia
Domanda
Diversi anni fa, in qualità di paziente, feci un corso pratico-terapeutico presso la fisioterapia dell'Ospedale S. Giovanni-Addolorata di Roma perché avevo sintomi dolorosi da protrusione discale. Questo corso mi fece bene. Mi diedero anche un opuscolo con gli esercizi da fare che, purtroppo, non trovo più.
Siccome ho di nuovo mal di schiena, avete dei libri o opuscoli con esercizi da fare per chi ha sintomi dolorosi alla schiena e a un arto inferiore? Dove si può reperire questa pubblicazione?
Le sarei grato se volesse rispondermi al più presto possibile anche telefonicamente.
Risposta

Le consiglio di acquistare il mio libro: Back School, un programma completo per prevenire e curare le algie vertebrali, edizioni RED. Lo può trovare o far arrivare in qualsiasi libreria nella sua città.
Intanto le descrivo quello che normalmente è importante fare in presenza di lombosciatalgia.
Informazione: occorre portare l'attenzione in particolare sulle benefiche curve fisiologiche del rachide.
La presenza di tali curve aumenta la resistenza della colonna alle sollecitazioni di compressione assiale. A livello lombare per ridurre la sciatalgia è importante mantenere la lordosi che è benefica per la colonna vertebrale, le conferisce una maggiore capacità di ammortizzare le pressioni e le sollecitazioni quotidiane.
E’ normale avere un certo grado di lordosi, non è normale che aumenti (iperlordosi), ma non è positivo neppure che si riduca.
Quando è presente la giusta lordosi la pressione si distribuisce uniformemente sul pilastro anteriore (disco e corpo vertebrale) e sul pilastro posteriore (faccette articolari). In questo modo la colonna è più solida, capace di sopportare senza problemi, pressioni anche elevate.
Molto spesso la benefica lordosi si riduce o rettifica in conseguenza delle posture statiche scorrette prolungate. È quello che avviene a coloro che conducono una vita sedentaria e non svolgono una adeguata attività motoria di compenso: soggetti che mantengono la flessione del rachide non solo otto ore in ufficio ma altre ore nel tempo libero e, spesso, anche durante il riposo notturno.
La mancanza della lordosi rappresenta una condizione che rende il rachide più delicato, instabile, meno resistente, meno capace di sopportare le pressioni quotidiane.
Fatte queste premesse Lei può comprendere come non sia sufficiente preoccuparsi di ridurre il dolore con farmaci, massaggi o altre terapie passive. Ma occorre fare fondamentalmente due cose:
1° evitare, il più possibile, le posture e i movimenti che costringono il rachide in flessione;
2° eseguire con dolcezza e gradualità gli esercizi utili che mobilizzano il rachide in estensione.
Il dolore che avverte all'arto inferiore è la conseguenza della protrusione discale. Può insorgere in conseguenza di un trauma o di uno sforzo eccessivo ma spesso è dovuta a posture scorrette prolungate (tipiche di chi sta a lungo seduto in cifosi lombare).
Il dolore è una guida: aumenta nelle posture e nei movimenti che danneggiano la schiena e, al contrario, si riduce nelle posture e nei movimenti corretti.
Per ridurre il suo dolore deve prendere coscienza della sua lordosi lombare e imparare a mantenerla nelle posture e nei movimenti quotidiani e durante il riposo notturno.
Riposo notturno: deve dormire in posizione supina (sul dorso); se non ha un materasso in lattice, formi un rotolo avvolgendo un asciugamano e lo ponga tra le vertebre lombari e il materasso.
Attività quotidiane: deve imparare a fare anche i più semplici movimenti quotidiani come lavarsi e vestirsi senza curvare la schiena; stando seduto deve utilizzare un supporto o cuscino lombare.
Attività motorie: è bene che tutti i giorni faccia una lunga passeggiata a passo svelto. Riporti su di un diario quanti minuti cammina tutti i giorni in modo da verificare un graduale aumento della durata della passeggiata.
Esercizi di ginnastica: deve eseguire tutti i giorni ogni 2 ore, finché il mal di schiena non passa, gli esercizi che mobilizzano e rilassano la colonna lombare in estensione.
Sul libro che le ho consigliato troverà descritto in modo dettagliato tutto quello che le ho proposto.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti e la saluto cordialmente.

04 luglio 2009

Lombalgia cronica: strategie per combatterla
Domanda
Mi scuso in anticipo per il disturbo e la ringrazio per una sua eventuale RISPOSTA. E’ da qualche anno che ho forti mal di schiena, prima occasionali, un paio di volte all’anno ed ultimamente possiamo dire sempre. Il dolore è cronico ed è localizzato, nella parte sinistra della zona lombare interessando anche il gluteo ed occasionalmente, quando il dolore è più forte, anche la parte laterale della gamba (fino a metà gamba prima del ginocchio). In particolare ho molto fastidio da seduto e meno in posizione eretta; la notte non riesco più a dormire sul fianco sinistro.
Ho 38 anni e faccio un lavoro che mi costringe a stare 8 ore seduto ed a stare circa 2 ore in macchina
Ne approfitto per leggerle l'esito della Risonanza che risale a circa un anno fa.
Appianamento della lordosi lombare con conservato allineamento metamerico somatico.
Discopatia protrusiva L5-S1 mediana-paramediana sinistra obliterante gli spazi epidurali ventrali e improntante il profilo anteriore del sacco durale.
Il disco intersomatico presenta inoltre discreti fenomeni degenerativi per disidratazione delle proprie componenti con assotigliamento del proprio spessore.
Normalità a carico dei restanti dischi intersomatici in esame.
Non si evidenziano alterazioni del trofismo osseo dei metameri in esame.
Mi sono fatto visitare da due  neurochirurghi: il primo ha visto la risonanza, non mi ha neanche visitato e mi ha detto che voleva farmi con urgenza un intervento per posizionare un DIAM (intervento posteriore).
Il secondo mi ha visitato ed ha visionato la RMN senza leggere il referto e così ha scritto:
Premessa
Problemi alle ginocchia: ginocchio destro frattura spina tibiale 1995 e intervento menisco 2003; fa ancora male.
Ginocchio Sinistro: rottura menisco.
Rachide: esame neurologico nella norma tranne ipostenia dell'estensore dell'alluce sinistro.
Esami strumentali
Discopatia severa L5-S1. Non segni di compressione radicolare
Gonartrosi incipiente femorotibiale destra. Irregolarità crociato destro.
Rottura della faccia inferiore del corno posteriore del menisco mediale ginocchio sinistro.
Si consiglia
Visita podologica per correzione biomeccanica.
Programma di rieducazione muscolare degli arti inferiori.
Inattivazione dei punti trigger miofasciali del vasto mediale destro.
Da rivedere tra 3 mesi per eventuale indicazione di sostituzione discale.
Sono molto confuso, non capisco quale sia il mio vero problema se la disidratazione del disco o la protrusione.
Mi darebbe qualche consiglio. Ho il terrore di operarmi e non vorrei farlo…
In allegato trova anche due foto della mia risonanza magnetica
La ringrazio moltissimo.

Risposta
Mi ha descritto molto bene la storia del suo dolore. Quando la lombalgia dura da più di 3 mesi viene definita cronica. Questo non vuol dire che non passerà mai, ma il dolore si ridurrà solo quando Lei farà tutti i giorni quello che serve per il benessere della sua colonna vertebrale; glielo descrivo.
Informazione: deve conoscere la sua colonna vertebrale, in particolare le sue benefiche curve fisiologiche.
Il suo dolore è dovuto alla rettificazione della lordosi che è la curva fisiologica, benefica, normalmente presente a livello lombare. La presenza di tale curva aumenta la resistenza della colonna alle sollecitazioni di compressione assiale. La lordosi è pertanto benefica per la colonna vertebrale, le conferisce una maggiore capacità di ammortizzare le pressioni e le sollecitazioni quotidiane.
E’ normale avere un certo grado di lordosi, non è normale che aumenti (iperlordosi), ma non è positivo neppure che si riduca.
Quando è presente la giusta lordosi la pressione si distribuisce uniformemente sul pilastro anteriore (disco e corpo vertebrale) e sul pilastro posteriore (faccette articolari). In questo modo la colonna è più solida, capace di sopportare senza problemi, pressioni anche elevate.
La rettificazione della lordosi normalmente è conseguenza delle posture statiche scorrette prolungate. È quello che avviene a coloro che conducono una vita sedentaria e non svolgono una adeguata attività motoria di compenso: soggetti che mantengono la flessione del rachide non solo otto ore in ufficio ma altre ore nel tempo libero e, spesso, anche durante il riposo notturno.
La mancanza della lordosi rappresenta una condizione che rende il rachide più delicato, instabile, meno resistente, meno capace di sopportare le pressioni quotidiane.
Fatte queste premesse Lei può comprendere come non sia sufficiente preoccuparsi di ridurre il dolore con farmaci, massaggi o altre terapie passive. Ma occorre fare fondamentalmente due cose:
1° evitare, il più possibile, le posture e i movimenti che costringono il rachide in flessione;
2° eseguire con dolcezza e gradualità gli esercizi utili che mobilizzano il rachide in estensione.
Il dolore che lei avverte al gluteo sinistro è la conseguenza della protrusione discale paramediana sinistra. Può insorgere in conseguenza di un trauma o di uno sforzo eccessivo ma spesso è dovuta a posture scorrette prolungate (tipiche di chi sta a lungo seduto in cifosi lombare).
Finché il dolore è sopportabile è meglio evitare di assumere farmaci perché essi sono in grado di ridurre solo i sintomi dolorosi ma non la causa della sciatalgia. Il dolore è una guida: aumenta nelle posture e nei movimenti che danneggiano la schiena e, al contrario, si riduce nelle posture e nei movimenti corretti.
Per ridurre il suo dolore è importante che lei prenda coscienza della sua lordosi lombare e impari a mantenerla nelle posture e nei movimenti quotidiani e durante il riposo notturno.
Riposo notturno: deve dormire in posizione supina (sul dorso); se non ha un materasso in lattice, formi un rotolo avvolgendo un asciugamano e lo ponga tra le vertebre lombari e il materasso.
Lavoro: se lavora seduto utilizzi una sedia ergonomica dotata di supporto lombare e cerchi di lavorare mantenendo la lordosi lombare.
Tempo libero: deve imparare a fare anche i più semplici movimenti quotidiani come lavarsi e vestirsi senza curvare la schiena.
Sport: è bene che tutti i giorni faccia una lunga passeggiata a passo svelto. Riporti su di un diario quanti minuti cammina tutti i giorni in modo da verificare un graduale aumento della durata della passeggiata.
Esercizi di ginnastica: deve eseguire tutti i giorni ogni 2 ore, finché il mal di schiena non passa, gli esercizi che mobilizzano e rilassano la colonna lombare in estensione.
Per attuare questo programma sarebbe bene essere all'inizio guidato da me o da un insegnante preparato (vedi sito www.backschool.it , pagina Back School in Italia).
Le consiglio di acquistare il mio libro: Back School, un programma completo per prevenire e curare le algie vertebrali, edizioni RED. Lo può trovare o far arrivare in qualsiasi libreria nella sua città.
Sul libro troverà descritto in modo dettagliato tutto quello che le ho proposto. In particolare, nel capitolo dedicato al dolore cronico, troverà un diario che lei deve utilizzare per verificare i miglioramenti. Tale diario va compilato per almeno sei settimane, che sono normalmente il tempo necessario per ridurre il dolore.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti e la saluto cordialmente.

20 gennaio 2009

Difficoltà nell’eseguire gli esercizi di estensione per chi ha ridotto la sua lordosi lombare
Domanda
Buongiorno Benedetto e buona continuazione del nuovo anno,
Dopo aver seguito le sue lezioni, ho iniziato ad eseguire gli esercizi che mi ha prescritto. Le scrivo perché ho qualche difficoltà: con i tre esercizi faccio abbastanza fatica con il numero due (quello sul letto), anzi mi dà abbastanza fastidio e se lo faccio spesso non mi sento molto bene nella schiena.
Mi trovo molto meglio con gli esercizi in flessione (che ero abituato a fare) piuttosto che con gli esercizi in estensione. Sarei grato di avere un opinione in merito.
Cordiali saluti.

Risposta

Caro …
è normale che lei preferisca eseguire gli esercizi di flessione perché la sua colonna vertebrale è stata esercitata solo in flessione; tuttavia, gli esercizi di flessione non sono sufficienti perché hanno ridotto la sua lordosi lombare, hanno reso meno resistente e più delicata la sua colonna vertebrale; di conseguenza più facilmente insorge il mal di schiena.
è normale che abbia difficoltà nell’eseguire gli esercizi di estensione perché la sua colonna in questi anni ha perso gradualmente la sua capacità di estendersi. Tuttavia, se Lei desidera rendere più elastica, più resistente la sua colonna vertebrale ed evitare che le torni il mal di schiena, deve gradualmente e dolcemente riabituare la sua colonna ad estendersi con gli esercizi che le ho indicato. Pertanto è bene che esegua tali esercizi in modo regolare e costante anche se avverte dolore; tale disturbo è dovuto al fatto che la colonna si sta sbloccando e scompare entro 15 minuti dal termine dell’esercizio. Inoltre, entro 4/6 settimane quando avrà riabituato la sua schiena ad estendersi, non avvertirà più quel dolore che Lei ora sente quando esegue gli esercizi.
Resto a disposizione per chiarire ulteriori dubbi e in attesa di sue notizie La saluto cordialmente.

24 novembre 2008

Non sempre l’ernia del disco provoca dolore
Domanda
Salve prof. Toso,
mi permetto di scriverle dopo aver letto appassionatamente le nozioni fornite sul sito www.backschool.it, veramente ben composto e esauriente.
Vorrei porre a lei una DOMANDA se mi permette…
Ho come da RNM un protrusione/ernia discale ad estrinsecazione centrale paracentrale sinistra L4-L5, da premettere quasi del tutto asintomatica.
Ho fatto visite ortopediche, fisiatriche, 20 sedute di ginnastica posturale e radar e massoterapia per una contrazione nella zona lombare.
A questo punto vorrei chiederle ma se con il TRATTAMENTO CONSERVATIVO l'ernia dovesse sparire, significa comunque che il disco resta sempre compromesso? che le attività di prima non si possono più riprendere?
La ringrazio anticipatamente.
P. s. ho 30 anni.

Risposta

Come lei sta sperimentando non sempre l’ernia del disco provoca dolore.
Numerose indagini hanno dimostrato che la presenza dell’ernia può essere asintomatica, cioè è presente con una incidenza che varia dal 21 al 40% in soggetti che non presentano alcun disturbo alla colonna vertebrale. Ancor più elevata è risultata la presenza di protrusioni discali (dal 24 all’81%), sempre in soggetti che non presentano alcuna lombalgia.
Possiamo comprendere i motivi per cui queste alterazioni del rachide hanno un’incidenza così elevata se pensiamo alle posture e ai movimenti quotidiani in cui abitualmente si flette il rachide lombare e il nucleo polposo viene spinto all’indietro agevolando la sua protrusione ed erniazione.  
Questi studi dimostrano che la presenza di alterazioni a livello del disco non significa necessariamente presenza di dolore. è una notizia che deve far riflettere ed è una conferma del fatto che molto spesso i dolori non sono dovuti ad una patologia della colonna, ma al cattivo uso della stessa.
Molto probabilmente i soggetti, cui è stata riscontrata casualmente l’ernia o la protrusione discale, diventeranno sintomatici se maltratteranno ulteriormente la loro colonna o se la esporranno agli altri fattori di rischio.
Programma della Back School in presenza di ernia discale
Le descrivo quello che serve per il benessere della sua colonna vertebrale.
Informazione: deve conoscere la sua colonna vertebrale, in particolare le sue benefiche curve fisiologiche. In particolare, per stare bene deve imparare a mantenere la benefica lordosi lombare nelle posture, nei movimenti, negli sforzi, nelle attività sportive e nel riposo.
Riposo notturno: deve dormire in posizione supina (sul dorso); se non ha un materasso in lattice, formi un rotolo avvolgendo un asciugamano e lo ponga tra le vertebre lombari e il materasso.
Lavoro: se lavora seduto utilizzi una sedia ergonomica dotata di supporto lombare e  cerchi di lavorare mantenendo la lordosi lombare.
Tempo libero: deve imparare a fare anche i più semplici movimenti quotidiani come lavarsi e vestirsi senza curvare la schiena.
Esercizi di ginnastica
Sono fondamentali gli esercizi di educazione posturale e di stabilizzazione; tra gli esercizi di mobilizzazione occorre privilegiare quelli in estensione ed evitare quelli in flessione. Conferma della corretta impostazione del programma rieducativo è la centralizzazione del dolore: cioè, il dolore percepito lateralmente (fianco destro o sinistro) o distalmente dal centro della colonna vertebrale (arto inferiore) si sposta in una posizione più centrale o comunque più vicina alla colonna vertebrale. Ad esempio un dolore che prima viene percepito sulla regione posteriore della coscia destra e poi si sposta sulla natica omolaterale.
La riduzione della lombosciatalgia è più facile che si realizzi in un tempo breve quando la funzionalità del disco non è compromessa, quando, cioè, l’anello fibroso è intatto e lo spostamento del nucleo è limitato ad una protrusione o ad una ernia contenuta: di solito, in questi casi il dolore non scende al di sotto del ginocchio.
Al contrario la riduzione del dolore avviene in un periodo di tempo più prolungato in presenza di ernia del disco, quando il nucleo polposo non è più contenuto dall’anello fibroso e si ha una vera e propria espulsione. È quello che avviene più frequentemente tra i pazienti che presentano un dolore radicolare che scende al di sotto del ginocchio.
In questi casi occorre fare attenzione che non si verifichino situazioni che favoriscono l’instaurarsi di invalidità e cronicità del dolore e, cioè, l’affidarsi solamente a terapie passive, l’inattività prolungata con scoraggiamento, depressione, paura e insoddisfazione.
Se il dolore è controllabile è bene dare il tempo alla natura di seguire il suo corso. Anche quando la sciatalgia è molto grave, il paziente viene rassicurato. Dopo dieci settimane dall’inizio della lombosciatalgia, nella maggior parte dei casi, i sintomi sono completamente risolti o in via di risoluzione.
Nell’attesa di questo miglioramento, occorre insistere sull’uso corretto del rachide e di conseguenza è importante eseguire la progressione d’esercizi di educazione posturale e la progressione d’esercizi per l’apprendimento della stabilizzazione del rachide.

15 ottobre 2008

Lombocruralgia
Domanda
Tutto e' iniziato da un mese. Il mio compagno dopo aver fatto un piccolo sforzo ha iniziato ad avere mal di schiena; ha continuato a lavorare (marmista) e dopo una settimana è dovuto andare in PS. È stato visitato da un ortopedico (diagnosi LOMBOCRURALGIA, terapia con Fans e cortisone).  Dopo una settimana siamo riandati dall'ortopedico che ha prescritto la TAC. Tale esame ha messo in evidenza spondiloartrosi, a livello dello spazio L3-L4 una piccola ernia discale mediana paramediana destra con compressione sul sacco durale, a livello dello spazio L4-L5 protrusione discale  con modica compressione sul sacco durale, a livello dello spazio L5-S1 una ernia discale mediana posteriore con compressione sul sacco durale.
Ha iniziato una terapia utilizzando gradualmente farmaci sempre più potenti senza risultati. Nel frattempo ha effettuato una RMN che ha evidenziato marcate alterazioni artrosiche, più accentuate in L3-L4. A tale livello il disco è estremamente ridotto di spessore protrude nelle tasche radicolari d’ambo i lati. A livello dello spazio L4-L5 protrusione discale  con modica compressione sul sacco durale, a livello dello spazio L5-S1 una ernia discale contenuta. Canale rachideo di ampiezza e morfologia regolari
Il dolore è diminuito ma rimane sempre all'interno della coscia fin sotto al ginocchio che è insensibile. È stato prescritto anche un corsetto.
Le mie domande: come mai dopo tutta questa terapia la sintomatologia persista ancora?
Perchè è necessario il corsetto?
Tutti questi farmaci sono necessari?
Mi piacerebbe avere un suo parere anche su i movimenti che potrebbe fare e la terapia riabilitativa che dovrebbe fare ...
Mi dia anche dei consigli per casa, dato che secondo me è rimasto troppo immobile... con tutte le conseguenze.
La ringrazio tantissimo e spero che adesso incomincerà a fare la scuola della schiena... grazie mille..

Risposta

Quotidianamente si rivolgono a me soggetti che soffrono di lombalgia o lombosciatalgia in conseguenza di protrusione o ernia del disco e spesso mi presentano la loro risonanza magnetica, che evidenzia la presenza di uno o più dischi che sporgono dalla loro sede. Allora io utilizzo le immagini RMN per spiegare quel che è successo e che cosa è importante fare per risolvere il problema.
Spiego sinteticamente le funzioni del rachide e mi soffermo in particolare sui dischi intervertebrali usando pressappoco le seguenti parole.
"Immagini di avere una saponetta bagnata tra le mani. Solo quando i palmi sono perfettamente parallele tra di loro la saponetta è stabile: posso esercitare anche una certa pressione ed essa non scivola. Se, invece, c’è una piccola divergenza essa scivola verso l’apertura. Lo stesso avviene per il nucleo polposo del disco quando i piatti vertebrali che lo racchiudono non restano paralleli. In particolare, quando il rachide lombare si flette, il nucleo polposo viene spinto all’indietro e quando si estende, il nucleo polposo viene spinto in avanti.
Numerose attività quotidiane costringono in modo ripetuto e prolungato il rachide lombare in flessione, nel lavoro, nel tempo libero e nel riposo: le continue sollecitazioni che spingono indietro il nucleo discale possono impedire il suo riposizionamento in avanti, determinando uno  spostamento persistente che può essere solo una sporgenza (protrusione) o una vera e propria estrusione (ernia).
Ora osservi sulle immagini RMN i corpi vertebrali, i dischi: è evidente la sporgenza del materiale discale dalla sua sede e il suo conseguente effetto compressivo sulle strutture nervose che si trovano posteriormente al disco.
Ebbene ora lei sa di avere un disco che, sporgendo dalla sua sede, comprime le strutture nervose ed è responsabile del suo dolore; di conseguenza, lei comprende come non sia sufficiente preoccuparsi di ridurre il dolore con farmaci, massaggi o altre terapie passive. Ma è importante fare due cose:
1° evitare di spingere ulteriormente fuori quel disco che sta sporgendo;
2° fare tutto quello che serve per farlo rientrare.
Per evitare di spingerlo ulteriormente fuori deve evitare le posture e i movimenti scorretti in flessione.
Per farlo rientrare deve mantenere la fisiologica lordosi lombare e eseguire gli esercizi di mobilizzazione e rilassamento del rachide lombare in estensione.
Torniamo all’immagine della saponetta bagnata posta tra le mani. Solo quando le palme sono perfettamente parallele tra di loro la saponetta è stabile: lo stesso avviene per il nucleo polposo. Occorre, allora, fare in modo che i piatti vertebrali che lo racchiudono restino paralleli. Ebbene i piatti vertebrali sono, a due a due, paralleli tra loro quando il rachide cervicale mantiene la lordosi fisiologica".
In presenza di lombocruralgia aggiungo le seguenti ulteriori informazioni.
È segno di miglioramento il fatto che il dolore percepito lateralmente (fianco destro o sinistro) o distalmente dal centro della colonna vertebrale (arto inferiore) si sposti in una posizione più centrale o comunque più vicina alla colonna vertebrale. Ad esempio un dolore che prima viene percepito sulla regione anteriore della coscia destra e poi si sposta sulla regione lombare.
Questo criterio è molto utile perché permette non solo di classificare la sindrome del paziente ma anche di formulare un idoneo programma rieducativo e, poi, di verificare la sua efficacia o se, invece, è necessario apportare variazioni:
- il fatto che il dolore si sposti verso il centro, verso la regione lombosacrale, esprime un miglioramento, è segno che il disco sta riducendo il suo effetto compressivo sulle strutture nervose;
- il fatto che il dolore si sposti verso la periferia, in direzione del piede, è segno di un peggioramento, di un aumento della lesione discale.
Dopo questa introduzione preliminare rispondo alle sue domande.
1. Come mai dopo tutta questa terapia la sintomatologia persista ancora?
L'ernia del disco in oltre il 90% dei casi riduce i suoi sintomi in 10 settimane; per il momento è passato solo un mese.
2. Perchè è necessario il corsetto?
Nei casi in cui la lombosciatalgia è particolarmente intensa e il soggetto deve sostenere degli sforzi, può essere utile il corsetto; ha le seguenti funzioni:
- proteggere passivamente la colonna mantenendo la fisiologica lordosi lombare;
- ridurre il carico meccanico sui dischi intervertebrali;
- limitare la mobilità del rachide lombare e, in particolare, ostacolare il movimento dannoso di flessione.
Per questi motivi può essere utile l’uso del corsetto per un periodo limitato, soprattutto per i soggetti in cui la lombalgia  è sorta come conseguenza di un abituale uso scorretto del rachide. Il corsetto migliora passivamente il controllo neuromotorio e permette di eseguire i movimenti con più sicurezza durante la riabilitazione.
Va precisato che l’uso del corsetto va limitato alla fase acuta ed è bene che non venga protratto per lunghi periodi. Appena il dolore diminuisce è importante abbandonare gradualmente tale sostegno passivo, per evitare i suoi effetti dannosi:
- lesioni della pelle, disturbi gastrointestinali, aumento della pressione sanguigna e della frequenza cardiaca;
- il suo uso prolungato provoca debolezza muscolare, decalcificazione della colonna vertebrale e rigidità articolare.
Infine, chi indossa il corsetto deve ricordare che alla sua rimozione dovrà muoversi come se lo avesse ancora, proteggendo la sua colonna non passivamente con un tutore ortopedico, ma attivamente, cioè con un corsetto muscolare.
3. Tutti questi farmaci sono necessari?
I farmaci non aiutano in alcun modo la guarigione.
Il dolore acuto a livello del rachide è un segnale d’allarme, una reazione di difesa, uno stimolo a cambiare posizione; ha un ruolo protettivo e adattativo, serve a impedire i movimenti che possono danneggiare ulteriormente la colonna vertebrale. Riducendo il dolore con i farmaci viene a mancare La funzione positiva del dolore. Non basta ridurre il dolore ma occorre eliminare la causa.
Il dolore si ridurrà quando Lei farà tutti i giorni quello che serve per il benessere della sua colonna vertebrale; glielo descrivo brevemente.
Informazione: deve conoscere la sua colonna vertebrale, in particolare le sue benefiche curve fisiologiche. In particolare, per stare bene deve imparare a mantenere la benefica lordosi lombare nelle posture, nei movimenti, negli sforzi, nelle attività sportive e nel riposo.
Riposo notturno: deve dormire in posizione supina (sul dorso); se non ha un materasso in lattice, formi un rotolo avvolgendo un asciugamano e lo ponga tra le vertebre lombari e il materasso.
Lavoro: se lavora seduto utilizzi una sedia ergonomica dotata di supporto lombare e cerchi di lavorare mantenendo la lordosi lombare.
Tempo libero: deve imparare a fare anche i più semplici movimenti quotidiani come lavarsi e vestirsi senza curvare la schiena.
Esercizi di ginnastica: deve eseguire tutti i giorni ogni 2 ore, finché la lombocruralgia non passa, gli esercizi che mobilizzano e rilassano la colonna lombare in estensione.
Per attuare questo programma sarebbe bene essere all’inizio guidato da un insegnante preparato (vedi sito www.backschool.it, pagina Back School in Italia).
Le consiglio di acquistare il mio libro: Back School, un programma completo per prevenire e curare le algie vertebrali, Edizioni RED. Lo può trovare o far arrivare in qualsiasi libreria nella sua città.
Sul libro troverà descritto in modo dettagliato tutto quello che le ho proposto.
Non si scoraggi se avverte dolore nell’esecuzione degli esercizi; tali dolori scompariranno man mano che la colonna riprende la sua funzionalità. Segno di miglioramento sarà il fatto che lei non sentirà più alcun dolore all’arto inferiore senza assumere alcun farmaco. Talvolta, quando il dolore all’arto inferiore si riduce succede che aumenti il mal di schiena. Non si preoccupi con la regolare esecuzione degli esercizi e con l’uso corretto della colonna vertebrale, passerà anche il mal di schiena.
Restando a disposizione per ulteriori informazioni e chiarimenti la saluto cordialmente.

30 luglio 2008

Lombalgia e corsetto
Domanda
Gentile professore, soffro di mal di schiena da diversi anni; nel mese di settembre verrò da Lei per sottoporle il mio problema. Nel frattempo, le chiedo se può essere utile una fascia lombare denominata … oppure anche qui si tratta di soldi "buttati" dato il costo elevato!
Cordiali saluti

Risposta
In presenza di lombalgia acuta e di lombosciatalgia da ernia discale quando è necessario sostenere degli sforzi, può essere utile il corsetto. Ne esistono diversi modelli, più o meno rigidi, cinture, fasce, corsetti; essi hanno  le seguenti funzioni:
- proteggere passivamente la colonna mantenendo la fisiologica lordosi lombare;
- ridurre il carico meccanico sui dischi intervertebrali;
- limitare la mobilità del rachide lombare e, in particolare, ostacolare il movimento dannoso di flessione.
Per questi motivi può essere utile l’uso del corsetto per un periodo limitato, soprattutto per i soggetti in cui la lombalgia  è sorta come conseguenza di un abituale uso scorretto del rachide. Il corsetto migliora passivamente il controllo neuromotorio e permette di eseguire i movimenti con più sicurezza durante la riabilitazione.
Occorre sottolineare che il corsetto è utile solo in stazione eretta. In posizione seduta è sufficiente utilizzare un supporto lombare o meglio la sedia ergonomica.
Inoltre, va precisato che l’uso del corsetto va limitato alla fase acuta ed è bene che non venga protratto per lunghi periodi. Appena il dolore diminuisce, man mano che i muscoli addominali e dorsali  riprendono il loro trofismo, è importante abbandonare gradualmente tale sostegno passivo, per evitare i suoi effetti dannosi:
- lesioni della pelle, disturbi gastrointestinali, aumento della pressione sanguigna e della frequenza cardiaca;
- il suo uso prolungato provoca debolezza muscolare, decalcificazione della colonna vertebrale e rigidità articolare.
Infine, chi indossa il corsetto deve ricordare che alla sua rimozione dovrà muoversi come se lo avesse ancora, proteggendo la sua colonna non passivamente con un tutore ortopedico, ma attivamente, cioè con un corsetto muscolare.
Cordiali saluti.

30 luglio 2008

Quando il mal di schiena si ripresenta in modo ripetuto
Domanda
Ho 28 anni e svolgo un lavoro impiegatizio (8 ore o più seduto ogni giorno).
Lo scorso inverno dopo l'ennesimo caso di lombalgia acuta una risonanza magnetica ha evidenziato un ernia del disco L5-S1. Non solo, la RX lombosacrale ha evidenziato l'assenza della normale curva lombare del rachide e un inizio di artrosi lombare. Insomma, niente male per una persona della mia età, lo ammetto. Da quando lavoro (circa 9 anni) ho sempre giocato a calcetto e nient'altro.
Ovviamente da diversi mesi causa dolori e timori vari sono fermo e quindi sono anche ingrassato di alcuni chili.
Ho svolto delle sedute da un bravo fisioterapista che mi ha parlato della Back School e assieme a lui ho appreso alcuni utili esercizi per allungare e rinforzare i muscoli che concorrono all'equilibrio del rachide.
Questa estate sono stato al mare e nuotando e camminando sulla sabbia come da lui consigliato tutti i dolori sembravano scomparsi.
Da qualche giorno ho invece un dolore acuto non continuo al gluteo destro.
Quale attività (ginnastica posturale, ecc..) o sport potrei praticare per perdere peso e non creare danni alla colonna vertebrale?
In palestra mi hanno proposto PILATES, che ne pensa? Conosce a Torino delle strutture che eseguano una buona rieducazione posturale?
So che dare un parere via mail è sempre delicato, ma le chiedo un riscontro che aggiungerò a quelli finora raccolti per valutare al meglio la mia situazione, nient'altro.
Ringraziandola della cortesia, le invio distinti saluti.

Risposta

La maggior parte dei dolori localizzati a livello del rachide lombare e cervicale è dovuta alla riduzione o rettificazione delle lordosi che sono le curve fisiologiche, benefiche, normalmente presenti a livello lombare e cervicale.
La presenza di tali curve aumenta la resistenza della colonna alle sollecitazioni di compressione assiale. Esse sono pertanto benefiche per la colonna vertebrale, le conferiscono una maggiore capacità di ammortizzare le pressioni e le sollecitazioni.
E’ normale avere un certo grado di lordosi e di cifosi, non è normale che aumentino (iperlordosi e ipercifosi), ma non è positivo neppure che si riducano.
Quando sono presenti le giuste lordosi la pressione si distribuisce uniformemente sul pilastro anteriore (disco e corpo vertebrale) e sul pilastro posteriore (faccette articolari). In questo modo la colonna è più solida, capace di sopportare senza problemi, pressioni anche elevate.
La rettificazione delle lordosi normalmente è conseguenza delle posture statiche scorrette prolungate. È quello che avviene a coloro che conducono una vita sedentaria e non svolgono una adeguata attività motoria di compenso: soggetti che mantengono la flessione del rachide non solo otto ore in ufficio ma altre ore nel tempo libero e, spesso, anche durante il riposo notturno.
La mancanza delle lordosi rappresenta una condizione che rende il rachide più delicato, instabile, meno resistente, meno capace di sopportare le pressioni quotidiane.
Il soggetto, di conseguenza, comprende come non sia sufficiente preoccuparsi di ridurre il dolore con farmaci, massaggi o altre terapie passive. Ma occorre fare fondamentalmente due cose:
1° evitare, il più possibile, le posture e i movimenti che costringono il rachide in flessione;
2° eseguire con dolcezza e gradualità gli esercizi utili che mobilizzano il rachide in estensione.
IL dolore che lei avverte al gluteo destro è la conseguenza dell'ernia discale. Può insorgere in conseguenza di un trauma ma spesso è dovuta a posture scorrette prolungate (tipiche di chi sta a lungo seduto in cifosi lombare).
Finché il dolore è sopportabile è meglio evitare di assumere farmaci perchè essi sono in grado di ridurre solo i sintomi dolorosi ma non la causa della sciatalgia. Il dolore è una guida: aumenta nelle posture e nei movimenti che danneggiano la schiena e, al contrario, si riduce nelle posture e nei movimenti corretti.
Per ridurre il suo dolore è importante che lei prenda coscienza della sua lordosi lombare e impari a mantenerla nelle posture e nei movimenti quotidiani e durante il riposo notturno.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti e la saluto cordialmente

25 luglio 08

Ernia del disco, riposo a letto, farmaci e altre terapie passive
Domanda
Questi sono i risultati delle indagini diagnostiche che ho eseguito.
Livello L5-S1: si osserva all’attuale controllo una ernia centrale e paracentrale sinistra del 5° disco. Il materiale discale erniato appare limitato caudalmente da una mensola osteofitosica irritativa a partenza dallo spigolo somatico postero-superiore di S1. Confrontando l’attuale indagine con la precedente l’entità del materiale discale erniato e l’osteofitosi reattiva appaiono sostanzialmente stazionarie.
Livello L4-L5: anche l’attuale controllo evidenzia una protrusione centrale e paracentrale dx del 4° disco in conflitto con il sacco durale, essa è di entità sovrapponibile alla precedente indagine del 2002.
Livello L3-L4: all’attuale controllo è riconoscibile una minima protrusione centrale del 3° disco. Il materiale discale protruso appare di dimensione inferiore rispetto alla precedente indagine del 2002, con regressione almeno parziale dei suoi effetti compressivi sulle strutture nervose locoregionali. Adesso dopo quasi 20 giorni di letto e cortisone e antinfiammatori il dolore lombare è passato ma mi è rimasto una sciatica che a volte è sopportabile e altre un po’ meno, i riflessi delle gambe non li ho mai persi, la forza nemmeno e non mi sento nemmeno gli arti addormentati; l’unica cosa è che non riesco a rimanere ancora per molto tempo seduto e non posso nemmeno camminare o stare in piedi per molto tempo. Sto praticando l’ossigeno-ozono terapia e devo dire che già dalla prima seduta mi sono diminuiti lievemente i sintomi di compressione discale, a meno ché sia suggestione.
Comunque volevo chiedere se vado bene con queste terapie o devo fare qualcos’altro per guarire?
Grazie per una eventuale risposta

Risposta

Gentile signore
il fatto che lei abbia numerosi dischi fuori posto e che questi sintomi erano già presenti nel 2002 significa che molto probabilmente lei è esposto continuamente agli stessi fattori di rischio, continua a maltrattare la sua schiena. Le cure passive non sono sufficienti, il riposo a letto è inutile, la indebolisce sempre più e la porta ad un comportamento da malato. Sta curando solo i sintomi senza eliminare la causa del dolore. Il fatto che lei non avverte più mal di schiena ma solo la sciatalgia, purtroppo non è segno di miglioramento ma di peggioramento.
Il dolore si ridurrà solo quando Lei farà tutti i giorni quello che serve per il benessere della sua colonna vertebrale; glielo descrivo brevemente.
Informazione: deve conoscere la sua colonna vertebrale, in particolare le sue benefiche curve fisiologiche. In particolare, per stare bene deve imparare a mantenere la benefica lordosi lombare nelle posture, nei movimenti, negli sforzi, nelle attività sportive e nel riposo.
Riposo notturno: deve dormire in posizione supina (sul dorso); se non ha un materasso in lattice, formi un rotolo avvolgendo un asciugamano e lo ponga tra le vertebre lombari e il materasso.
Lavoro: se lavora seduto utilizzi una sedia ergonomica dotata di supporto lombare e cerchi di lavorare mantenendo la lordosi lombare.
Tempo libero: deve imparare a fare anche i più semplici movimenti quotidiani come lavarsi e vestirsi senza curvare la schiena.
Esercizi di ginnastica: deve eseguire tutti i giorni ogni 2 ore, finchè la sciatalgia non passa, gli esercizi che mobilizzano e rilassano la colonna lombare in estensione.
Per attuare questo programma sarebbe bene essere all’inizio guidato da me o da un insegnante preparato (vedi sito lt www.backschool.it, pagina Back School in Italia). Siccome nel mese di agosto sarò in vacanza le consiglio di acquistare il mio libro: Back School, un programma completo per prevenire e curare le algie vertebrali, Edizioni RED. Lo può trovare o far arrivare in qualsiasi libreria nella sua città.
Sul libro troverà descritto in modo dettagliato tutto quello che le ho proposto. In particolare, nel capitolo dedicato al dolore cronico, troverà un diario che lei deve utilizzare per verificare i miglioramenti. Tale diario va compilato per almeno sei settimane, che sono normalmente il tempo necessario per ridurre il dolore.
Non si scoraggi se avverte dolore nell’esecuzione degli esercizi; tali dolori scompariranno man mano che la colonna riprende la sua funzionalità. Segno di miglioramento sarà il fatto che lei non sentirà più alcun dolore all’arto inferiore senza assumere alcun farmaco. Talvolta, quando il dolore all’arto inferiore si riduce succede che aumenti il mal di schiena. Non si preoccupi con la regolare esecuzione degli esercizi e con l’uso corretto della colonna vertebrale, passerà anche il mal di schiena.
Se sarà necessario potremo incontrarci a settembre. Può fissare un appuntamento con me telefonando al n. 026196588.
Restando a disposizione per ulteriori informazioni e chiarimenti la saluto cordialmente.

25 luglio 08

Mal di schiena persistente da tre anni
Domanda
Sono oramai quasi tre anni che soffro di mal di schiena con dolore al nervo sciatico e non solo.
Lamento sofferenza alla gamba e anche nella zona addominale. Chiaramente ho fatto tutti gli accertamenti di rito con Tac,  RM lombosacrale, TAC dorsale e lombare... insomma di tutto, scintigrafia lombare (negativa), elettromiografia (negativa) e soprattutto ho girato dalla Valle D'Aosta (dove abito) sino a Bologna per vari consulti specialistici, facendo chiaramente fisioterapia, cinesiterapia, trattamenti osteopatici, ozono terapia, sino a due sedute antalgiche di epidurale. Risultati :  NESSUNO !!!  Ho un grande rispetto per la Professione del Medico, anche perchè ho una sorella che esercita, uno zio e miei cugini.... ma sinceramente non ho più una grande fiducia, ho speso una "barca" di denaro....mi creda.
Questa, mi scusi la lungaggine, era una premessa, per venire al dunque: ultima RMN colonna lombo-sacrale e dorsale, referto del 30/11/2007 CTO Torino: nel tratto dorsale si osserva a D10-D11 lieve ernia discale posteriore mediana che impronta il profilo anteriore del sacco durale senza compressioni sul midollo; una protrusione discale è anche apprezzabile a D5-D6 anch'essa priva di effetti compressivi sul midollo. Quest’ultimo presenta segnale, morfologia e decorso regolari e termina a D12-L1.
Nel tratto lombare si osserva ernia discale a L1-L2 mediana, a largo raggio, lievemente più accentuata a destra, che impronta il profilo anteriore del sacco durale; il reperto è più evidente rispetto al precedente esame del 2006 e si accompagna ad alterazione di segnale della limitante somatica inferiore e della spongiosa sottostante in accordo con fenomeni spondilodiscartrosici con tendenza all’erniazione intraspongiosa.
Si segnala infine piccola alterazione di segnale a carico del corpo L3 iperintensa in tutte le sequenze riferibile ad angioma vertebrale; anche L3-L4 si apprezza erniazione intraspongiosa del disco a carico della limitante somatica superiore L4.
Questo è quanto, io non ho mai avuto dei traumi, da quel che posso ricordare; sono alto 1,78 e peso circa 65 kg. Amo praticare Mountain Bike (senza agonismo e senza fare FREE RIDE, quindi discese estreme con colpi molto intensi) ora faccio anche del nuoto con costanza due volte a settimana.
Secondo Lei posso fare qualcos'altro? Posso praticare la Mountain Bike? Un suo collega, noto, per le patologie della colonna vertebrale di Milano ma lavora anche a Torino, mi aveva proposto un intervento mini invasivo (ma sempre intervento chirurgico..) per una stabilizzazione dinamica di un tratto di colonna, ha rimandato per farmi valutare o scaricare a Bologna da altro dottore perchè non gli era ben chiaro del perchè lamentassi soprattutto dolore anche al gluteo sx e alla gamba...Un altro reumatologo a Milano, ultimamente mi ha chiaramente detto che ho una riduzione degli spazi intervertebrali come se avessi 60 anni... mi ha fatto fare un ulteriore indagine per valutare se ero affetto da spondilite anchilosante (risultato NEGATIVO, per fortuna), ho fatto da lui della FITOTERAPIA, costosissima e risultato nessuno.
Ora sto facendomi dell’artrosilene intramuscolo, sperando in un pò di giovamento, ma non posso continuare con i farmaci.

Risposta

Mi ha descritto molto bene la storia del suo dolore. Quando la lombalgia dura da più di 3 mesi viene definita cronica. Questo non vuol dire che non passerà mai, ma il dolore si ridurrà solo quando Lei farà tutti i giorni quello che serve per il benessere della sua colonna vertebrale; glielo descrivo brevemente.
Informazione: deve conoscere la sua colonna vertebrale, in particolare le sue benefiche curve fisiologiche. In particolare, per stare bene deve imparare a mantenere la benefica lordosi lombare nelle posture, nei movimenti, negli sforzi, nelle attività sportive e nel riposo.
Riposo notturno: deve dormire in posizione supina (sul dorso); se non ha un materasso in lattice, formi un rotolo avvolgendo un asciugamano e lo ponga tra le vertebre lombari e il materasso.
Lavoro: se lavora seduto utilizzi una sedia ergonomica dotata di supporto lombare e cerchi di lavorare mantenendo la lordosi lombare.
Tempo libero: deve imparare a fare anche i più semplici movimenti quotidiani come lavarsi e vestirsi senza curvare la schiena.
Sport: finché ha mal di schiena è bene limitare l'allenamento in bici e fare lunghe passeggiate a passo svelto. Stando in bici deve eseguire spesso l'antiversione del bacino per mantenere la benefica lordosi. Al termine dell'allenamento esegua i movimenti di compenso in estensione. Il nuoto va bene; può nuotare a crawl, dorso e rana.
Esercizi di ginnastica: deve eseguire tutti i giorni ogni 2 ore, finché il mal di schiena non passa, gli esercizi che mobilizzano e rilassano la colonna lombare in estensione.
Per attuare questo programma sarebbe bene essere all'inizio guidato da me o da un insegnante preparato (vedi sito www.backschool.it, pagina Back School in Italia). Siccome nel mese di agosto sarò in vacanza le consiglio di acquistare il mio libro: Back School, un programma completo per prevenire e curare le algie vertebrali, Edizioni RED. Lo può trovare o far arrivare in qualsiasi libreria nella sua città.
Sul libro troverà descritto in modo dettagliato tutto quello che le ho proposto. In particolare, nel capitolo dedicato al dolore cronico, troverà un diario che lei deve utilizzare per verificare i miglioramenti. Tale diario va compilato per almeno sei settimane, che sono normalmente il tempo necessario per ridurre il dolore.
Non si scoraggi se avverte dolore nell'esecuzione degli esercizi; tali dolori scompariranno man mano che la colonna riprende la sua funzionalità.
Se sarà necessario potremo incontrarci a settembre. Può fissare un appuntamento con me telefonando al n. 026196588.
Restando a disposizione per ulteriori informazioni e chiarimenti la saluto cordialmente.

15 giugno 08

Coxartrosi e ciclismo
Domanda
Soffro di lieve coxartrosi sin., vorrei sapere da lei se posso continuare nella mia passione che è il ciclismo (circa 4000 Km l’anno).

Risposta

Il ciclismo è una attività sportiva molto valida per chi soffre di coxartrosi perchè mantiene una buona funzionalità degli arti inferiori con un carico limitato su di essi. Specialmente quando il soggetto che soffre di coxartrosi è in sovrappeso andare in bicicletta rappresenta una buona soluzione per muoversi senza provocare dolore.
Pertanto, se lei non avverte alcun fastidio pedalando, può continuare tranquillamente la sua attività preferita.
Occorre, tuttavia tenere presente che pedalare, esercita  esclusivamente i movimenti di flessione ed estensione dell'anca; è importante mantenere con esercizi specifici la completa mobilità articolare anche nei movimenti di abduzione, adduzione, rotazione interna ed esterna dell'anca.
Quando la situazione è più grave e la rima articolare è fortemente ridotta, la coxartrosi si manifesta, oltre che con il dolore, con una riduzione della mobilità: se ne può accorgere con una difficoltà a salire sulla bici.
In tal caso deve prestare la massima attenzione perché può succedere che pedalando, a causa della rigidità della articolazione dell’anca, compensi con un movimento del bacino che gradualmente provoca usura del rachide lombare e mal di schiena.
Di conseguenza, se si accorge di questo compenso e soffre di mal schiena, è bene che riduca le ore passate in bici.
Restando a disposizione per ulteriori informazioni la saluto cordialmente.

04-04-2008

Frattura vertebrale e riposo notturno
Domanda
Egregio professore buon giorno, navigando in internet ho scoperto l’esistenza della Vostra scuola.
Il giorno 25 gennaio 2008 presso un cantiere di lavoro ho avuto la necessità di saltare da un muretto alto circa 1.50, altezza sicuramente abbordabile, forse per un atleta, ma per un semplice geometra di 55 anni abituato a stare in ufficio e davanti al computer sicuramente no. Non so cosa e come abbia fatto, sono caduto in piedi, ma probabilmente tutto storto, comunque per farla breve, fortissimo dolore alla schiena con il risultato che la 10 vertebra dorsale ha subito una piccola frattura ingranata.
Ora porto un corsetto rigido a 3 PUNTE (lo  devo tenere sino al 14 maggio) che tolgo solo a dormire, ma il punto è proprio questo……parlarmi di andare a letto mi viene da star male in quanto per andare a letto (un letto normalissimo naturalmente non pensavo certo di rompermi) ci impiego mezzora per il dolore che sento……poi è vero dormo…………ma al mattino sono guai e chi si alza dal letto, per mettermi in piedi ci vorrebbe la gru, a volte faccio fatica anche ad iniziare a camminare, non parliamo poi quando faccio la doccia.
L’ortopedico mi ha detto che è una cosa normale e di resistere,………… sarà cosi ma non è certamente facile.
Forse chiedo la luna, ma secondo la sua esperienza non ci sono modi per soffrire meno, io ne conosco una dormire in piedi..(scusi la battuta) e non andare a letto
Grazie per la risposta.

Risposta

Caro …
in presenza di una frattura vertebrale deve proteggere la colonna vertebrale mantenendo le curve fisiologiche in tutte le 24 ore. Durante il giorno ci pensa il corsetto a proteggerla, durante il riposo notturno è importante che Lei dorma in posizione supina e che sostenga la fisiologica lordosi utilizzando un asciugamano arrotolato dietro la regione lombare. Le dimensioni dell'asciugamano devono essere tali da riempire lo spazio che c'è tra le vertebre lombari (quelle sopra la cintura) e il letto. Inoltre, verifichi che il cuscino che sostiene la testa abbia la giusta altezza e, cioè, mantenga lo sguardo verticale verso il soffitto.
Per avere i consigli utili per la sua schiena le consiglio di acquistare in libreria il mio ultimo libro che è appena uscito.
Si chiama: "Back School, una tecnica straordinaria per vincere il mal di schiena", autore Benedetto Toso, pubblicato da Red Edizioni, Milano, 2008.
Sul libro troverà la foto che indica come va utilizzato il supporto lombare notturno e le altre indicazioni utili per Lei.
Cordiali saluti.

Domanda successiva dello stesso lettore

Gentilissimo professore, la ringrazio per la RISPOSTA e per il consiglio di acquistare il Suo libro, cosa che ho fatto.
Siamo quasi allo scadere dei fatidici 3 mesi di corsetto, ma la cosa strana è che sento più dolori adesso che prima.
Specialmente al mattino quando mi alzo e devo fare la doccia, mi succede spesso di avvertire delle fitte nella zona lombo sacrale che mi impediscono di fare movimenti, poi rimesso il corsetto le cose migliorano un poco ma ogni tanto anche se meno violento questo dolore si fa sentire. L’ortopedico con cui sono in cura dice che sono cose normali, dovute anche al fatto che in quella zona (lombo sacrale) tempo fa mi avevano riscontrato dell’artrosi.
La mia paura invece è che trauma il  che ho avuto e l’immobilità dovuta al corsetto possa aver in qualche modo causato infiammazione ai nervi e alla muscolatura.
Volevo un suo parere.
Grazie

Risposta

L’immobilizzazione prolungata nel corsetto può provocare la riduzione della capacità respiratoria e l’indebolimento dei muscoli del tronco.
Per questo motivo, durante il periodo in cui il corsetto viene indossato a tempo pieno, è bene esercitare la funzione respiratoria con le prime passeggiate e con esercizi di respirazione abbinati ai movimenti degli arti superiori.
Sono molto utili le contrazioni isometriche che permettono di esercitare i muscoli del tronco anche senza movimento, indossando il corsetto.
La durata media dell’immobilizzazione è di circa 3-4 mesi e successivamente il corsetto viene abbandonato in modo graduale.
Alla rimozione del corsetto, nel periodo in cui viene abbandonato gradualmente, è fondamentale un buon programma di rieducazione funzionale per permettere al soggetto di ridurre il dolore, stabilizzare attivamente il rachide con un corsetto muscolare ed eliminare completamente il tutore ortopedico.
Il programma di esercizi descritto sul libro le permetterà di usare correttamente la colonna vertebrale nelle posizioni e nei movimenti quotidiani. L’uso corretto deve essere esteso a tutti i movimenti; cioè, deve distendersi e alzarsi dal letto, lavarsi, vestirsi, indossare i pantaloni, le calze e le scarpe ecc. in modo corretto come indica il mio libro.
Usare correttamente la colonna vertebrale le permetterà di ripristinare la sua funzionalità e di ridurre gradualmente il dolore.
- Esercizi nel periodo della graduale rimozione del corsettoIl programma rieducativo nei postumi di frattura, deve evitare i carichi sul rachide e, di conseguenza, viene eseguito esclusivamente in scarico.
Occorre evitare la mobilizzazione del rachide dorsolombare in flessione, in rotazione e in flessione laterale e privilegiare posture che mantengono una lieve estensione.
Eseguire la progressione di esercizi di educazione posturale proposta nel libro limitatamente agli esercizi in posizione supina e quadrupedica. Nelle successive sedute, si può proseguire la progressione aggiungendo gradualmente gli esercizi in posizione seduta e in stazione eretta (grounding), per acquistare la capacità di mantenere le curve  fisiologiche  nelle posizioni e nei movimenti quotidiani.
Una volta raggiunta la capacità di mantenere il rachide in posizione neutra eseguire gli esercizi per apprendere la tecnica del verrouillage e stabilizzare la colonna attivamente, in modo da poter rimuovere il corsetto senza problemi.
- Esercizi dopo la rimozione del corsetto
Quando il corsetto è stato rimosso completamente e i dolori si sono attenuati si intensifica il programma rieducativo, inserendo anche gli esercizi in carico.
Si inizia a mobilizzare dolcemente la colonna vertebrale per prevenire la rigidità della colonna vertebrale che è tipica di chi ha subito una frattura ed è rimasto a lungo immobilizzato.
Resto a disposizione per ulteriori informazioni e la saluto cordialmente

Domanda successiva dello stesso lettore

Corsetto e osteoporosi
Domanda
Gentilissimo professore faccio riferimento a questa mia che le allego e alle Sue gentilissime risposte.
Dopo circa quattro mesi di corsetto rigido e dopo un mese di quello semirigido, le ultime lastre hanno evidenziato un po’ di osteoporosi e devo fare ulteriori  esami come la MOC.
Il mio ortopedico mi ha detto di non fare assolutamente niente; io non comprendo, se continuo a non far niente come posso recuperare calcio, forse continuerò a perderlo. Sono 4 mesi che non faccio niente, ho dolori sparsi e mi sono indebolito.
Premetto che prima dell’incidente che mi ha provocato la frattura di una vertebra, io la schiena non sapevo nemmeno di averla; è vero che probabilmente l’incidente ha anticipato ciò che probabilmente era gia in atto, visto che la osteoporosi viene definita come quel ladro silente che ruba poco alla volta.
Mi scuso se la disturbo ancora, ma da Lei vorrei una parola che mi facesse capire che da questa situazione ne posso uscire; ho 55 anni, pur in presenza di osteoporosi, devo trovare il modo di migliorare e sentire meno dolore.
Grazie

Risposta

Dopo 4 mesi di corsetto è normale che ci sia osteoporosi. Continui a fare quello che le ho indicato; usando correttamente la colonna vertebrale ed eseguendo con costanza gli esercizi indicati sul libro a poco a poco la sua colonna riprenderà a funzionare e non le farà più male. Con una sana alimentazione e con una vita attiva all'aria aperta si ridurrà anche l'osteoporosi.
Cordiali saluti.

03 giugno 2007

Esercizi che riducono la lordosi lombare
Domanda
Il medico mi ha consigliato la pratica di ginnastica posturale con flessioni di Williams. Non ho la più pallida idea di cosa siano tali esercizi. Mi potrebbe dire di cosa si tratta?
Grazie in anticipo.

Risposta

Gli esercizi proposti da Williams sono mirati a mobilizzare il rachide lombare in flessione per ridurre la lordosi lombare. Sono utili per i soggetti in cui la lombalgia è dovuta a iperlordosi lombare o spodilolisi o anterolistesi o stenosi del canale spinale.
Può trovarli sul mio libro "Mal di schiena: prevenzione e terapia delle algie vertebrali" pubblicato da EDI.ERMES. Naturalmente è bene che li apprenda sotto la guida di un insegnante o fisioterapista qualificato ed è importante che gli esercizi siano abbinati ad un uso corretto della colonna vertebrale.
Cordiali saluti.

03 giugno 2007

Lombalgia cronica
Domanda
Da una vita soffro di mal di schiena. La diagnosi è: perdita della lordosi lombare e discopatia L5 S1. Purtroppo la natura principale dei miei dolori, credo sia da attribuire principalmente alla poca attività fisica che ho fatto nella mia vita. Infatti in quei brevi periodi in cui ho frequentato una palestra, sono stata decisamente meglio.
Soprattutto quando alcuni mesi fa ho frequentato, una scuola  che utilizzava proprio il metodo della Back School, e devo dire che mi stavo riprendendo bene; poi ho avuto problemi personali e ho dovuto lasciare, tra l'altro tale scuola si trova a mezz'ora di macchina da dove abito.
Le faccio presente che i miei dolori sono localizzati esclusivamente nella zona lombare senza fortunatamente coinvolgere, ne il nervo sciatico, ne altra sede.
La ringrazio anticipatamente per la sua disponibilità, e in attesa di sue eventuali risposte, Le porgo i più cordiali saluti.

Risposta
Già da sola ha intuito quello che è importante fare per la sua schiena.
Non deve limitare la cura a cicli di frequenza della Back School, ma é importante che lei faccia tutti i giorni quello che serve per la sua schiena: gradualmente la sua colonna vertebrale funzionerà meglio e la lombalgia si ridurrà in modo radicale.
Per raggiungere questo obiettivo è importante che lei impari a mantenere la fisiologica lordosi lombare nelle posture, nei movimenti e negli sforzi quotidiani; deve, inoltre, ripetere quotidianamente ogni due ore esercizi mirati a ripristinare la lordosi.
Infine, inserisca tra le sue abitudini quotidiane una passeggiata a passo svelto; inizierà con il camminare per mezz'ora raggiungendo gradualmente l'ora. La passeggiata è l'attività motoria che può essere eseguita anche in presenza di lombalgia ed è utile per riformare la benefica lordosi lombare.
Mi scriva pure se desidera qualche altro chiarimento.
La saluto cordialmente.

03 giugno 2007

Lombalgia in esiti di intervento chirurgico per ernia
Domanda
Da anni ho problemi alla schiena (operato microchirurgia ernia L4/L5 nel 2002) e nell'ultimo anno in particolare la situazione  è degenerata con dolori molto forti e tre episodi di blocco totale con relative conseguenze nell'ambito lavorativo e sociale. Ho problemi in particolare di lombalgia e la risonanza mostra nuova ernia L4/L5 e varie altre protrusioni che però non sembrano danneggiare o comprimere i nervi. Il neurochirurgo ha parlato di intervento di "stabilizzazione" che però non garantisce alcunché mentre il fisiatra suggerisce kinesi per recuperare la lordosi e  allungamento ischio crurali. Vorrei capire se, secondo voi, potrei avere beneficio dal metodo e se sì, come si potrebbe concretizzare la cosa in termini di tempi e di costi. La distanza con Voi è molta ma leggo sul sito che è possibile fare una sorta di corso intensivo a meno che non abbiate dei corrispondenti da queste parti.
Mi fate sapere qualcosa per favore?
Grazie!

Risposta
è bene che si dia da fare per evitare un ulteriore intervento per non indebolire ulteriormente la sua colonna vertebrale.
Sicuramente potrà trarre giovamento dal programma della Back School che nel suo caso prevede semplici esercizi da ripetere a casa e nelle pause di lavoro ogni due ore e uso corretto della sua colonna vertebrale nel lavoro, nel tempo libero e nel riposo.
Nella pagina Back School in Italia troverà l'indirizzo dei miei allievi più vicini alla sua abitazione.
Cordiali saluti

03 giugno 2007

I metodi per curare il mal di schiena
Domanda
Sono un insegnante, suo allievo che ha frequentato i corsi di Back School di 1° e 2° livello.
Nella mia città sto lottando tantissimo per far capire alla gente che il mal di schiena si cura solo con metodi attivi. E' difficile se poi il tutto si somma ai tantissimi medici che non mi appoggiano ASSOLUTAMENTE, continuando a prescrivere antifiammatori e terapie manuali; a tutto questo si aggiunge anche la grandissima moda del PILATES che finalmente sembra poter risolvere tutti i problemi.
La mia DOMANDA è proprio in merito a questa disciplina. Cosa ne pensa lei del Pilates? Come Back School come possiamo far capire alla gente  che sono 2 cose completamente diverse? Che il Pilates NON E' UNA TRATTAMENTO SPECIFICO? Purtroppo diversi giornali parlano del Pilates come una CURA PER IL MAL DI SCHIENA.
In attesa di un suo parere, Saluti.

Risposta
Lei sa come la penso relativamente ai metodi e alle mode.
La moderna Back School non è un metodo ma è un programma completo in continua evoluzione che utilizza ciò che di positivo hanno i diversi metodi. I metodi tradizionali di rieducazione proposti da Williams, Cailliet e Charrière, vengono  completati con l’apporto dei moderni metodi di cinesiterapia: terapia meccanica di Mckenzie, metodo Feldenkrais, metodo Mézières, Rieducazione posturale globale di Souchard, metodo Alexander, metodo Pilates, metodo dei riflessi posturali,  Recupero Funzionale, Work Hardening, Verrouillage, Stabilizzazione della colonna dorsolombare, Meccanismo protettivo lombare, Rieducazione propriocettiva, Idrochinesiterapia, Bioenergetica.
Tanti autori, tanti metodi, tante teorie: gli autori che li hanno proposti meritano attenzione perché hanno dedicato il loro studio e il loro lavoro al trattamento dei dolori vertebrali: tutti hanno cercato la verità senza raggiungerla al 100%. Di conseguenza è limitativo affidarsi solo ad un metodo.
Occorre la capacità critica di cogliere ciò che i diversi metodi hanno in comune e le motivazioni per cui presentano delle divergenze.
Occorre non accontentarsi mai, più si studia più ci si accorge di non sapere mai abbastanza. Ne consegue un atteggiamento di umiltà, di disponibilità e di continua ricerca: non basta una vita di studio e di lavoro per conoscere in modo approfondito tutti i metodi e tutti gli studi che si sono occupati e che si occuperanno della prevenzione e del trattamento delle algie vertebrali.
Di conseguenza è bene non affidarsi solo ad un metodo, ma sceglierlo secondo l’obiettivo da raggiungere o le necessità del soggetto che soffre di dolori vertebrali e che si affida alla nostra guida. Al primo posto non deve essere il metodo, ma il benessere dell’allievo della back school: la sua capacità di gestire i dolori vertebrali  con un atteggiamento di fiducia e con un impegno personale, grazie alla preparazione psicofisica acquisita.
Questo è il messaggio che la Back School Programma Toso sta diffondendo. Se al giorno d'oggi tutti i pazienti lombalgici seguissero gli insegnamenti della Back School, l'incidenza della lombalgia sarebbe ridotta dell'80%. Ma noi sappiamo che purtroppo i dolori vertebrali sono in continuo aumento. Questo perchè le Back School non sono ancora diffuse in modo capillare e gran parte dei pazienti lombalgici si affida a trattamenti passivi che non sono efficaci nella prevenzione del dolore e non sono sufficienti a ridurre la lombalgia cronica.
Quando 35 anni fa, ho incominciato a seguire i soggetti sofferenti di algie vertebrali con la ginnastica antalgica, il campo di azione del movimento era ancor più limitato rispetto ai giorni nostri: le indicazioni erano di evitare gli esercizi in fase acuta e in presenza di una grave discopatia o di ernia discale.
Ora ci conforta il fatto che la medicina basata sull'evidenza conferma l'efficacia della Back School nel trattamento della lombalgia sia acuta che cronica, anche in presenza di ernia discale.
Il dolore fino a pochi anni fa era visto come un ostacolo per il movimento; infatti, la prima fase del trattamento dei pazienti con algie vertebrali prevedeva riposo a letto e terapie passive, farmaci, massaggi, elettroterapia, ecc.
Ora il dolore è diventato il migliore alleato della rieducazione: infatti, è molto più facile educare un soggetto che soffre di mal di schiena a sedersi e muoversi correttamente, quando, in fase acuta, i movimenti scorretti provocano dolore. Allo stesso modo è più facile convincerlo ad eseguire regolarmente gli esercizi, quando si accorge che con la loro ripetizione può ridurre il suo dolore.
Stiamo diffondendo un messaggio positivo, supportato da prove scientifiche che, oltre a valorizzare il nostro lavoro, dà significato alla nostra vita.
Ecco anche la forza della Back School Programma Toso che sta gradualmente crescendo e si diffonde su tutto il territorio nazionale con lo stesso programma il messaggio della Back School.  
Auguri per la sua Back School.

14 maggio 2007

Lombalgia cronica e terapie passive
Domanda
Da numerosi anni soffro di lombalgia. Una RMN ha evidenziato una protrusione discale L5-S1.
In questi anni mi sono sottoposto a numerosi trattamenti:farmaci, massaggi, manipolazioni, ultrasuoni, ionoforesi, TENS.
Siccome il dolore persiste, che ne pensa di fare alcuni cicli di ozonoterapia?
La ringrazio anticipatamente del suo parere.
Saluti

Risposta
Quando il dolore è cronico o si ripresenta spesso, non è sufficiente curare i sintomi con terapie passive ma è bene agire sui fattori di rischio che rendono il dolore persistente. Non è sufficiente affidarsi passivamente alle diverse forme di terapia per il mal di schiena ma è importante fare tutti i giorni quello che serve perchè la colonna vertebrale funzioni bene.
Occorre cioè seguire un programma capillare che viene adattato alle esigenze specifiche di ognuno: esercizi mirati per riequilibrare le strutture del rachide, uso corretto del rachide nel lavoro, nel tempo libero e nel riposo, azione su eventuali altri fattori di rischio quali ansia, tensione eccessiva, abuso di caffeina, nicotina e insufficiente conoscenza della colonna vertebrale.
La saluto cordialmente e resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.

28 gennaio 2007

Allungamento degli ischiocrurali in caso di ernia del disco
Domanda

Ho comprato i 2 libri Back School e ho letto nel capitolo ottavo che, in caso di ernia discale, sono da evitare gli esercizi di allungamento dei muscoli ischiocrurali. Perchè?

Risposta

La presenza di protrusione o ernia discale a livello lombare può essere asintomatica o determinare lombalgia o lombosciatalgia o lombocruralgia.
In presenza di protrusione discale o di ernia contenuta il materiale discale si limita a raggiungere il legamento longitudinale posteriore e la messa in tensione delle fibre nervose di quest’ultimo può determinare un dolore lombare (lombalgia centrale). Se, invece, l’ernia è più invasiva comprime un nervo rachideo e diventa causa di algia radicolare. Quanto più grave è l’erniazione tanto maggiore è l’effetto compressivo sul nervo rachideo e tanto più estese sono le zone interessate dal dolore radicolare; oltre al dolore, la presenza dell’ernia discale può provocare alterazioni dei riflessi, della forza, della sensibilità.
La protrusione o l’ernia discale a livello lombare si verificano più frequentemente tra L5/S1 e tra L4/L5. Questi ultimi dischi sono soggetti a maggiore usura sia perché sopportano il peso di tutta la parte superiore del corpo sia perché si trovano a livello della cerniera lombosacrale, dove la parte mobile della colonna si unisce a quella rigida, l’osso sacro. In questi casi la lesione discale può provocare una lombosciatalgia; se, invece l’ernia si verifica a livello del 3° disco lombare, tra la 3° e la 4° vertebra, si ha una lombocruralgia.
La compressione del nervo sciatico per ernia discale L4-L5 o L5-S1 viene confermata dal test SLR (Straight Leg Raising test) o Test di sollevamento dell’ arto inferiore teso.
Tale test viene eseguito con il paziente in posizione supina flettendo l’anca con l’arto inferiore teso in modo dolce e lento; la manovra può provocare, per trazione sulle radici del nervo sciatico, un dolore a livello lombare basso con irradiazione alla regione posteriore dell’arto.
La positività del test è indicativa di compressione, da questo lato, delle radici nervose L5 ed S1.
La limitazione del movimento e il dolore posteriore alla coscia possono essere dovuti sia allo stiramento del nervo sciatico che alla retrazione degli ischiocrurali.
L’elasticità dei muscoli ischiocrurali può essere misurata con l’inclinometro zenitale: si considera sufficiente la loro elasticità quando l’arto inferiore viene sollevato di almeno 80°.
Normalmente la retrazione degli ischiocrurali si manifesta quando l’elevazione dell’arto supera i 50°/60° e non raggiunge gli 80°.
In presenza di lombosciatalgia, invece, il test risulta positivo al di sotto dei 50° di elevazione: la sciatalgia può essere provocata anche con un sollevamento di soli 15°, 20°, 25°, 30° dell’arto inferiore. In questo modo il test permette di esprimere anche una valutazione quantitativa, evidenziando un test SLR positivo a 15°, 20°, 25°, 30°.
Fatte queste premesse si comprende come, in presenza di lombosciatalgia da ernia o protrusione discale, non solo è bene evitare, ma normalmente è anche impossibile eseguire gli esercizi di allungamento degli ischiocrurali.
Occorre aggiungere che in oltre il 90% dei casi la sciatalgia si riduce entro dieci settimane dalla sua comparsa; ecco che allora, diventa possibile flettere l’anca con l’arto inferiore teso. Allora gli esercizi di allungamento dei muscoli ischiocrurali, non solo sono consentiti ma vanno eseguiti con gradualità e costanza per prevenire la formazione di radice nervosa aderente che è una delle complicazioni più frequenti conseguenti alla guarigione da un’ernia del disco lombare.

28 gennaio 2007

Rettificazione delle curve fisiologiche
Domanda

Quando il rachide è diritto, cioè non ha più le curve fisiologiche, che cosa è possibile fare per migliorare la funzionalità della colonna vertebrale e ridurre il mal di schiena?

Risposta

La maggior parte dei dolori localizzati a livello del rachide lombare e cervicale è dovuta  alla riduzione o rettificazione delle lordosi che sono le curva fisiologiche, benefiche, normalmente presenti a livello lombare e cervicale.
La presenza di tali curve aumenta la resistenza della colonna alle sollecitazioni di compressione assiale. Esse sono pertanto benefiche per la colonna vertebrale, le conferiscono una maggiore capacità di ammortizzare le pressioni e le sollecitazioni.
E’ normale avere un certo grado di lordosi e di cifosi, non è normale che aumentino (iperlordosi e ipercifosi), ma non è positivo neppure che si riducano.
Quando sono presenti le giuste lordosi la pressione si distribuisce uniformemente sul pilastro anteriore (disco e corpo vertebrale) e sul pilastro posteriore (faccette articolari). In questo modo la colonna è più solida, capace di sopportare senza problemi, pressioni anche elevate.
La rettificazione delle lordosi normalmente è conseguenza delle posture statiche scorrette prolungate. È quello che  avviene a coloro che conducono una vita sedentaria e non svolgono una adeguata attività motoria di compenso: soggetti che mantengono la flessione del rachide non solo otto ore in ufficio ma altre ore nel tempo libero e, spesso, anche durante il riposo notturno.
La mancanza delle lordosi rappresenta una condizione che rende il rachide cervicale più delicato, instabile, meno resistente, meno capace di sopportare le pressioni quotidiane.
Il soggetto, di conseguenza, comprende come non sia sufficiente preoccuparsi di ridurre il dolore con farmaci, massaggi o altre terapie passive. Ma occorre fare fondamentalmente due cose:
1° evitare, il più possibile, le posture e i movimenti che costringono il rachide in flessione;
2° eseguire con dolcezza e gradualità gli esercizi utili che mobilizzano il rachide in estensione.

20 dicembre 2006

Inversione di gravità
Domanda

Soffro di mal di schiena da molti anni; la mia risonanza magnetica ha evidenziato la rettificazione della lordosi lombare e la presenza di un’ernia discale tra quarta e quinta vertebra lombare. Ho visto la pubblicità televisiva che consiglia, per risolvere i problemi alla schiena uno strumento per l’inversione di gravità. Desidero chiedere al professor Toso se questo attrezzo può essere utile per me. Ringrazio anticipatamente per l’attenzione.

Risposta

I dischi intervertebrali sono molto importanti nel determinare la lombalgia. Essi quotidianamente ricevono sollecitazioni che provocano una lieve riduzione del loro spessore; al termine della giornata si ha una diminuzione della statura da 1 a 2 cm.
Normalmente è sufficiente il riposo notturno per permettere ai dischi di reidratarsi e di riacquistare il loro spessore originale.
Tuttavia, nell’attività lavorativa e sportiva si verificano spesso posture o movimenti che sottopongono a elevata pressione i dischi intervertebrali. In tal caso diventa importante decomprimere i dischi.
A questo scopo può essere utile ridurre la pressione sui dischi attraverso l’inversione di gravità: essa consente di realizzare una trazione naturale che preserva dai rischi di una trazione eccessiva.
È importante precisare che per ottenere i benefici appena descritti, occorre essere rilassati e consapevoli di quello che si realizza a livello della colonna vertebrale durante la sospensione. Il raggiungimento della posizione inclinata che permette l’inversione della gravità deve essere lento e progressivo; allo stesso modo deve essere dolce e graduale il ritorno in carico.
Con l’uso regolare di questo attrezzo si possono ottenere dei risultati positivi, oltre che sulla colonna vertebrale, anche sulle manifestazioni da tensione e da stress e sulla mancanza di concentrazione; l’aumento di afflusso di sangue a livello della testa può dare risultati positivi anche sull’estetica del viso e dei capelli.
È importante conoscere le controindicazioni dell’inversione di gravità. Essa è controindicata nei seguenti casi: lesioni tumorali o infezioni, osteoporosi o osteomalacia, pazienti ipertesi, pazienti con ernia iatale.
Un altro limite di questi attrezzi è dovuto al fatto che la trazione prima di raggiungere la colonna vertebrale coinvolge anche le articolazioni dell’arto inferiore: di conseguenza sono controindicati nei soggetti che presentano ipermobilità da lassità muscololegamentosa o instabilità articolare delle ginocchia.
Inoltre l’inversione di gravità non è utile per i soggetti che presentano una riduzione delle curve fisiologiche perché durante la sospensione tali curve si riducono ulteriormente.
Occorre infine sottolineare che tale attrezzo non è sufficiente, da solo, per prevenire e curare il mal di schiena ma va abbinato agli esercizi attivi di ginnastica antalgica e rieducativa adattati alle esigenze del soggetto.
In particolare sono utili gli esercizi di educazione posturale e di stabilizzazione del rachide che permettono di usare correttamente la colonna vertebrale nelle posture e nei movimenti quotidiani e di proteggerla durante gli sforzi.


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