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1 febbraio 2014

Domanda - Scoliosi: quando è indicato il corsetto?
Da giovane ho sofferto di scoliosi e ho portato il busto per diversi anni. Per questo sono terrorizzata che anche mia figlia che il prossimo anno andrà a scuola ne possa soffrire. Cosa posso fare per prevenire quello che ho passato io?

Risposta

Normalmente il periodo in cui insorge e si aggrava la scoliosi è quello puberale.
Purtroppo, talvolta succede che non ci accorge subito dell’insorgenza della scoliosi perché essa non provoca dolore né altri disturbi e, di conseguenza, si inizia a curarla quando si è già aggravata.
Pertanto, è fondamentale riconoscere i segni della scoliosi il più presto possibile, per prevenire il suo peggioramento, evitare le conseguenze più gravi e far in modo che il soggetto scoliotico conduca una vita normale senza alcun dolore.
Per comprendere meglio che cos'è la scoliosi, la sua insorgenza e la sua evoluzione riporto alcune parti del mio libro "Back School per gli studenti - Programma per prevenire e curare il mal di schiena e le patologie vertebrali".

Scoliosi
Normalmente la colonna vertebrale vista posteriormente è diritta. In presenza di scoliosi, non è più diritta, ma si evidenzia una deviazione laterale, con asimmetria, più o meno marcata, delle spalle, delle scapole o del profilo dei fianchi.
Fino a pochi anni fa la scoliosi veniva chiamata deviazione laterale del rachide. Ma, poi, si è compreso che tale definizione non è sufficiente perché la scoliosi è caratterizzata anche da alterazioni negli altri piani dello spazio. Cioè la scoliosi si manifesta:
•  sul piano frontale come una deviazione laterale,
•  sul piano sagittale con una alterazione delle curve, spesso provocandone una riduzione o inversione,
•  sul piano orizzontale con un movimento di rotazione.
In conseguenza di queste alterazioni il soggetto scoliotico, spesso si presenta diritto in modo abnorme quando lo si osserva di profilo (cioè, si riducono le curve fisiologiche) e con una evidente asimmetria delle spalle e dei fianchi quando lo si osserva frontalmente e dorsalmente.
In oltre l’80% dei casi la scoliosi viene definita idiopatica; cioè, non è possibile riconoscere una causa precisa e probabilmente non ha un’unica causa.

Che differenza c’è tra scoliosi e atteggiamento scoliotico?
L’atteggiamento scoliotico si distingue dalla scoliosi vera perché è completamente correggibile con l’autocorrezione. È una deviazione laterale del rachide senza alterazioni della struttura delle vertebre che scompare eseguendo una flessione del busto in avanti.
La scoliosi vera si evidenzia con un test molto semplice, chiamato test di Adams, o bending test: si esegue in stazione eretta effettuando una flessione del busto con gli arti inferiori.
In presenza di scoliosi vera si evidenzia una asimmetria con una prominenza costale o lombare che viene chiamata gibbo.

Come si valuta la gravità della scoliosi?
Il gibbo può essere misurato con diversi strumenti: la livella e il  gibbometro lo misurano in millimetri; l’inclinometro d’Osualdo e lo Scoliometer di Bunnel lo misurano in gradi. Tale misurazione è molto importante, perché permette di valutare l’evoluzione della scoliosi ed evidenzia eventuali peggioramenti senza far ricorso continuamente a radiografie.
Quando il test di Adams è positivo ed evidenzia un gibbo di una certa entità, il medico richiede una radiografia per valutare l’entità della scoliosi.
La gravità della scoliosi viene espressa in gradi misurati con il metodo Cobb. Quanto più aumenta il valore angolare tanto più è grave la scoliosi.

Come si cura la scoliosi?
La scelta del trattamento deve essere riservata ad un esperto di patologie del rachide in età evolutiva. La terapia varia in funzione della gravità della scoliosi e dell’età del paziente.
•  L’atteggiamento scoliotico e la scoliosi inferiore ai 10° cobb non vengono trattati in modo specifico: è sufficiente la semplice osservazione, con controllo a distanza.
•  In presenza di scoliosi lieve, superiore a 10° ed inferiore a 20°, sono sufficienti gli esercizi specifici guidati da un rieducatore esperto, abbinati all’uso corretto del rachide.
•  Quando la curva supera i 20° e c’è un residuo periodo di crescita, viene prescritto il trattamento con corsetto.
In alcuni casi, per fortuna rari, quando la curva supera i 60°, il corsetto non è sufficiente e si rende necessario un intervento chirurgico che blocca tutte le vertebre interessate dalla scoliosi per stabilizzarle e impedire un ulteriore aggravamento.
Occorre fare tutto quello che è possibile per arrivare all’intervento chirurgico; in particolare, è importante scoprire la scoliosi il più presto possibile per prevenire il suo peggioramento ed evitare le conseguenze più gravi.
Purtroppo, talvolta succede che non ci accorge subito dell’insorgenza della scoliosi perché essa non provoca dolore né altri disturbi e, di conseguenza, si inizia a curarla quando si è già aggravata.

Quanto è diffusa la scoliosi?
La scoliosi è maggiormente diffusa nel sesso femminile.
Per fortuna sono più diffuse le scoliosi lievi; più rara l’incidenza delle scoliosi gravi.
Le scoliosi lievi, superiori a 10° ed inferiori a 20° interessano circa il 2-3% della popolazione.
Le scoliosi superiori a 20° ed inferiori a 40° interessano una piccola percentuale (0,1 -0,5%).
Le scoliosi più gravi, superiori a 40°, hanno un incidenza inferiore allo 0,1%.

Quando insorge e quando peggiora la scoliosi?
Normalmente il periodo in cui insorge e si aggrava la scoliosi è quello puberale. Dopo questo periodo di accrescimento la colonna vertebrale trova un suo equilibrio e la curva tende a stabilizzarsi.
Poi, il rischio di aggravamento si ripresenta con la menopausa: la comparsa dell’osteoporosi e la riduzione degli spazi discali con le conseguenti alterazioni artrosiche favoriscono l’aggravamento delle deformazioni vertebrali a cuneo.

La scoliosi può provocare mal di schiena?
La scoliosi non provoca mal di schiena. Nei casi più gravi, ha delle conseguenze negative a livello estetico e funzionale, perché deforma la schiena e riduce la funzionalità respiratoria.

Il nuoto è lo sport più adatto per chi ha la scoliosi?
Fino a pochi anni fa l’attività sportiva veniva sconsigliata ai soggetti scoliotici. L’unico sport che veniva ritenuto valido era il nuoto: infatti, i medici spesso prescrivevano ai pazienti scoliotici, indifferentemente, nuoto o ginnastica correttiva.
Ora si è compreso che il nuoto, pur essendo un’attività sportiva validissima, non ha nei confronti della scoliosi quelle qualità terapeutiche che in passato gli sono state attribuite e non è in grado da solo di controllare l’evoluzione di una scoliosi.
Addirittura, l’esagerare nella attività natatoria può essere dannoso in presenza di scoliosi grave, perché il nuoto rende la colonna più mobile e, di conseguenza, più facilmente deformabile. Inoltre le profonde respirazioni abbinate alla pressione dell’acqua sviluppano un meccanismo rotatorio sul torace che favorisce il peggioramento del gibbo costale.
Il soggetto scoliotico va educato e allenato a muoversi in armonia ed equilibrio al di fuori dell’acqua, e a vincere la forza di gravità nelle posizioni e nei movimenti quotidiani.
Questo obiettivo può essere ottenuto con una valida ginnastica rieducativa, individualizzata e adattata, abbinata alla pratica degli sport in carico.

Chi ha la scoliosi può praticare una attività sportiva?
Il soggetto scoliotico, dopo aver appreso gli esercizi di autocorrezione in palestra e dopo aver imparato a stabilizzare il rachide, è bene che pratichi attività motorie e sportive: la colonna vertebrale risponde alle sollecitazioni di carico e di squilibrio nel corso delle attività motorie con reazioni riflesse che hanno un effetto correttivo e non deformante.
Si comprende allora come sia non solo utile, ma addirittura indispensabile abbinare agli esercizi di ginnastica l’attività sportiva: i benefici psicologici che lo sport è in grado di apportare sono utili al soggetto scoliotico di ogni età e contribuiscono a sviluppare una immagine positiva del corpo che permette di superare le difficoltà psicologiche dovute alla deformazione vertebrale.

05 giugno 2012

Scoliosi in età adulta
Domanda
Salve, Le scrivo perché sono affetta da scoliosi a doppia curva toracica, che fino a qualche anno fa non mi dava particolari fastidi, adesso conducendo una vita più sedentaria, sono aumentati i dolori. Mi sono sottoposta a diverse terapie (tens, massaggi...) che alleviano per un po’ il problema ma nulla di particolarmente soddisfacente, pur consapevole che il problema permarrà. Mi hanno parlato della Back School e vorrei chiedere informazioni maggiori in merito e sapere, inoltre, abitando a Bologna qual è il riferimento più vicino.
Grazie per l'attenzione dedicatami
Cordiali Saluti

Risposta
Normalmente la scoliosi non provoca dolori alla schiena.
Tuttavia, è fondamentale sapere il valore angolare delle sue curve.
La scoliosi di solito si manifesta in età puberale, poi in età adulta le scoliosi lievi si stabilizzano; infine il rischio di peggioramento si ripresenta con la menopausa perché la comparsa di artrosi e osteoporosi può determinare un aggravamento della scoliosi.
Il fatto che sia a doppia curva è positivo perché una curva compensa l'altra e si ha stabilità.
Per lei è fondamentale usare correttamente la colonna vertebrale nelle posture, nei movimenti quotidiani e durante il riposo notturno; l'uso corretto permette non solo di prevenire il mal di schiena ma anche di evitare un peggioramento.
Cordiali saluti.

26 gennaio 2012

Informazioni sugli esercizi per il mio problema di scoliosi e protrusioni discali
Domanda
Ho 24 anni e sono preoccupato per le condizioni del mio stato di salute e ho una scarsa forma fisica. Le racconto la mia situazione:nel 2008 ho incominciato ad avvertire dei dolori alla schiena, ho fatto dei raggi e da li ho scoperto che  avevo una scoliosi ad S italica nel tratto dorso-lombare con lievissimo sollevamento dell'ala iliaca destra. Mi sono recato così da un ortopedico, che vedendo le lastre mi ha consigliato di sottopormi a delle  sedute di rieducazione posturale globale e cosi sono andato da una fisioterapista specializzata in materia. Non essendo del tutto soddisfatto, ho voluto fare degli esami più specifici e facendo una risonanza magnetica ho riscontrato che a L2-L3 si osserva una protrusione intraforaminale bilaterale dell'anulus fibrosus. Anulus fibrosus protruso posteriormente a L4-L5. Normali il cono, l'epicono midollare e l'ampiezza del canale rachideo. Sono andato così da un neochirurgo che mi ha prescritto di fare ogni giorno per un anno degli esercizi diaframmatici, e li sto facendo tutt'ora.
Ora sono triste perché non so più che fare, vorrei sapere, quali esercizi o sport posso fare o meglio se ci sono cure per il mio problema; vorrei da voi delle informazioni.

Risposta  

Se la sua scoliosi è stata riconosciuta a 24 anni significa che quasi sicuramente è molto lieve e non interferisce con il suo dolore. Anche le protrusioni discali sono benigni e rientrano con i giusti esercizi e usando correttamente la colonna vertebrale.
Pertanto lei per stare bene deve eseguire poche e semplici esercizi mirati e usare correttamente la colonna vertebrale nelle posture e nei movimenti quotidiani.
Cordiali saluti.

31 marzo 2011

Che fare in età adulta in presenza di grave scoliosi?
Domanda
Ho 23 anni e ho una grave scoliosi.
All'età di 11-12 anni ho portato diversi corsetti e frequentavo un corso di ginnastica correttiva.
I corsetti hanno funzionato poco per colpa mia.... li usavo poco e malvolentieri.
Ora i disagi sono più che altro estetici, in quanto (per il momento) non avverto dolori alla schiena.
Per disagi estetici intendo una costola sporgente, la parte sinistra del petto sporgente....
Per pigrizia da molti anni non faccio nessuno sport e quindi non ho nemmeno una salda muscolatura della schiena.
Le chiedo gentilmente di darmi consigli utili su che tipo di attività fisica svolgere.
L'ultima lastra risale al 2009 ma ad oggi credo proprio di essere aimè peggiorata.  
In attesa di un Suo gentile riscontro La ringrazio per l'attenzione e porgo i miei più cordiali saluti.

Risposta

La scoliosi in età adulta si stabilizza ed è possibile avere una vita normale senza dolore.
Il rischio di peggioramento si ripresenterà poi con la menopausa, quando insorgeranno l'artrosi e l'osteoporosi.
Di conseguenza, è importante che lei faccia già ora tutti i giorni quello che serve e cioè,
usi correttamente la colonna vertebrale nelle posture, nei movimenti quotidiani e nel riposo,
conduca una vita attiva con una passeggiata quotidiana all'aperto di almeno mezz'ora,
eviti di fumare, di scoraggiarsi a causa della scoliosi,
eviti le attività motorie e gli esercizi che mobilizzano la colonna.

21 luglio 2010

Scoliosi e lombosciatalgia
Domanda
Salve professore,
vorrei chiederle un consiglio per me strettamente necessario. Ho 24 anni, una scoliosi di 35° e 34° e frequenti lombosciatalgie da quando avevo 16 anni, sono stata visitata a lungo e mi hanno consigliato di sottopormi ad una posturologia antalgica specifica per la schiena, volevo sapere da lei se gentilmente  sa indicarmi qualcuno su Bari. La mia vita è terribilmente condizionata da questo dolore cronico. La ringrazio infinitamente.

Risposta
La sua scoliosi e la presenza di lombosciatalgia meritano la massima attenzione.
L'evolutività della scoliosi è massima nel periodo puberale. Dopo questo periodo di accrescimento la colonna vertebrale trova un suo equilibrio e la curva tende a stabilizzarsi.
Dopo la maturità scheletrica il rischio di progressione interessa quasi esclusivamente le scoliosi più gravi, superiori a 50°. La velocità di aggravamento è molto ridotta rispetto a quella verificatasi durante la crescita.
Infine, il rischio di progressione si ripresenta con la menopausa: la comparsa dell'osteoporosi e dell'artrosi favoriscono l'aggravamento delle deformazioni vertebrali.
Pertanto, dobbiamo fare in modo che la sua scoliosi si stabilizzi e che il dolore non solo si riduca ma non ritorni.
Per ottenere questi risultati è importante che Lei sia guidata nell'apprendimento degli esercizi utili per imparare a usare correttamente la colonna vertebrale nelle posture, nei movimenti quotidiani e per stabilizzarla durante gli sforzi.
Intanto le consiglio di acquistare il mio libro: Back School, un programma completo per prevenire e curare le algie vertebrali, edizioni RED. Lo può trovare o far arrivare in qualsiasi libreria nella sua città.
Sul libro troverà descritto in modo dettagliato tutto quello che deve fare.
Sul sito www.backschool.it , nella sezione Back School in Italia può trovare i nomi dei miei allievi più vicini alla sua abitazione.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti e la saluto cordialmente.
Benedetto Toso

13 maggio 2010

Scoliosi e mal di schiena
Domanda
Buona sera ho letto l'articolo sulla Back School su Ok Salute e mi interessavano avere delle informazioni più dettagliate.
Ho 53 anni e soffro di male alla schiena dovuta ad una scoliosi congenita.
Da un paio di anni si sono formate delle protrusioni che mi causano dolori alla schiena ed alla coscia sinistra. E' teoricamente possibile risolvere il mio problema?
La ringrazio anticipatamente per le informazioni che vorrà darmi e porgo cordiali saluti.

Risposta
La presenza di scoliosi normalmente non provoca mal di schiena.
Le riporto alcune frasi dal mio libro:"L’80% della popolazione adulta soffre di mal di schiena; l’80% dei soggetti scoliotici in età adulta soffre di mal di schiena. Non ci sono differenze riguardanti l’incidenza.
La localizzazione del dolore non è legata a quella della curva e l’intensità del dolore non è proporzionale alla gravità della scoliosi. Si osservano soggetti con scoliosi molto gravi che non hanno alcun dolore e, al contrario, altri con lievi deviazioni che si lamentano di soffrire di dolori molto intensi.
Le indagini hanno evidenziato che la scoliosi provoca dolore più frequentemente quando è localizzata a livello lombare o dorsolombare, più raramente quando è localizzata a livello dorsale.
Le scoliosi dorsali superiori ai 50°, provocano non tanto l’insorgenza di dolori ma riduzione della capacità respiratoria."
Come Lei ha sperimentato, pur in presenza di scoliosi, fino a 53 anni non ha mai sofferto di disturbi alla colonna vertebrale.
L'insorgenza del dolore normalmente è dovuta, non alla scoliosi, ma alla riduzione della lordosi lombare o alla presenza di protrusione o ernia del disco.
Tuttavia, esiste anche la possibilità che il dolore sia conseguente ad un peggioramento della scoliosi.
Ancora dal mio libro: "L’evolutività della scoliosi è massima nel periodo puberale. Dopo questo periodo di accrescimento la colonna vertebrale trova un suo equilibrio e la curva tende a stabilizzarsi.
Dopo la maturità scheletrica il rischio di progressione interessa quasi esclusivamente le scoliosi più gravi, superiori a 50°. La velocità di aggravamento è molto ridotta rispetto a quella verificatasi durante la crescita.
Infine, il rischio di progressione si ripresenta in età anziana: la comparsa dell’osteoporosi e dell’artrosi favoriscono l’aggravamento delle deformazioni vertebrali."
Pertanto, le consiglio di farsi vedere dal fisiatra per valutare la gravità della scoliosi e per accertare la causa del dolore. Intanto si preoccupi di usare bene la sua colonna vertebrale seguendo le
seguenti indicazioni.
Informazione: occorre portare l'attenzione in particolare sulle benefiche curve fisiologiche del rachide.
La presenza di tali curve aumenta la resistenza della colonna alle sollecitazioni di compressione assiale. A livello lombare per ridurre la sciatalgia è importante mantenere la lordosi che è benefica per la colonna vertebrale, le conferisce una maggiore capacità di ammortizzare le pressioni e le sollecitazioni quotidiane.
E’ normale avere un certo grado di lordosi, non è normale che aumenti (iperlordosi), ma non è positivo neppure che si riduca.
Quando è presente la giusta lordosi la pressione si distribuisce uniformemente sul pilastro anteriore (disco e corpo vertebrale) e sul pilastro posteriore (faccette articolari). In questo modo la colonna è più solida, capace di sopportare senza problemi, pressioni anche elevate.
Molto spesso la benefica lordosi si riduce o rettifica in conseguenza delle posture statiche scorrette prolungate. È quello che avviene a coloro che conducono una vita sedentaria e non svolgono una adeguata attività motoria di compenso: soggetti che mantengono la flessione del rachide non solo otto ore in ufficio ma altre ore nel tempo libero e, spesso, anche durante il riposo notturno.
La mancanza della lordosi rappresenta una condizione che rende il rachide più delicato, instabile, meno resistente, meno capace di sopportare le pressioni quotidiane.
Fatte queste premesse Lei può comprendere come non sia sufficiente preoccuparsi di ridurre il dolore con farmaci, massaggi o altre terapie passive. Ma occorre fare fondamentalmente due cose:
1° evitare, il più possibile, le posture e i movimenti che costringono il rachide in flessione;
2° eseguire con dolcezza e gradualità gli esercizi utili che mobilizzano il rachide in estensione.
Il dolore che avverte alla coscia sinistra normalmente è la conseguenza di un'ernia discale. Può insorgere in conseguenza di un trauma o di uno sforzo eccessivo ma spesso è dovuta a posture scorrette prolungate (tipiche di chi sta a lungo seduto in cifosi lombare).
Il dolore è una guida: aumenta nelle posture e nei movimenti che danneggiano la schiena e, al contrario, si riduce nelle posture e nei movimenti corretti.
Per ridurre il suo dolore deve prendere coscienza della sua lordosi lombare e imparare a mantenerla nelle posture e nei movimenti quotidiani e durante il riposo notturno.
Riposo notturno: deve dormire in posizione supina (sul dorso); se non ha un materasso in lattice, formi un rotolo avvolgendo un asciugamano e lo ponga tra le vertebre lombari e il materasso.
Attività quotidiane: deve imparare a fare anche i più semplici movimenti quotidiani come lavarsi e vestirsi senza curvare la schiena; stando seduto deve utilizzare un supporto o cuscino lombare.
Attività motorie: è bene che tutti i giorni faccia una lunga passeggiata a passo svelto. Riporti su di un diario quanti minuti cammina tutti i giorni in modo da verificare un graduale aumento della durata della passeggiata.
Restando a disposizione la saluto cordialmente
Benedetto Toso

14 aprile 2010

Scoliosi grave
Domanda
Le scrivo per chiederLe alcune informazioni circa gli esercizi fisici corretti da effettuare per contrastare l'aggravamento della mia scoliosi.
Sono un uomo di 53 anni e la mia è una scoliosi sinistro convessa con curva lombare di 58 gradi.
Devo dire che per problemi vari è stata un po' trascurata fino a Settembre scorso quando ho avuto una forte lombalgia; fino ad allora ho condotto una vita normale senza particolari problemi e senza dolori.
Dopo gli opportuni accertamenti medici mi è stata consigliata l'operazione; io vorrei evitarla e per questo ho iniziato dieta ed esercizi fisici di elongazione e rinforzo tono muscolare in palestra per irrobustire la colonna ed i muscoli addominali. Non ho più avuto dolori, ma adesso "sento"  più di prima la mia notevole curva lombare in ogni occasione di affaticamento: lunga stazione eretta, movimenti di flessione anteriore, quando sto molto tempo seduto davanti al PC, ecc.
Nonostante questo non ho mal di schiena. Evito chiaramente gli esercizi in carico sulla colonna, flessioni laterali e mobilizzazione del rachide. Ho in palestra un istruttore che conosce la "Back School" e mi ha fatto recuperare con esercizi appropriati un po’ di lordosi lombare.
Volevo porLe alcune domande:
L'utilizzo della PancaFit per l'allungamento della catena muscolare posteriore è appropriato?
Posso camminare a passo svelto sul tappeto aumentando la pendenza?
E' giusto effettuare costantemente esercizi a terra di rinforzo per i muscoli addominali?
E' corretto cercare di rinforzare un po' di più la muscolatura lombare dalla parte destra opposta alla mia curva?
Infine volevo chiederLe se c'è un testo guida che descriva gli esercizi corretti da eseguire corredato da foto  descrittive e da consigli sullo stile di vita da adottare anche se molti comportamenti li ho già assimilati.
La ringrazio per una eventuale risposta e mi scuso per essermi dilungato così tanto.
Cordiali saluti

Risposta
Rispondo alle sue domande.
1. L'utilizzo della PancaFit per l'allungamento della catena muscolare posteriore è appropriato?
Si è appropriato ma non è sufficiente; per stare bene con la sua schiena e per prevenire l’aggravamento della scoliosi è importante rafforzare l’energia antigravitaria e usare correttamente la colonna vertebrale sul lavoro, nel tempo libero e nel riposo.
2. Posso camminare a passo svelto sul tappeto aumentando la pendenza?
Si.
3. E' giusto effettuare costantemente esercizi a terra di rinforzo per i muscoli addominali?
Deve essere molto prudente nell’eseguire gli esercizi per i muscoli addominali, perché essi aumentano la pressione intraddominale e, di conseguenza, quella intradiscale: spesso ciò avviene mentre la colonna vertebrale ha un atteggiamento di cifosi lombare che è una situazione in cui tende ad aggravarsi sia la scoliosi sia la lombalgia. Pertanto, dobbiamo stabilire insieme gli esercizi utili per lei.
4. E' corretto cercare di rinforzare un po' di più la muscolatura lombare dalla parte destra opposta alla mia curva?
No.
5. Infine volevo chiederLe se c'è un testo guida che descriva gli esercizi corretti da eseguire corredato da foto  descrittive e da consigli sullo stile di vita da adottare anche se molti comportamenti li ho già assimilati.
Può acquistare il mio libro: Back School, un programma completo per previnire e curare le algie vertebrali. Edizioni Red (30 euro).
Il libro contiene oltre che il programma di esercizi dettagliato anche una descrizione della scoliosi.
Il valore angolare elevato della sua scoliosi merita la massima attenzione perché una volta superati i 50 anni di età, la riduzione degli spazi discali, la possibile insorgenza di artrosi e osteoporosi possono determinare un peggioramento della scoliosi lombare e una conseguente laterolistesi.
Per questi motivi la invito a venire almeno una volta da me per una valutazione attenta della sua colonna e per attuare tutte le strategie utili (esercizi e uso corretto del rachide) per prevenire il dolore e l'aumento della scoliosi.
Restando a disposizione la saluto cordialmente.

4 gennaio 2010

Scoliosi, osteoporosi e mal di schiena
Domanda
Vivo a Milano, ho 50 anni e soffro di una serie di patologie alla schiena. Ho la scoliosi da quando ero piccola, non ho mai sofferto di particolari dolori alla schiena, ora alla mattina quando mi alzo ho qualche dolorino al fondo schiena. Vado una volta al mese da un osteopata e in palestra circa 2/3 volte alla settimana (tapis rulant, cyclette). Quest'anno mi hanno diagnosticato una osteoporosi severa.
Ho trovato interessante quanto letto sulla Back School e vorrei mettermi in contatto con lei per essere guidato da Lei.
Resto in attesa di un suo riscontro, cordiali saluti.

Risposta
Considerando la presenza di scoliosi, osteoporosi, mal di schiena è importante che ci vediamo al più presto per impostare un programma mirato a ridurre il dolore, agire positivamente sull'osteoporosi e prevenire l'aggravamento della scoliosi.
La scoliosi normalmente insorge durante la crescita, si stabilizza in età adulta e poi il rischio di aggravamento si ripresenta con la menopausa a causa della riduzione degli spazi discali e dell'osteoporosi.
Attuando tutte le giuste strategie, cioè evitando quello che nuoce e facendo quotidianamente quello che serve per la colonna vertebrale, è possibile prevenire il dolore e l'aggravamento della scoliosi.

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